“Settembre in piazza della Passera”, festival jazz dall’11 al 14 settembre a Firenze

Scritto da  Domenica, 09 Settembre 2018 

Un evento nato per valorizzare un quartiere centrale di là d’Arno giunge alla XVII edizione, rassegna di jazz, quest’anno aperta ad altre forme musicali, che diventa un’impresa culturale e sociale. Con la voglia di rendere protagonisti studenti di musica e giovani artisti locali, ora spesso noti a livello nazionale, la manifestazione conferma il potere della musica e la il valore di ri-portare la cultura in strada.

 

Dopo un anno sabbatico torna “Settembre in piazza della Passera”, giunta alla XVII edizione, dall’11 al 14 settembre: protagonista la musica, jazz e non solo in questa nuova edizione. Il festival, ideato da Stefano Di Puccio e dalla sua Trattoria 4 Leoni insieme all’associazione culturale “In Piazza” – sotto la direzione artista di Alessandro Di Puccio (il cugino) e in collaborazione per l’organizzazione con Momy Manetti, è diventata un’istituzione tra gli appuntamenti cittadini.

La proposta, che all’inizio sembrava ed era un’iniziativa di quartiere, locale anche per la scelta degli artisti, conferma la propria validità visto che è stata accolta dal Comune con il Fringe festival. In effetti l’idea originaria era quella di coinvolgere tutte le piazze principali d’Oltrarno, come piazza del Cestello, con l’idea dell’arte per valorizzare il territorio, occasione per incontrare e scoprire nuovi talenti e aggiornarsi sulle tendenze musicali. Prerogativa di questo festival che quest’anno vedrà due concerti per quattro sere, tutte ad ingresso libero, è quello di coinvolgere i giovani studenti come quelli del Siena Jazz, oltre a musicisti italiani di livello nazionale ed internazionale che spesso da qui sono partiti per diventare dei nomi di successo.

Il festival ha contribuito rendere il quartiere un’isola felice, come ha sottolineato Stefano Di Puccio – oggi anche Consigliere comunale – con un percorso iniziato vent’anni fa nella convinzione che la vita culturale che promuove l’aggregazione sociale è un antidoto formidabile al degrado. L’obiettivo era infatti creare un’impresa globale della cultura. Novità di quest’anno il format “Giovani in Piazza”, realizzato con il dipartimento Jazz dell’Accademia Musicale di Firenze che offre ai giovani talenti del settore l’opportunità di aprire le prime tre serate.

La prima serata, l’11 settembre alle 19.00 inizia con un ensemble nato per Piazza della Passera con Marco Morandi al piano, Giacomo Petrucci al sax tenore, Niccolò Angioni alla tromba, Diego Onorato al contrabbasso e Simone Brilli alla batteria. A seguire il Progetto Chet dedicato a Chet Baker - trombettista e cantante statunitense di musica jazz, noto per il suo stile lirico e intimista e per essere stato trai principali esponenti del genere conosciuto come cool jazz - scomparso il 13 maggio del 1988, cadendo dalla finestra di un hotel di Amsterdam, con l’introduzione di Francesco Martinelli, noto storico del jazz e traduttore dei testi più importanti dei jazzisti in italiano. Realizzato appositamente per il festival, è seguito dal concerto Echoes of Poetry: Fulvio Sigurtà alla tromba, Stefano Onorati al piano, il bolognese Stefano Senni al contrabbasso, il pratese Walter Paoli alla batteria (è tra l’altro docente di batteria jazz) e Mads Mathias, giovane cantante di Copenhagen già noto in patria.

Mercoledì 12 settembre la serata, alle 21.30, vede la presenza di Alkaline Trio con Alessandro Fabbri alla batteria, il torinese Alberto Marsico all’organo Hammond e alla voce e Alessandro Di Puccio al vibrofono. Si tratta di un trio che si riunisce a vent’anni di distanza per dare di nuovo vita a un sound particolare, imbevuto di soul, bebop, blues e mainstream. Per il concerto fiorentino è prevista la partecipazione di un ospite, il sassofonista statunitense Scott Hamilton, non celebratissimo ma molto fruibile per il suo jazz legato alla tradizione e ricco di energia. All’inizio della serata per “Giovani in Piazza” il quintetto composto da Michele Andriola alla batteria, Michelangelo Scandroglio al contrabbasso, Francesco Zampini alla chitarra, Nicola Cellai alla tromba e Giulio Ottanelli al sax contralto.

Il giovedì 13 settembre l’apertura è affidata al quartetto di Manuel Di Tardo, Giacomo Petrucci, Diego Onorato e Lorenzo Gherardelli; mentre alle 21.30 sarà di scena la Leggera Electric Folk Band, formazione unica nel suo genere in Toscana, perché unisce il rock alla poesia e alla musica popolare tradizionale con l’impiego di strumento insoliti per questo genere, che sono appunto quelli elettronici. Il gruppo è composto da Marina Nucciotti (voce), Gianmarco Nucciotti (voce, chitarra elettrica, banjo, armonica), Ivano Rossi (sax contralto), Marco Pericci (sax tenore, clarinetto), Matteo Benedettelli (fisarmonica, tastiera e sintetizzatore), Francesco Cencini (basso) e Dario Rossi (batteria). Nel corso della serata la proiezione del video clip per la regia di Andrea Muzzi che ha tra l’altro vinto al Festival de Film Mediterraneo, girato in bianco e nero con un piano sequenze, atipico per un video clip, che richiama il linguaggio e il recitato delle comiche. La scelta è legata alla canzone tradizionale toscana “Porta un bacione a Firenze” scritta da Edoardo Spadaro nel 1937, cantata da Gianmarco Nucciotti, tuttora di grande attualità: il tema è quello delle migrazioni, del viaggio, dell’abbandono e della lontananza.

L’ultima serata, dopo l’esibizione dello Hot Gypsy Club de Florence (alle ore 19.00) con Jacopo Martini alla chitarra, Roberto Beneventi alla fisarmonica e Matteo Anelli al contrabbasso, Dre Love and The Band a partire dalle 21.30 con una proposta di funk, soul e hip pop. Andre Halyard nato nel Queens, a New York, è stato da sempre affascinato dalla contaminazione di generi. Dal 1994 conta una discografia italiana e vanta collaborazioni di rilievo come quella con Pino Daniele e Alex Britti.

La rassegna è dedicata a due ospiti delle passate edizioni: Silvano Campeggi, scomparso ad agosto, artista e cartellonista del cinema dagli Anni ’50 agli anni ’80, molto noto negli Stati Uniti, dimenticato in Italia e riscoperto, a suo dire, proprio da questo festivalche nell’edizione presenta vede l'esposizione della sua Marilyn; e Susy Bellucci, cantautrice, scomparsa lo scorso luglio,  attrice e compositrice, con particolare attenzione al mondo dell'infanzia, nota in particolare con le figurine di Gallo Cristallo.

Articolo di: Ilaria Guidantoni

Grazie a: Caterina Briganti, Ufficio stampa Davis&Co

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP