Sanremo 2018, dopo la prima serata - Conferenza stampa al Festival

Scritto da  Mercoledì, 07 Febbraio 2018 

Ascolti record, apprezzamento per la versione più musicale del festiva ma si accendono in sala stampa le polemiche sulla canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro.

 

Dopo la prima serata, troppo presto per fare un bilancio anche se i numeri parlano a favore di questa edizione: gli ascolti si sono attestati, in aumento, a
11 milioni e oltre 600mila spettatori, un record dal 2005
Ieri lo share ha superato il 52% con un picco di ascolto con Fiorello che gioca con il pubblico e con Ermal Meta e Fabrizio Moro.
Si è registrato un alto gradimento tra i giovani
In aumento l'ascolto da parte dei laureati. Questo secondo dato potrebbe essere legato a una conduzione più colta di Baglioni e ai testi selezionati, spesso versione in prosa delle note. La svolta annunciata, oltre la classifica quotidiana, i duetti, l’abolizione dell’esclusione, era quella di puntare sulla canzoni con testi più lunghi anche fino a 4 minuti. Questo avrebbe dovuto favorire un pubblico di appassionati della musica e insofferente o non interessato al puro intrattenimento più nazional-popolare. Claudio Baglioni aveva promesso un festival popolar-nazionale. A volte si gioca ad effetto sulle parole. Certo di intrattenimento ce n’è stato con l’uso, direi, consumato di gag un po’ demodé che distraggono dal focus e allungano eccessivamente il format (quasi quattro ore di programma).
Fiorello in gran forma, potrebbe anche aspirare ad una conduzione nella prossima edizione – si vocifera – e Piefrancesco Favino, entrato in punta di piedi, si scioglie e dimostra di essere un artista completo, anche da palcoscenico.
La polemica su Ermal Meta e Fabrizio Moro ha sporcato l’atmosfera perché la stampa si è impuntata anche se forse c’è anche la preoccupazione per una canzone che per ora è piaciuta in modo unanime. La questione del contendere riguarda la presunta presenza, pare, di uno stralcio di un brano non inedito ha creato qualche disagio. A chi ha chiesto informazioni a Baglioni, il direttore artistico ha risposto “Anch’io in attesa di saperne di più. Da quanto ho capito non è un plagio musicale ma un’autocitazione di un brano composto nel 2016”. In effetti il regolamento parlerebbe di una tolleranza fino al 30% sul testo. La stampa in sala non si rassegna facilmente e non si accontenta della spiegazione ma il direttore artistico ha sottolineato come sul fronte della musica popolare è stato scritto quasi tutto e sperimentato ampiamente e cita come lo stesso Morricone ritenga che sia superato il senso del plagio musicale.
Protagonista della prima serata, a poca distanza dalle elezioni e sessantottesima edizione a cinquant’anni dal Sessantotto, l’amore e i sentimenti personali: sintomo che l’Italia è cambiata anche se Ermal Meta e Fabrizio Moro con una chiave intima, legata alla cronaca non rinunciano all’impegno. Lo fa anche Lo Stato Sociale, con una trovata spiritosa, un po’ ammiccante ma certamente divertente. In generale, al di là dell’apprezzamento dei giovani, pare stando al televoto, è un’Italia amarcord, nostalgica, con testi autobiografici – un po’ autoreferenziali - che raccontano la storia personale con lo sguardo rivolto a ieri, e al tramonto con nel caso di Elio e Le Storie tese. Con qualche rischio. Interessante l’attenzione ai testi, a volte un po’ faticosi da seguire, poco sanremesi, che non sempre vengono premiati dal voto ma che mostrano voglia di parole oltre che di note. In qualche caso sul palco salgono veri e propri cantastorie. Ma si sa il primo ascolto è l’innamoramento ma serve un giudizio più temperato.
Ancora tutto da giocare sul fronte dei giovani che si esibiranno tra stasera e domani, in testa al programma equamente divisi nelle due serate. Sul fronte femminile quattro voci, con una spiccata personalità, che forse sono più protagoniste delle stesse canzoni ma che il pubblico da casa sembra premiare.
La seconda serata si annuncia sempre densa di ospiti seppure il tema della canzone resta centrale con Biagio Antonacci e Sting insieme a Shaggy. Da segnalare il ritorno di Pippo Baudo a cinquant’anni dall’esordio sul palco dell’Ariston.

Articolo di Ilaria Guidantoni

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