Marco Masini: verso Sanremo, 30 anni di carriera sul filo del racconto

Scritto da  Domenica, 02 Febbraio 2020 

Il nuovo album, 30 anni di carriera, l’annuncio del tour live che si concluderà a settembre prossimo all’Arena di Verona sono i temi al centro della conferenza stampa di Marco Masini in vista di Sanremo 2020. Trent’anni di carriera sul filo del racconto che seguono un ragazzo che cresce e i tempi che cambiano, la rivoluzione musicale, passando dalla rabbia a toni più pacati, facendosi più domande. In anteprima per la stampa “La parte chiara”, uno dei quattro brani inediti di “Masini+1, 30th Anniversary”, in uscita il 7 febbraio.

 

Esce il 7 febbraio il nuovo album di Marco Masini che festeggia - e non celebra, come tiene a precisare il musicista e cantautore - i 30 anni di carriera, come recita il titolo. Diciannove tracce, la forte presenza dei duetti e 4 brani inediti: la stampa ne ha avuto un’anteprima con “La parte chiara” mentre a Sanremo sarà in gara con “Il confronto”, quello con se stesso e gli anni che passano, ripensandosi a cominciare dal look, che ironicamente ha dichiarato deve adeguarsi all’età, è ora di far vedere la “vecchiaia”.

Sono sedici i duetti con artisti, dei quali alcuni hanno già confermato la presenza per l’evento del 20 settembre a Verona, che chiuderà il tour live in partenza ad aprile. Prodotto dalla Sony l’album è disponibile in formato cd digipack e nello special box numerato in 1000 pezzi che contiene oltre al cd, il doppio lp, la foto 30X30 autografata, la bandana personalizzata, il ciondolo Tau personalizzato e il Tour Pass (non valido come titolo d’ingresso).

In conferenza con l’autore il Maestro Roberto Rossi, Head dell’A&R di Sony Music Italia, che dirigerà l’orchestra a Sanremo (per la sua diciottesima volta) per Marco Masini. La serata speciale del 6 febbraio dedicata ai 70 anni del Festival vedrà Marco Masini in duetto con Arisa per interpretare “Vacanze romane”, celebre brano con cui i Matia Bazar parteciparono al Festival di Sanremo nel 1983. Perché questa scelta? “Perché è stata l’ultima canzone che mia mamma cantava in cucina prima di andarsene ed è lei che vorrei con me sul palco di Verona, se potessi realizzare un desiderio”. Sulla scelta di Arisa invece dice che è una grande professionista, un’amica, un’artista che è cresciuta con lui e che ha fatto della propria fragilità la sua forza.

L’album è stato un viaggio per ripercorrere gli anni attraverso i tanti compagni come Eros Ramazzotti, che ha conosciuto per primo e che gli è stato sempre accanto esponendosi anche in sua difesa negli anni difficili; la prova più bella dei duetti è che i diversi artisti, ha raccontato Marco, “si sono fidati di me musicalmente e per gli aspetti tecnici di produzione.”

Ha sottolineato come venga dalla musica nata nelle cantine e negli studi di registrazione sperimentali e si senta soprattutto un musicista oltre che un interprete e cantante dei propri testi. A proposito delle sue canzoni, che restano ancora molto attuali, hanno perso la rabbia originaria in questa versione e forse qualcosa è cambiato. “Una leggera trasformazione, ha spiegato Masini, senza tradire i testi, senza ovviamente cambiare le parole. È normale perché la nuova versione è stata realizzata 30 anni dopo in alcuni casi, sia perché la forma artistica è nuova per gli arrangiamenti e tiene conto della musica come oggi la ascoltiamo; sia perché quando si ha accanto un’altra voce, il dovere del padrone di casa è far trovare un divano e un salotto il più accogliente possibile all’ospite, adattando la propria vocalità, come ad esempio in “Ti vorrei” con Ambra Angiolini, in cui “mi trattengo molto sia nelle tonalità sia nel range”.

Qualcosa è cambiato anche nei testi, quelli nuovi, sul filo del racconto autobiografico, che resta una costante, come nel 2004 sui quarant’anni ha cantato la voglia di paternità. Sanremo in particolare è una vetrina per mettersi a nudo e mettere a nudo quello che più lo interessa, le storie degli uomini che troppo spesso scappano. Resta anche, in attesa di un Festival oggetto di molte contestazioni, il pop, musicalmente, nei testi, con l’attenzione alla musica che cambia con le sintesi elettroniche che velocizzano soprattutto le demo, consentono di risparmiare, anche se penalizzano certe melodie e alla fine la forza del gruppo resta vincente. La sua band storica resta una formazione che non si cambia e lo seguirà ovunque.

Gli è stato chiesto con quale spirito andrà a Sanremo e la risposta è “per imparare, soprattutto dai giovani ora che sono cresciuto; essendo un musicista amo ascoltare e, se in passato ho imparato da chi era più grande di me, ora tocca alle nuove proposte raccontarmi quello che sta succedendo. La seconda ragione per andare al festival è per gareggiare, perché la competizione è stimolante”.

Nel Tour Live la scaletta è a sorpresa perché Marco stesso ancora non la conosce; cercherà di includere i più grandi successi rimasti fuori dall’Album e cercare di trovare un filo conduttore che racconti una storia più che realizzare un’esibizione. Ci sarà lo spazio per cantare i tanti successi che non sono potuti entrare nell’Album come “Caro babbo”, “Il niente”, “Malinconoia” o “Le ragazze serie”, solo per citarne alcuni.
A Verona invece sarà tutta un’altra storia, sarà l’evento.


Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Sara Bricchi, Ufficio stampa Parole&Dintorni
Sul web: www.marcomasini.it

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