L’amore e la violenza dei Baustelle, presentato il nuovo album a Firenze

Scritto da  Domenica, 25 Marzo 2018 

Il nuovo album dei toscani Baustelle, che fa tappa alla Feltrinelli Red di Firenze, scommette sul racconto dell’amore ai nostri giorni, in un mondo arrabbiato che sembra però aver voglia di ritrovarsi nelle relazioni sentimentali. Per questo la band si rivolge al Novecento senza puntare sull’attualità e la guerra resta sullo sfondo. Torna invece in primo piano la parte musicale e le parole si fanno corporee anche in modo provocatorio.

 

La band indie rock toscana di Montepulciano, nata nel 1996, pubblica il nuovo lavoro di studio “L’amore e la violenza - Vol. 2”, distribuito dal 23 marzo scorso, anticipato dal singolo “Veronica, n.2”, che i Baustelle hanno più volte suonato dal vivo in chiusura del precedente tour. I dodici pezzi facili annunciati dalla triade Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini raccontati (e firmati) ai fan. Il tour nelle librerie Feltrinelli ha già toccato Milano, Genova, Torino e Bologna e prosegue a Napoli e Roma per raccontare un amore che non è salvifico, mentre il tour debutta il 7 aprile a Senigallia, per approdare poi tra le altre date (sotto il calendario completo) 12 aprile all’Estragon di Bologna, il 15 aprile all’Alcatraz di Milano, il 16 aprile all’Obi Hall di Firenze ed il 19 aprile all’Atlantico di Roma.

Si sta parlando molto di questo nuovo album, forse anche con qualche pregiudizio verso chi oggi vuole ancora cantare l’amore e, come ha raccontato Francesco Bianconi, rischia certamente di essere scontato. “In questo album l’amore è in primo piano mentre la guerra resta sullo sfondo perché la dominanza di canzoni d’amore semplici e gioiose, nonostante il mondo vada da un’altra parte, esprime il bisogno di una nuova freschezza in un mondo arrabbiato.

Il frontman del gruppo ha aggiunto anche che in giro però c’è molto “spirito Liala e poca pancia”, nonostante si reclami questa esigenza ed urgenza di scendere al livello istintivo. I Baustelle in effetti in questo album mettono molta fisicità, parole che evocano la corporeità, anche con la voglia di provocare aggiungono esplicitamente. Altro elemento dell’album la voglia di suonare con l’attenzione focalizzata sull’aspetto musicale. In effetti nei loro ultimi concerti si sono visti tanti strumenti in scena, con le chitarre più presenti rispetto all’album precedente.

Forse tutto è partito proprio dalla canzone “Veronica n. 2”, un inedito cantato durante il tour precedente, “una cosa che - racconta Claudio Brasini - non facevamo dagli albori ed è nata così la voglia di scrivere in contemporanea al tour con una costrizione nei tempi che lo ha reso più rock”.

E’ “Tazebao” è il brano più rock e spigoloso dell’album che si affaccia anche sull’attualità citando Casapound ad esempio, mentre tutto l’album resta ancorato al Novecento con una distanza dagli aspetti politici e sociali, per concentrarsi sull’amore. In “Tazebao”, invece, in un passaggio c’è il riferimento all’attualità perché uno dei due protagonisti guarda fuori della finestra e vede quello che succede mentre l’altro si ostina a parlare d’amore e viene quasi richiamato all’ordine.

Certamente questo lavoro segna un momento importante dal punto di vista musicale: il parco degli strumenti dei Baustelle si è ampliato nel tempo fino ad arrivare all’orchestra con un ritorno oggi all’elettronica, anche con un tocco vintage e una grande scenografia di tastiere.

Questa scelta - ha precisato Rachele Bastreghi - per me è interessante perché mi ha costretto a ripercorrere la musica classica, a rivedere alcuni percorsi e credo che spaziare appartenga alla mia natura dove c’è posto per la musica classica, accanto al rock e al punk; così non sento una diminutio il fatto di cantare meno per voltare le spalle al pubblico e suonare la tastiera.

Reinventarsi per i Baustelle è stato stimolante ed in un certo qual modo questo album è una risposta a chi lo pensava come il sequel del precedente. Bianconi ha sottolineato come Nicola Lagioia, che ha presentato il loro nuovo lavoro a Torino, lo abbia considerato uno spartiacque e l’inizio del nuovo corso, anche se per certi aspetti è “antico” e sicuramente, ha sottolineato Bianconi, è un album “coraggioso, anche un po’ spericolato, come la corsa di James Dean verso il burrone, ma non c’è niente di autodistruttivo.

Non resta che ascoltarlo, magari dal vivo in una dimensione che torna ai grandi concerti e al pubblico in piedi fin dall’inizio, come ha detto Rachele, perché così gira un’altra energia.

L’amore e la violenza vol. 2 Tour
7 aprile - SENIGALLIA - Mamamia
12 aprile - BOLOGNA - Estragon
13 aprile - FONTANETO D’AGOGNA (Novara) - Phenomenon
15 aprile - MILANO - Alcatraz
16 aprile - FIRENZE - Obi Hall
19 aprile - ROMA - Atlantico
20 aprile - NAPOLI - Casa della Musica
22 aprile - TORINO - OGR
27 aprile - PADOVA - Gran Teatro Geox

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Sul web: http://baustelle.it

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