Dal 17 al 29 aprile. "La responsabilità sociale è aprire strade alternative, ma quali strade, poi, percorrere, ci dice Eduardo, è questione di responsabilità individuale". Mario Martone ci accompagna nella sua interpretazione alternativa della commedia di Eduardo, stravolta nella forma ma non nei contenuti ed ambientata in una Napoli contemporanea, che ha come riferimenti i luoghi ed il sistema denunciato da Saviano in “Gomorra” e ripreso compulsivamente dalle fiction. L’allestimento associa realtà produttive diverse, presentandosi come progetto culturale dal forte senso politico e civile: lo Stabile di Torino, Elledieffe - a suo tempo di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi - e il NEST di San Giovanni a Teduccio, spazio polivalente prestato all’arte all’interno di uno dei quartieri più popolari e difficili di Napoli.

Un capolavoro eduardiano è andato in scena al Bellini di Napoli: il personaggio di Antonio Barracano torna in teatro ne “Il sindaco del Rione Sanità” portando con sè dilemmi sull’etica e la morale del vivere civile. Un dramma che riesce a parlare una lingua senza tempo, grazie ad una regia contemporanea e attenta firmata da Mario Martone, che ambienta le vicende della commedia di De Filippo tra le strade della Napoli di oggi.

Lunedì, 03 Aprile 2017 20:04

Ma - Teatro India (Roma)

Antonio Latella, dopo Pilade, Porcile e Bestia da stile, torna a occuparsi di Pier Paolo Pasolini, attraverso la madre immaginata dell’artista, i suoi occhi, la sua voce, il suo sacrificio, il suo dolore. Un omaggio a tutte le madri costrette a seppellire i figli vittime della violenza del mondo (da Plaza de Mayo, alle vittime di mafia, a Federico Aldrovandi).

Domenica, 06 Novembre 2016 21:38

Ma - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Dal 2 al 10 novembre. Partendo dalla prima sillaba della parola mamma, al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano Antonio Latella ci guida verso un viaggio-monologo nell’opera di Pasolini, dove c’è sempre la figura della madre: nel teatro, nella letteratura, nelle parole, nelle immagini, nei film. Spetta alla voce e al corpo di Candida Nieri cucire insieme tutte quelle madri che PPP ha creato e raccontato, per tracciare una possibile unica figura racchiusa in quel “Ma”: il suo dolce diminutivo eppure, anche, l’inizio del dubbio.

Per la movimentata e originale presentazione della stagione 2015-2016, il Teatro dell’Orologio propone al pubblico un’immagine “reale”. Giocando sul doppio senso della parola, sceglie, per la campagna di comunicazione, il claim CAMBIAMENTO REALE.

Napoli, anni '70. La provincia napoletana, soffocante e a volte disorientante. Il conflitto politico e sociale che divide il Paese sembra lontano da queste terre. E' in questo specifico contesto che nasce "12 baci sulla bocca", raccontando l'incontro-scontro tra Emilio, lavapiatti dai modi e dal linguaggio diretti, e Massimo, fratello "ripulito" del proprietario di un ristorante. Massimo sta per convolare a nozze con l'unica donna che abbia avuto nella sua vita; è a quel fatidico punto di un rapporto di coppia in cui o ti lasci o ti sposi, Massimo si sposa. Emilio è giovane ed è "ricchione", l'unico termine utilizzato a Napoli per identificare un omosessuale. Emilio riesce a scardinare l'omosessualità assopita malamente in Massimo. I loro incontri sono violenti al limite dello scontro fisico. I due ragazzi si nascondono, ma quel rapporto così controverso rappresenta, forse, l'unica parentesi di reale sentimento concessa alle loro esistenze.

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