C'è chi incasserà la miseria di cinquemila euro per cedere con magnanimità la sua playlist di Capodanno a tre locali di Bologna, senza nemmeno salire sul palco. E poi ci sono tre che da quel benedetto palco, se fosse per loro, non scenderebbero mai: Carmen Consoli, Daniele Silvestri e Max Gazzè. Che solo dopo quattro serate di fila, tutte e quattro di fronte ad un Auditorium Parco della Musica completamente esaurito, hanno dovuto, loro malgrado, concludere (per ora?) questa loro esperienza comune.

E' entrato nel buio e nella quasi distrazione del pubblico, puntuale e discreto, per raggiungere il microfono al centro del palco e godersi l'applauso scrosciante. Poi, quasi tre ore dopo, da quel pubblico carico ed entusiasta si è ritirato con altrettanta misura: è rimasto fermo sul palco, braccia conserte, sguardo commosso, a riempirsi il cuore di ciò che aveva davanti. Ecco. L'inizio e la fine di un concerto prezioso. E in mezzo c'è tutto il resto, per citare la sua poesia forse più famosa. Questo è Niccolò Fabi, riguardoso e schivo anche nel concerto conclusivo e celebrativo del suo tour per i vent'anni di carriera, anche nella sua città che per l'intera serata lo ha applaudito, coccolato, accompagnato. Lui, il padrone della festa.

Magia che si aggiunge alla magia. Un'orchestra da 80 elementi diretti da Justin Freer ha eseguito dal vivo, in perfetto sincrono con il film, l'intera colonna sonora di "Harry Potter e la camera dei segreti". Così, per tre serate speciali, il nutrito pubblico dell'Auditorium Conciliazione di Roma è stato incantato dal secondo capitolo della serie dei cine-concerti dedicati al maghetto più famoso del mondo, nato dalla fortunata penna di J.K. Rowling.

“Il secondo cuore” di Paola Turci è quello della sua seconda nascita, qualche mese fa, sul palco del Festival di Sanremo, quando con la giacca da uomo sbottonata, ai piedi i tacchi alti, cantava Fatti bella per te conquistando pubblico e critica.

Un Auditorium Conciliazione gremito all'inverosimile ha accolto a braccia aperte la seconda edizione del Pink Floyd Legend Day, il concerto-evento della migliore tribute band italiana del gruppo di David Gilmour, Roger Waters, Richard Wright e Nick Mason.

“Inchiostro”, un nome che appare inattuale nel mondo del digitale che racconta bene l’intimità con la parola: indelebile, graffiante eppure delicato come la voce di Letizia Fuochi. Suoi i testi e musiche, composte con Francesco Cusumano; chitarre classiche, acustiche, elettriche, basso, arrangiamenti; Daniele Bao, programmazioni, archi, trombone, arrangiamenti; Claudia Duranti, arpa in “Dolceamaro”; Michele Staino, contrabbasso; Pablo Cancialli, percussioni; Oretta Giunti, batteria; Rio Mezzanino, arrangiamenti in “Indelebile”.

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