Noa, il tour del nuovo album "Love Medicine" si ferma a Pesaro

Scritto da  Domenica, 07 Dicembre 2014 

Forse non tutti riconoscono in Achinoam Nini (il cui nome significa "portatrice di pace"), la famosa cantante israeliana Noa, amatissima dal pubblico di tutto il mondo grazie all'innata capacità di toccare il cuore della gente con la sua musica, la voce angelica e la profondità del suo messaggio.

Il suo canto (che diffonde gioia ed entusiasmo) mescola armoniosamente jazz, rock americano e suggestioni mediorientali, superando tutte le frontiere culturali. Israeliana di genitori ebrei yemeniti e di biografia statunitense, Noa è profondamente impegnata nell'utilizzo della musica come strumento di riavvicinamento fra popoli in conflitto, con particolare riguardo alla tragica questione mediorientale. Le sue canzoni sono fortemente influenzate dalla sua terra, con le sue contraddizioni ("come l'avere le radici ai due lati del mare, sia nel paese della diaspora, sia in Israele"), i suoi dolori (la guerra ed i continui attentati terroristici) e le speranze nel futuro.

Osannata dalla critica internazionale per il suo talento artistico, ha incantato il mondo con "Beautiful That Way", brano tratto dalla colonna sonora (firmata da Nicola Piovani) del film "La vita è bella" (1997), diretto e interpretato da Roberto Benigni ed insignito del premio Oscar quale migliore film straniero nel 1999. Dopo quattro anni di silenzio, Noa è tornata nella duplice veste di interprete ed autrice dei testi nel nuovo album "Love medicine" (Walkman/ Universal Music Italia), appassionante progetto discografico e live, frutto della collaborazione con Gil Dor (suo insegnante al liceo e da sempre al suo fianco come direttore musicale e chitarrista: insieme hanno tradotto in musica tutte le sfumature delle emozioni e l’energia scaturita da incontri significativi vissuti e luoghi magici visitati.

"Love Medicine" è stato presentato nella splendida cornice del Teatro Rossini di Pesaro il 5 dicembre scorso nell'ambito della XV edizione di “Anteprima Jazz in provincia”, evento curato da Marche Jazz Network, la rete marchigiana del jazz e della musica creativa contemporanea. Come di consueto, è Gil ad accompagnarla alla chitarra, insieme con Adam Ben Ezra al basso e Gadi Seri alla batteria. Finanziato tramite crowdfunding, "Love Medicine" è costellato di collaborazioni con grandi jazzisti, primo fra tutti Pat Metheny, presente nell’album con "Eternity and beauty". Non manca il Brasile, con Joaquin Sabina ("You-tù") e Gilberto Gil ("Shalom a paz"), mentre molte sono le canzoni scritte dalla stessa Noa per "Karol Wojtyla, la vera storia", il musical su Giovanni Paolo II: "Look at the Moon", "Don't be afraid", "Little star", "Love love love" e "Deep as your eyes". Fra gli altri brani che compongono il disco, anche "Little star" (in cui Noa tocca l’argomento della Shoah) e due cover come "Eternal Flame" delle Bangles (famoso complesso femminile anni '80) e "Happy song" di Bobby McFerrin.

Noa ha prodotto una fortissima impressione su di me, oltre che sul pubblico intero: è stata magica, spiritosa, intrigante ed allo stesso tempo estremamente raffinata nel porgersi. Ha suonato con maestria tamburi e batteria. Molti spettatori le hanno gridato "I love you". Splendida la canzone yemenita durante la quale ha suonato un curioso strumento locale (“il nostro Stradivari”). Con indosso un particolare abito color arancio che enfatizzava la carnagione ambrata ed i lunghi riccioli sulle spalle, ha cantato infine (per fare un omaggio a Pesaro ed a Gioachino Rossini) "Una voce poco fa", la cavatina di Rosina nel primo atto del "Barbiere di Siviglia". Da lasciare senza parole. Inutile dire che il pubblico l’ha applaudita lungamente e calorosamente. Al termine dello spettacolo, disinvolta e sorridente, non si è sottratta al rilascio di autografi sul CD (per chi l’aveva in precedenza acquistato) o sul biglietto di entrata.

Al 1991 risale il debutto della cantante che pubblica, assieme a Gil "Achinoam Nini and Gil for live", seguito nel 1993 da "Achinoam Nini Gil Dor", un'antologia di poesie degli autori ebraici Leah Goldberg e Rachel arrangiate in musica, che riscuote in patria un enorme successo. Sempre nel 1993 Pat Metheny (già insegnante di musica di Gil Dor) porta il duo negli Stati Uniti, dove per la Geffen esce, l'anno successivo, "Noa" (da cui è tratto uno dei suoi brani più noti, "I Don't Know"), cui segue "Calling" (1996). "Blues Touches Blue" viene pubblicato nel febbraio del 2000. "Now" esce a due anni di distanza, seguito da "Noa live" (2005) e da "Napoli-Tel Aviv" (2006), entrambi realizzati in collaborazione con il Solis String Quartet di Napoli. "Genes & Jeans" del 2008 è ispirato alle canzoni yemenite della sua giovinezza. Nel 2011 la cantante riallaccia la collaborazione con il quartetto partenopeo cantando brani della tradizione napoletana in "Noapolis" e riprende canti ebraici in "The Israeli songbook".

Attivista per la pace in Medio Oriente e ambasciatrice Fao, ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui Premio Artista per la Pace (Assisi nel 2001) ed il Premio Horcynus Orca per il suo impegno nella promozione del dialogo fra Israele e paesi arabi e nel riconoscimento dei diritti delle donne in Medioriente (2012). E’ famosa la lettera aperta pubblicata sul suo blog nella quale, urlando angoscia e frustrazione nei confronti della guerra che colpisce da anni il suo Paese, conclude: "Se ci rifiutiamo di riconoscere i diritti di entrambe le parti e di farci carico dei nostri obblighi, se ciascuno di noi rimane aggrappato alla propria versione, con disprezzo e sprezzo di quella dell’altro, se continuiamo a preferire le spade alle parole, se santifichiamo la terra e non le vite dei nostri figli, saremo presto tutti costretti a cercare una colonia sulla Luna, perché la nostra terra sarà così zuppa di sangue e così intasata di lapidi che non vi resterà più niente per vivere".


Fonte: Marche jazz network

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