Roberto "Freak" Antoni, gli Altera omaggiano il leader degli Skiantos

Scritto da  Giovedì, 16 Ottobre 2014 

Esce martedì 21 ottobre nei negozi di dischi (è già in download su iTunes e nei principali store digitali) "I Love Freak" (distribuzione Self), progetto della band genovese Altera, un originale omaggio a Roberto "Freak" Antoni, voce degli Skiantos ed ideatore del “rock demenziale”.

Il disco, realizzato grazie al sostegno dei fan tramite crowdfunding su Musicraiser e candidato alla Targa Tenco nella categoria “Album in assoluto dell’anno”, “svela un “Freak” differente, più intimista e nel contempo aggressivo”, contiene l'ultima canzone che Roberto "Freak" Antoni ha registrato in studio, a Bologna, nel dicembre 2013, dal titolo "Par-lamento" e altri suoi testi trasformati in canzoni.  La copertina dell’album mostra la spilla "I love Freak", ispirata a quella che portava Antoni nell'ultimo periodo ("I love Satie"), ed una curiosa immagine dell'artista, in scena nel 2008 a Genova da una finestra del palazzo dove abita il cantante degli Altera, tra quadri d'arte contemporanea appesi come lenzuola.

"’I love Freak’ è un disco d'amore e amicizia – spiega Stefano Bruzzone, voce degli Altera, ideatore del progetto - racconta la storia di un fan di 'Freak', il sottoscritto, che con le prime band cantava 'Sono contro', 'Eptadone', 'Non voglio più' degli Skiantos. Poi l’ho conosciuto, poco dopo sono nati gli Altera (che in concerto portavano in scaletta la sua 'Paese scarpa) e sono iniziate le prime collaborazioni con 'Freak' e, nel tempo, è cresciuta e si è consolidata un'amicizia che metterà paradossalmente in secondo piano la musica e l'artista, visto il valore dell'uomo e l'affetto per Roberto. Chi poteva prevedere che il rocker 'adorato' da ragazzo, dormisse nel lettino per gli ospiti dell'ingresso di casa mia? La musica, nonostante alcuni momenti importanti, resterà in secondo piano fino alla scomparsa di Roberto – prosegue Stefano Bruzzone -. 'Par-lamento' (con una citazione non casuale di 'Paese scarpa'), l'ultima canzone che Roberto, già provato, ha inciso nella sua vita, per noi, è lo scherzetto meraviglioso e ‘avvelenato’ che ci ha lasciato. Senza pensarci, ci  mettiamo a suonare cose sue o altre fatte insieme, per tentare di diluire per quanto possibile l'assenza di Roberto. La musica torna a riprendersi il suo spazio.”

"Pubblichiamo 'Par-lamento' come singolo in vinile, a cavallo tra il suo 60° compleanno (16 aprile), ed il 7° "Record Store Day" (19 aprile 2014) - racconta il chitarrista Davide Giancotti - e poi decidiamo di bloccare il disco già terminato per realizzare un progetto dedicato a 'Freak', dove riversare tutto ciò che è stato per noi e tutto l'affetto possibile. 'I love Frea' nasce dal basso, insieme alle tante persone che lo hanno amato davvero, attraverso il sostegno diretto del pubblico, proprio come sarebbe piaciuto a lui, tramite il crowdfunding, su Musicraiser, in collaborazione con il Mei: l'idea di un disco coprodotto con chi seguiva 'Freak' e noi, ci pare l'unico approdo possibile. Con grande gioia ce la facciamo. La musica è tornata: il lontano fan di "Freak" Antoni si ritrova in varie occasioni a cantare dal vivo 'Paese scarpa' con gli Skiantos, nello spazio che era ‘abitato’ proprio da Roberto. Alla fine del viaggio, in questa storia che mette insieme tanti pezzi di vita, la musica si riprende a forza il suo spazio e va a chiudere il cerchio. E' una bella storia".

Tracklist di “I love Freak”: al singolo "Par-lamento", cuore pulsante del progetto, ironico, trasgressivo e provocatorio nel testo, vivace e divertente nella musica (ospite Bob Callero al basso) regala la voce di “Freak” nella sua ultima registrazione, con tanto di citazione ad hoc ("Cosa pretendi da un paese che ha la forma di una scarpa?"), si aggiungono “Quasi poesia” “Soffice”, poesie brevi del leader degli Skiantos, trasformate in canzoni acustiche, la premonitrice “Rivalutati dopo morte (live)”, la riscoperta di “Paese scarpa”, nuova versione del brano degli Skiantos ri-arrangiata dagli Altera. Il disco rimette in circolo perle interpretative smarrite come “Poetica 2” e una rilettura teatrale di Antoni di "Oh Capitano, mio Capitano", (resa "universale" da Robin Williams nel film "L'attimo fuggente"); “Badilate di kultura pt. 1 e 2” in cui sono presenti due speciali interventi di Alessandro Quasimodo (attore teatrale figlio del poeta) che interpreta una serie di aforismi e battute celebri dell'artista bolognese. Con una loro personalissima versione, gli Altera non dimenticano "Però quasi" (brano che "Freak" propose con la pianista Alessandra Mostacci al Festival di Sanremo 2012 e che venne rifiutato dalla direzione artistica), riportando alla luce la registrazione del pianoforte classico originale. “Cosa... pretendi”, "electro remix" del brano "Par-lamento", realizzato dal dj Max Monti, sarà il singolo del progetto. “Moriva in me la poesia” è una poesia/canzone di Bruno Rombi e Altera dedicata a “Freak”. Altre testimonianze e rarità completano il progetto.

