Ghitta Carell e il potere del ritratto

Scritto da Mercoledì, 08 Maggio 2013

La fotografia del “meglio” per chi è considerata “la signora del ritocco” e “la fotografa dei potenti”, preferibilmente aristocratici a meno che non si trattasse di Papi o simili. Nella suggestione dell’archeologia industriale romana la Fondazione 3M presenta un’ampia retrospettiva di questa singolare signora. Un ritratto per chi all’epoca poteva pagare l’equivalente dello stipendio di un impiegato. Sono gli intriganti Anni ’30 del Novecento in particolare al centro di questi volti noti o comunque ‘importanti’. Si può discutere sull’alterigia dell’artista ma certamente il fascino che emana la ricerca della perfezione maniacale resta intatto, soprattutto nella sezione vintage che proviene da collezioni private. Non era solo nel ritocco quanto nella ricerca delle pose, nel suo lavorare con tagli e inquadrature in obliquo e nel mettere in evidenza le mani nei loro intrecci che si gusta una figura tanto compita quanto fascinosa. L’operazione e l’allestimento meritano per rendere la ritrattistica viva, fuori dalla polvere di un genere démodé. Ghitta è estremamente moderna nella sua concezione.

MIP: MAGGIO DI INFORMAZIONE PSICOLOGICA 2013, 6ª edizione. Il mese della prevenzione psicologica in Italia. Al via la 6ª edizione del MIP, Maggio di Informazione Psicologica, la prima e unica campagna nazionale di prevenzione del disagio psichico.

Dal 27 aprile al 2 giugno. Un artista raffinato, un artigiano del lavoro, in controtendenza con la voglia di stupire a tutti i costi, ma non per questo privo di passione. La china è la sua tecnica prevalente nella quale cerca di perfezionarsi in modo meticoloso e che gli consente di scendere nelle profondità, tuffandosi in quel mare che ama tanto per portare in alto e far volare le sue balene. La sua arte minuziosa racconta l’amore per la ricerca dei valori simbolici degli animali e delle culture. Nel prossimo futuro c’è una sfida: aumentare le dimensioni della sue tele mantenendone la preziosità e aggiungere il colore.

Dal 29 marzo al 28 luglio. Una mostra che riflette sulla divaricazione tra bellezza ed arte contemporanea, la banalizzazione della prima o forse solo una diversa concezione che non è più armonia ma sensazione, soggettività portata all'estremo, quindi non più idealizzata e universale. Le immagini sono corpi e natura, particolari dove la contraddittorietà perfino tra vita e morte, come nei corpi di Vanessa Beecroft, è centrale.

Dal 23 marzo al 18 agosto. Una mostra di grande raffinatezza, ricca con ben 140 opere ma raccolta, in un percorso chiaro e definito: l’esordio del Rinascimento fiorentino che ruota intorno alla scultura, la prima delle arti a raccogliere i germogli della svolta artistica nata sulla rivisitazione dell’arte antica, che nella maggior parte era nota ed era sopravvissuta per la scultura. Un percorso chiaro che si segue agevolmente e ci conduce in una rivoluzione tecnica e stilistica di grande respiro. Un modello nuovo di rappresentazione che si ispira al modello di una società repubblicana, dove il sacro è sempre più umanizzato.

"LAST FAR WEST" – prima mondiale al Festival di Cannes 2013 - Sezione Short Film Corner.

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