Un libro complesso, ampio, articolato con una parte di documenti e video: non tanto la biografia di un regista, soprattutto documentarista, né un libro che parla di cinema ma un testo che attraverso la storia e lo sguardo, la sofferenza di Vittorio De Seta, ci racconta il cinema tra gli anni ’50 e ’80-’90, il mondo popolare del Sud Italia che scompare, si deforma e la visione cinematografica come approccio poetico alla vita.

Prefazione di Gabriele Del Grande
Il mondo dei migranti al centro di un romanzo reportage dove i confini tra realtà e finzione sono così labili che il libro è decisamente più credibile di molte cronache. Marta Bellingreri, arabista ed esperta di mondo arabo, per aver vissuto in molti Paesi, dalla Tunisia dove io l’ho conosciuta al Libano, sceglie un punto di vista insolito per parlare di immigrazione. Quello delle storie di vita, dei nomi e delle emozioni al posto dei numeri.

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