Non poteva che commuoversi, e quindi mettersi a piangere, anche il cielo, in onore di uno dei suoi più illustri abitanti, Fabrizio De Andrè. E non poteva che sfidare perfino la pioggia il folto pubblico, tanta era la sua visibile voglia di ascoltare, di emozionarsi, di partecipare, perfino di scatenarsi a ballare: perché così si fa nelle feste, dopotutto. Una delle tante magie che si sono avverate nella serata "Caro Faber. Roma canta De Andrè", la più bella delle quali forse è stata proprio la presenza di tanti giovani. La dimostrazione che il linguaggio universale di un grande poeta raggiunge e coinvolge perfino chi lo ha scoperto solo dopo la sua scomparsa. Che possono "nascere i fior" pure dai risvoltini e dalle facce pitturate. Che esiste vita oltre l'indie.

Ci sono certezze, nel mondo della musica, che resistono salde, solide, incrollabili, per quanto gli anni passino e per quanto l'indie cerchi di avvelenare le acque. Una di queste certezze si chiama Franz Di Cioccio. A settantadue anni suonati (è proprio il caso di dirlo), il leader della Pfm non ha perso nemmeno un briciolo della sua voglia di stare su un palco, di chiamare l'esultanza del pubblico, di dimenarsi in modo magari goffo ma autentico. E questo perché si diverte come un pazzo, e fa divertire ancora oggi tutti noi.

Ha debuttato a Roma, con due date gremite di un pubblico tanto numeroso quanto caloroso, il nuovo tour di Giorgia, che celebra il successo dell’omonimo album “Oronero Live”, il quinto dal vivo per la cantautrice romana giunta ormai alle soglie dei cinque lustri di carriera. Un palco centrale per una visione perfetta e coinvolgente da ogni settore del Palalottomatica; un cammino musicale tra gli indimenticabili successi all’insegna dell’emozione e di un groove soul trascinante e i brani più recenti estratti da “Oronero, l’ultimo album di studio pubblicato un anno e mezzo fa. Energia, passione e travolgente intensità condensate in un distillato rigenerante per lo spirito, per un tour realmente imperdibile che, dopo il doppio appuntamento romano, approderà al Mediolanum Forum di Milano e alla Kioene Arena di Padova.

C'è chi incasserà la miseria di cinquemila euro per cedere con magnanimità la sua playlist di Capodanno a tre locali di Bologna, senza nemmeno salire sul palco. E poi ci sono tre che da quel benedetto palco, se fosse per loro, non scenderebbero mai: Carmen Consoli, Daniele Silvestri e Max Gazzè. Che solo dopo quattro serate di fila, tutte e quattro di fronte ad un Auditorium Parco della Musica completamente esaurito, hanno dovuto, loro malgrado, concludere (per ora?) questa loro esperienza comune.

E' entrato nel buio e nella quasi distrazione del pubblico, puntuale e discreto, per raggiungere il microfono al centro del palco e godersi l'applauso scrosciante. Poi, quasi tre ore dopo, da quel pubblico carico ed entusiasta si è ritirato con altrettanta misura: è rimasto fermo sul palco, braccia conserte, sguardo commosso, a riempirsi il cuore di ciò che aveva davanti. Ecco. L'inizio e la fine di un concerto prezioso. E in mezzo c'è tutto il resto, per citare la sua poesia forse più famosa. Questo è Niccolò Fabi, riguardoso e schivo anche nel concerto conclusivo e celebrativo del suo tour per i vent'anni di carriera, anche nella sua città che per l'intera serata lo ha applaudito, coccolato, accompagnato. Lui, il padrone della festa.

Magia che si aggiunge alla magia. Un'orchestra da 80 elementi diretti da Justin Freer ha eseguito dal vivo, in perfetto sincrono con il film, l'intera colonna sonora di "Harry Potter e la camera dei segreti". Così, per tre serate speciali, il nutrito pubblico dell'Auditorium Conciliazione di Roma è stato incantato dal secondo capitolo della serie dei cine-concerti dedicati al maghetto più famoso del mondo, nato dalla fortunata penna di J.K. Rowling.

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