Acclamata dalla stampa internazionale come un naturale distillato di Tracy Chapman e Any DiFranco, Z-Star dà fuoco alle micce di uno show dove l’energia esplosiva del rock acustico si unisce alla sua anima soul-jazz con derive deliranti di blues.

Una vita da star maledetta, dedita agli eccessi “d’obbligo” ha intaccato molto il fisico, l’uomo, ma non il chitarrista Winter, il musicista che brevettò una “dirty poison” di  british blues, hard rock e blues rural che ancora, quasi quaranta anni dopo, fa scuola ed elargisce dispense.

I R.E.M. hanno chiamato e in 12.000 sono accorsi al Grande Walalla del rock che si consuma in una assolata Arena Santa Giuliana tra urla, balli e hysteria d’anima. Il Gran Sacerdote Stipe vestito di bianco elettrico è qui a diffondere la sua poesia sociale e sognante.

Eric Sardinas, il guitar-hero del nuovo millennio è qui, e il cielo della ridente cittadina umbra ne porterà traumi a lungo. Blues, gospel elettrico e Texas rock è l’esplosiva miscela che riversa sul pubblico estasiato, rapito da questo feroce impatto di fuoco.

I Duran Duran approdano in Italia con il loro “Red Carpet Massacre European Tour”. Dopo Mantova ecco la tappa a Roma, all’Ippodromo Capannelle, nell’ambito della rassegna musicale “RomaRock Festival”. Sul palco un Simon Le Bon in perfetta forma: suoni sintetici e new ROMAntic.

Il clima che ha fatto da contorno allo show dei Sigur Ròs non ha nulla da invidiare a quello della terra dei geyser: pioggia, freddo e tuoni minacciosi. Tra ombrelli e k-way il pubblico ha retto comunque fino alla fine, e gli eroi nordici non hanno deluso.

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