Ad arricchire il disco, tre tracce video: il controverso videoclip "Par- lamento" (Altera feat. "Freak" Antoni) per la regia di Daniele Ciampi ed alcuni brevi stralci live datati 1997 ("Freak" che parla degli Altera) e 2008 (una testimonianza dello straordinario show di "Freak" da una finestra del palazzo dove abita il cantante del quartetto genovese). “I love Freak” è un disco aperto, libero, stilisticamente variegato, con un rispetto estremo dei testi di "Freak" (8 tracce su 13) e con uno smisurato affetto verso l'amico Roberto Antoni, presente in voce in cinque tracce. Il disco è diviso in cinque brani elettrici, quattro acustici, quattro tracce spaziano fra teatro e cabaret, con suoni che si fanno aggressivi o intimisti a seconda del tenore dei testi. "Freak" ha incrociato spesso il percorso degli Altera. Dall 1997, come ospite della presentazione live del primo disco "Livida speranza", fino al dicembre 2013, con la sua ultima registrazione in studio, "Par-lamento". Partecipò anche al progetto più ambizioso della band genovese, "Canto di spine (versi italiani del '900 in forma canzone)" nel 2001. Restano nella memoria alcuni concerti "speciali": uno nel bianco delle cave di marmo di Carrara, quando per la prima volta gli Altera cantarono i suoi versi, con Franz Di Cioccio (PFM) che suonava percussioni realizzate da oggetti d'uso domestico, nel 2002;  l'altro per la "Notte Bianca" del 2008 a Genova, descritto sotto.

“In occasione della 'Notte Bianca' genovese del 2008 – racconta Stefano Bruzzone - la band propose a "Freak" di trasformarsi prima in giornalaio dentro un edicola e poi, con il pubblico guidato sul posto da trampolieri e mangiafuoco, di fare il suo show dalla finestra del palazzo dove abita il cantante degli Altera, in piazza della Giuggiola a Genova, sotto la pioggia, tra quadri d'arte contemporanea appesi come lenzuola. Un'immagine di quello straordinario evento è oggi la copertina di "I love Freak". Piazza della Giuggiola, visibile sulla cover, è uno dei luoghi più caratteristici del centro storico genovese: tra muri a secco, ciottoli e le classiche "creuze" in mattoni rossi cantate da De Andrè. Prende il nome dall'unico albero di giuggiole ultracentenario rimasto in città. 'Freak' se ne innamorò a prima vista, tanto da citarla espressamente in alcuni spettacoli. Quel luogo, per la prima volta immortalato nella copertina di un disco, a seguito di lavori edili malfatti, versa oggi in condizioni disastrose – spiega la band genovese - nel disinteresse delle istituzioni locali. Gli Altera proporranno una presentazione del disco sul posto e si impegneranno per portare la questione all'attenzione dell'opinione pubblica.”

La peculiarità degli Altera, band veterana genovese formata da Davide Giancotti (chitarre), Stefano Bruzzone (voce), Claudio Luvarà (batteria) e Dennis "Madden" (basso), è l'attitudine a trasporre poesie o altri testi, in canzoni, anche improvvisando in tempo reale sul palco. Hanno inoltre creato una sorta di genere, il “rock testimoniale”, per l’abitudine di inserire nei brani voci “fuoricampo” di poeti e personaggi storici, collocate al posto del cantato. Di loro, oltre all'esordio “Livida speranza” (1996) ed al recente “Italia sveglia pt.1” (2012), si ricorda l'album “Canto di spine (versi italiani del '900 in forma  canzone)” del 2001, la prima antologia della poesia italiana “cantata”, prodotta da Franz Di Cioccio della PFM, con la storica cover con la poetessa Alda Merini semisvestita ed ospiti quali Mario Luzi, la stessa Merini, Raffaele Crovi, Alessandro Quasimodo, Paolo Fresu, Manuel Agnelli, “Freak” Antoni, Franz Di Cioccio, Steve Piccolo e membri di CSI, Modena city ramblers, Massimo volume, Timoria e Disciplinatha.


Fonte: Gabriele Lo Piccolo

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