Una voce elegante, vibrazioni jazz, testi legati ad un’intimità senza sfociare nel sentimentale, un intreccio di delicatezza e potenza. Interessante la voce, utilizzata come uno strumento, fil rouge della sua ricerca. Abbiamo incontrato questa giovane artista, Sara D’Angelo, in arte Sarah, nata a Pescara, all’indomani dell’uscita del suo album “Le Coincidenze”, pubblicato nello scorso marzo, per farci raccontare com’è nato e cosa nasconde.

Ghemon, al secolo Giovanni Luca Picariello, 36 anni, originario di Avellino e laureato in giurisprudenza, cantautore e rapper, è in gara con “Rose viola”, l’amore attraverso gli occhi di una donna, nato per il piacere di non parlare in prima persona senza pensare al Festival, per raccontare una storia non risolta da un punto di vista diverso rispetto al maschile. Un brano con il quale probabilmente questa bella voce, vestita di originalità, umiltà e grande ricerca, non ha voluto rischiare a Sanremo. Forse avrebbe potuto sbilanciarsi di più e avrebbe coinvolto di più. Dal 2007 il cantautore è sulla scena con un percorso originale a cavallo tra la melodia, l’hip hop e un po’ di soul, risentendo dell’influsso di Zucchero e Pino Daniele. La collaborazione con Carosello è recente ma il marchio sta scommettendo per la sua capacità di ricerca di nuovi sound.

Dalla periferia all’Ariston i soldi ostentati e il confronto con un padre assente nel “morocco-pop” di Mahmood, come lo chiama lui; sul palco è energia pura che arriva diretta. Il ritmo c’è tutto e il rap non si contamina troppo, molto radiofonico il brano ha tutti gli ingredienti per essere vincente. L’ammiccamento anche, ma piace, conquista la sala stampa come durante la conferenza la presenza entusiasta e fresca del cantautore. Tra i giovani, che quest'anno non sono una categoria a parte, se i favoriti sembrano Ultimo e Irama perché fanno il pieno ai concerti e stanno vendendo bene senza contare il favore dei social, prende quota Mahmood insieme ad Achille Lauro.

Con “Le nostre anime di notte”, Anna Tatangelo affronta il suo settimo Festival (la prima volta ci è salita a 17 anni quando vinse nella categoria Giovani) e racconta la crisi di coppia con Gigi D’Alessio, in coppia dal 2006, così almeno si è detto e scritto dappertutto (avevano duettato nel 2002 e nel 2004; nel 2010 hanno avuto un figlio Andrea, nel 2017 si sono lasciati per poi tornare insieme).

I Negrita, in gara al 69° Festival di Sanremo con I Ragazzi Stanno Bene 1994-2019, brano scritto e composto dalla band e prodotto da Fabrizio Barbacci che farà parte della raccolta omonima in uscita oggi, dichiarano di star bene. L’album celebra i 25 anni di carriera del gruppo con 33 brani che ripercorrono la storia della band toscana più tre inediti, “I Ragazzi stanno bene”, “Andalusia” e “Adesso basta”.

Secondo anno per Ultimo, all’anagrafe Niccolò Moriconi, cantautore romano, nato il 27 gennaio 1996, da vincitore dell’edizione 2018. Dopo la vittoria nel Festival di Sanremo 2019 nella categoria Nuove proposte con il brano “Il ballo delle incertezze” ha visto esplodere la propria carriera. Ha perso l’aria spaurita, quella timidezza che ha incantato lo scorso anno la platea, ma non la freschezza; in un anno è cresciuto quanto a capacità di stare sul palco e ha fatto un bel lavoro sulla voce.

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