Conferenza stampa dell’organizzazione Sanremo 2018 - Sala Lucio Dalla (Sanremo)

Scritto da  Sabato, 10 Febbraio 2018 

Le nuove proposte cresciute in una notte

Sembrano cresciuti d’improvviso, hanno preso sicurezza, si sono divertiti e sentono che sono su un trampolino di lancio con la forza di essere all’inizio di una nuova strada. Nelle loro canzoni l’urgenza di confessarsi e raccontando sé disegnano uno spaccato sociale.

 

Ultimo – alle spalle il liceo linguistico e due esami alla facoltà di filosofia – è il vincitore della sezione Giovani. Si racconta e sembra più sicuro di sé, come se in due giorni fosse cresciuto di colpo: “sono emozionato e frastornato dopo tre giorni senza sonno e posso dire che è stata un’esperienza fantastica. Il mio percorso è cominciato quando avevo 8 anni in Conservatorio dove ho studiato 11 anni e ho sempre sognato di concretizzare la mia musica su questo palco. E’ una grande gioia trasmettere emozioni e il senso della musica è far sentire meno sole le persone che si sentono abbandonate, indossando lo stesso dolore. E’ questa la mia missione”. Alla domanda della scelta di un eventuale duetto, pensa a Cesare Cremonini.

Mirkoeilcane – che, una volta per tutte, non ha un cane ma un gatto a suo dire meraviglioso - si è aggiudicato il Premio della critica “Mia Martini” della sala stampa ed è il vincitore della seconda posizione delle otto nuove proposte e se avesse potuto duettare, avrebbe scelto Samuele Bersani. Continua a divorare libri ma degli studi non ricorda nemmeno il nome dell’Istituto tecnico che ha frequentato. “Leggendo i messaggi questa notte, ha raccontato, ho ricevuto tanto entusiasmo per la mia canzone da ragazzi giovani che mi confessano di essere fans di Ultimo. E in poche ore ho incontrato bambini che volevano farsi la foto con me. Questo è il vero traguardo perché a loro è rivolto il mio messaggio.”

Al terzo posto Mudimbi, che avrebbe voluto duettare con Orietta Berti, grande presenza scenica, racconta di essersi molto divertito e questo traspare senza ombra di dubbio. “Ero curioso di mettermi alla prova e sono venuto al festival per curiosità. Sapevo di non essere il classico artista sanremese; il vero test è stato il palco e io sono soddisfatto di com’è andata. Divertirsi sul palco dell’Ariston non era scontato visto la diversità del pubblico al quale ero abituato, un pubblico che suda e balla.”

Alice Caioli, la più giovane anagraficamente dell’edizione 2018, iscritta alla facoltà di psicologia, che avrebbe voluto duettare con i Negramaro, si è aggiudicata il premio della Critica della Sala stampa. Appassionata alla musica fin da bambina racconta che “Parlare di sé a tanta gente non è semplice. Il mio percorso di vita è stato difficile e la musica mi ha aiutato a mantenermi in piedi. Per questo Sanremo è la mia vetrina oggi e il mio trampolino per domani.”

Pensando alla prossima edizione, visto che si è discusso tanto di regolamento in questi giorni, i giovani romani Mirkoeilcane e Ultimo e Alice Caioli sono d’accordo nel mantenere le sezioni separate, tra campioni e nuove proposte, perché si mescolerebbero realtà e stature diverse il che potrebbe nuocere anche alle nuove proposte; Mudimbi invece, pur con qualche dubbio sulla gestione, pensa che unire le categorie significa rispettare il senso del festival che è una gara che premia le canzoni, non gli interpreti in primis.

Guardando al futuro, quello immediato delle elezioni, quello lontano della vita, le nuove proposte sentono l’urgenza di raccontarsi, vedono l’incertezza e la precarietà della vita ma alla fine il messaggio rimane positivo, di apertura e soprattutto è forte la capacità di continuare a sognare e il senso di responsabilità verso la vita nel rimboccarsi le maniche. Quattro ragazzi che vengono da un percorso difficile e ce l’hanno fatta sono la migliore testimonianza per i giovani.

In conferenza si parla anche del record di ascolti confermato e la voglia di sperimentarsi

La soddisfazione si tocca con mano in tutta la città che quest’anno vive un periodo di grande effervescenza: un festival non solo dentro l’Ariston ma che tocca tutto il territorio, più di altre edizioni forse anche per l’idea dei fiori che non sono più solo un omaggio ma un messaggio. Dettagli che fanno la storia di quest’edizione.
Poker di ascolti per la quarta serata, la puntata più seguita dal 1999, quando la sezione Giovani aveva tre anni. Gli ascolti si sono attestati al 51,1% con un primo picco di ascolto durante la performance di Baglioni nel duetto con la Nannini. Ancora più accentuata la partecipazione delle giovani donne fino a punte che superano il 70% e si affaccia il pubblico dei bambini dai 4 ai 7 anni.
Nel 2018 la novità dei duetti, un’esibizione emozionante, è un’iniziativa che è piaciuta molto.
Quest’anno Edoardo Leo – che debutterà tra poco con una commedia fortemente anti-religiosa per sua stessa ammissione - con la sua squadra ha dato un taglio nuovo al dopo festival che ha premiato molto, con un’atmosfera rilassata che sembra un gruppo di amici. Il cambio di gioco ha funzionato.
Evidente la soddisfazione del Direttore artistico, Claudio Baglioni che ha detto “all’inizio tutti eravamo degli induttori e non dei conduttori e ci siamo sperimentati sul palco, in qualche modo mettendoci in gara noi stessi e suonando su un nuovo pentagramma. Io sento solo il merito di aver scelto dei buoni compagni di viaggio che il festival ha premiato negli ascolti anche da paesi lontani come l’Argentina che ci seguono a distanza.”
Anche Pierfrancesco Favino esprime la gioia di quest’esperienza stimolante in un circo adrenalinico che è una scuola prima di essere una vetrina. E’ salito sul palco senza paura di sbagliare, aveva dichiarato, continuando a “lavorare sui dettagli ma sapendo che si lavora sul palco e la scena è sempre il momento determinante. Nessuno spettacolo si prepara tutto prima. Questo avviene solo al cinema. Una carriera senza nessun fallimento d’altra parte puzza un po’. Lo spettacolo dal vivo si affronta imparando ad ascoltare gli altri e in questo senso la musica è essenziale.”

Quale sarà l’immagine indelebile del festival negli occhi dello staff del palco?
Claudio Baglioni penserà al farfallino della prima serata che ha fatto quasi più successo della farfallina di Belen e con ironia alla sua imitazione di Virginia Raffaele che imita a sua volta Belem; a Pierfrancesco Favino lo sguardo corale rivolto ai monitor nel duetto Baglioni-Paoli; mentre Michelle Hunziker ricorda il balletto del tecnico durante l’esibizione de Le Vibrazioni, espressione della coralità contagiosa dell’energia del festival.
Blu, rosso e giallo i colori della valutazione della canzone. E’ una scelta, fatta da Claudio Baglioni, perché sono i colori primari che disegnano un arcobaleno che è diventato l’immagine del festival e da lì ho pensato che potesse diventare le fasce della giuria. L’idea è nata a poco a poco.
Il pensiero è già oltre il festival con Sanremo Young da venerdì prossimo condotto da Antonella Clerici che nella prima serata sarà affiancata da Richard Gere.

Articolo di Ilaria Guidantoni

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