Magia che si aggiunge alla magia. Un'orchestra da 80 elementi diretti da Justin Freer ha eseguito dal vivo, in perfetto sincrono con il film, l'intera colonna sonora di "Harry Potter e la camera dei segreti". Così, per tre serate speciali, il nutrito pubblico dell'Auditorium Conciliazione di Roma è stato incantato dal secondo capitolo della serie dei cine-concerti dedicati al maghetto più famoso del mondo, nato dalla fortunata penna di J.K. Rowling.

“Il secondo cuore” di Paola Turci è quello della sua seconda nascita, qualche mese fa, sul palco del Festival di Sanremo, quando con la giacca da uomo sbottonata, ai piedi i tacchi alti, cantava Fatti bella per te conquistando pubblico e critica.

Un Auditorium Conciliazione gremito all'inverosimile ha accolto a braccia aperte la seconda edizione del Pink Floyd Legend Day, il concerto-evento della migliore tribute band italiana del gruppo di David Gilmour, Roger Waters, Richard Wright e Nick Mason.

“Inchiostro”, un nome che appare inattuale nel mondo del digitale che racconta bene l’intimità con la parola: indelebile, graffiante eppure delicato come la voce di Letizia Fuochi. Suoi i testi e musiche, composte con Francesco Cusumano; chitarre classiche, acustiche, elettriche, basso, arrangiamenti; Daniele Bao, programmazioni, archi, trombone, arrangiamenti; Claudia Duranti, arpa in “Dolceamaro”; Michele Staino, contrabbasso; Pablo Cancialli, percussioni; Oretta Giunti, batteria; Rio Mezzanino, arrangiamenti in “Indelebile”.

Nell'unica data di sabato 16 settembre, in occasione della 11a Edizione del “Festival della Biodiversità” si è tenuto nell'arco di una notte, dalle 23.30 alle 08.30, uno sleeping concert dei più originali e suggestivi. Un rito notturno accompagnato dalle piogge autunnali sotto il porticato della Cascina Centro Parco a Sesto San Giovanni Milanese. Un rito in cui ogni iniziato era munito di un sacco a pelo ed accompagnato in uno stato onirico da Enten Hitti, uno dei più originali gruppi di ricerca musicale italiani.

La scelta di una location come quella di Loano poteva forse risultare rischiosa per un artista “particolare” come Niccolò Fabi. Tuttavia, nonostante il pubblico non numerosissimo l’atmosfera che si poteva respirare giovedì sera presso l’arena del Giardino del Principe era la stessa che avevo avuto il piacere di percepire in altri recenti concerti. Attenta e partecipativa. Merito del cantautore romano, capace di costruire in questi anni un’ audience  di affezionati amanti della musica.

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