nutiniRoma, all’interno di Luglio Suona Bene, e lo ritroviamo in gran forma dopo l’operazione di pochi mesi fa. Apre l’evento l’interessante e emergente Lisa Hannigan.

Tra luci strabilianti e ritmi travolgenti, i francesissimi Justice hanno fatto ballare e saltare i tantissimi accorsi alla nona serata del Rock in Roma.

Avente presente quelle partite di calcio tirate dall’inizio alla fine dove il tifoso è teso, soffre e “fa fatica”, arrivando snervato al novantesimo proprio come i calciatori in campo? Se la risposta è sì, allora siete in grado di comprendere al meglio l’eccellente concerto che The Cure hanno offerto il 7 luglio scorso durante la serata conclusiva dell’Heineken Jammin’ Festival.

Sono in migliaia gli accorsi all’edizione 2012 dell’Heineken Jammin’ Festival che quest’anno ha tenuto banco all’interno all’interno della gigantesca area espositiva scoperta della fiera di Rho-Pero. In una bolgia dantesca alimentata dall’afa e dalla ressa il compito di headliner della prima delle tre serate è spettato ai Red Hot Chili Peppers.

Nicola Piovani

Nicola Piovani porta sull’ambito palcoscenico dell’affascinante rassegna di musica, danza e teatro di Villa Pamphilij il suo ultimo lavoro: ‘Quintetto’. Un concerto per cinque voci per reinterpretare le migliori musiche composte dall'autore, nel corso degli anni, per il cinema, il teatro, i cantanti, la televisione. Il quintetto è composto, oltre che da Piovani al pianoforte, da Andrea Avena al contrabbasso, Marina Cesari al sax e al clarinetto, Pasquale Filastò al cello e alla chitarra, e Cristian Marini alla batteria e alla fisarmonica.

Beethoven senza pari

Un titolo, un programma: avvicinare il grande pubblico alla musica classica; regalare la piacevolezza di una serata estiva a Roma in compagnia di uno dei compositori più noti e più amati. Beethoven difficilmente non piace e in questa occasione è stata scelta la selezione delle celebri sinfonie con il numero dispari. La direzione di Carlo Rizzari sembra confermare che è iniziata un’altra stagione per i ‘conduttori’ degli spartiti classici: eleganza, sobrietà, fusione totale con l’orchestra, anch’essa preparata a muoversi come un corpo unico. Un’esecuzione più di scuola la prima; passionale, con qualche tratto nevrotico a sottolinearne l’espressività la seconda. Senza eccessi di protagonismo, Rizzari si muove agile, discreto, garbato, con grande raffinatezza nel gesto e nel rispetto dei tempi musicali. Non sovrasta la scena. Semplicemente la compone. Il pubblico apprezza il crescendo.

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