Cosmic Box con: “L.B.S”. Noiosi e monocordi.

[al volo] Omonimo album d’esordio per Le Rivoltelle, band calabrese tutta al femminile. 12 brani, un equo mix tra inediti e cover. Di spunti buoni ce ne sono, che fanno ben sperare per il proseguo della band. Gli inediti sono interessanti, spaziando dal punk allo ska, passando per il rock ed un datato swing. Al di là della più conosciuta “Taglia 38”, di cui ricordiamo il videoclip di inizio 2013 con tema l’anoressia e l’ossessione patologica alla magrezza, quella che mi ha colpito di più è stata “Un’emozione romantica”. Ottimo inedito ska-style.

[al volo] Primo album per la band salernitana dei The Bidons. “Granma Killer!!!” è tutto da ballare, e chi non balla è perché non si sa divertire. Sei tracce originali più due cover per un disco che si lascia ascoltare solo per i primi secondi, e poi ti rapisce. Un po’ The Beatles un po’ The Avengers, con una predisposizione chiara per il garage anni 60/70, la band formatasi nel 2005 è comunque uno spasso. Bravi.

[al volo] Sonorità rock, anima grunge, in stile Foo Fighters esordisce la band marchigiana High Frequency, con un album dall’omonimo titolo. Tra brani più spinti come “Believe in your head” e “Go”, a brani più intimi ed introspettivi come “Last train to freedom”, il disco scorre via veloce, godibile ed energico, con velate, ma nemmeno troppo, allusioni a band come Pearl Jam e Nickelback, ad indicare le diverse sonorità presenti in questo CD di debutto. La strada sembra buona.

[al volo] Primo disco per la band trevigiana dei Down To Ground. “Early in the morning” è un disco ben suonato, ben arrangiato, curato fin nei minimi particolari…ed è proprio questo che non mi convince a fondo. Sembra tutto così perfetto, che a volte il gusto di ascoltarlo cede il passo ad un pizzico di noia. Leggermente smielato, il sound è sicuramente ricercato e curato…ma viva le belle chitarre stridule e distorte.

[al volo] Quindici minuti di pura follia nel secondo album dei Death By Pleasure. “Waited, wasted” è un concentrato di rock, garage, punk e psichedelia. Loro si definiscono rock’n’roll 3.0 ma lo stile è decisamente più retrò, e sperimentale in altri. Indefinibile, distorto ed impazzito, con cambi di direzione repentini. Il duo trentino centrifuga tutto ciò in un mix stravolgente. Da tenere in considerazione.

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