Il Teatro Eliseo si accinge a spegnere le sue prime cento candeline ma lo sguardo certamente non è solo rivolto ad una nostalgica rievocazione del passato: inesauribile energia creativa e linfa vitale pervadono la nuova stagione dello storico teatro di via Nazionale con una calibratissima miscela di prosa tradizionale e drammaturgia contemporanea, una grande attenzione dedicata ai migliori artisti emergenti ed uno sguardo rivolto alla cultura in tutte le sue declinazioni - scienza, letteratura, poesia, arte, musica, cinema, cucina - ed attento a tutte le generazioni. Alcuni dei protagonisti in arrivo sui palcoscenici di Eliseo e Piccolo Eliseo? Il padrone di casa Luca Barbareschi, Gabriele Lavia, Glauco Mauri e Roberto Sturno, Michele Riondino, Giorgio Tirabassi, Lello Arena, Carrozzeria Orfeo, Ficarra e Picone, Licia Maglietta, Eros Pagni e tanti altri… scopriamo i dettagli di una stagione 2018/2019 da non perdere, attraverso le parole del direttore artistico Luca Barbareschi.

In occasione delle repliche romane del suo ultimo lavoro teatrale “Angelicamente Anarchici”, andate in scena al Teatro Vittoria, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Michele Riondino, interprete e regista indubbiamente tra i più interessanti e creativi del panorama teatrale e cinematografico italiano. Partendo dal suo personale, emozionante omaggio a due dei maestri che hanno ispirato il suo percorso artistico ed umano, Don Andrea Gallo e Fabrizio De Andrè, è stata anche l’occasione per scoprire i numerosi altri progetti che lo vedono coinvolto in questo periodo, scoprendo nel giovane attore tarantino una curiosità ed un desiderio costante di sperimentare nuove strade e di sperimentarsi, che costituiscono probabilmente il segreto della sua carriera in costante ascesa.

Dal 4 febbraio al 29 marzo, nell’ambito del progetto IL TEATRO DEL RAMMENDO, ha inizio “Shakespeare. Dal testo alla scena”, un laboratorio teatrale di due mesi finalizzato alla messa in scena finale di AMLETO di William Shakespeare.

L'anno volge al termine e, come ormai da tradizione, la Redazione Teatro di SaltinAria vuole celebrare assieme ai suoi lettori gli spettacoli più emozionanti, gli attori più talentuosi, gli istanti più memorabili vissuti sui palcoscenici negli ultimi dodici mesi. Scopriamo assieme quali saranno secondo noi i più vividi ricordi teatrali di questo 2014...

Dal 25 febbraio al 2 marzo. A due anni dal debutto al Festival dei Due Mondi di Spoleto, torna in scena per una breve tourneè da un estremo all'altro della penisola - dal Teatro Musco di Catania all'Ambra alla Garbatella di Roma, passando per il Sala Fontana di Milano - l'inconsueto e coinvolgente "La vertigine del drago", lavoro teatrale scaturito dalla vivida sinergia tra la scrittura drammaturgica di Alessandra Mortelliti e la regia di Michele Riondino. I due artisti, tanto giovani quanto talentuosi ed animati da una non comune sensibilità nell'affondare uno sguardo critico tra le pieghe del disagio sociale e dell'alterità culturale, sono anche gli unici protagonisti di una pièce brillante che, senza demagogia, patetismo o il fermo proposito di ricavarne un messaggio edificante o una morale assoluta, dispiega dinanzi allo spettatore uno spaccato di umanità crudo, lacerante e denso di emozione.

"La Vertigine del Drago" vede alla prima regia Michele Riondino, per un testo, il secondo, scritto da Alessandra Mortelliti. Entrambi giovani, hanno scelto di affiancare i loro profili diversi ad una scrittura pregna di difficoltà, ma al contempo forza, tipica di chi fa parte di una “minoranza”, di chi ha una disabilità, di chi vive il disagio di una differenza culturale. La Mortelliti, infatti, ha già avuto successo con “Famosa”, testo che racconta il disagio sociale di un giovanissimo transessuale.

SiamosolonoiDall' 8 al 20 gennaio. La storia di un amore patologico, possessivo, claustrofobico e spietato, quello tra Savino e Ada, si traduce sul palcoscenico del Piccolo Eliseo in uno scontro a tratti acerrimamente violento a tratti malinconicamente dolce. Facendo riferimento alla teoria dei giochi, disciplina matematica che interpreta i conflitti umani e le decisioni individuali dei soggetti coinvolti in chiave rigorosamente probabilistica, la drammaturgia di Marco Andreoli costruisce un atto unico di indiscutibile originalità e densità emotiva, portato in scena con straripante energia e generosa intensità da Michele Riondino e Maria Sole Mansutti.

Michele Riondino, uno degli attori più interessanti degli ultimi anni, interpreta, con la regia del suo gruppo Circo Bordeaux, “Siamosolonoi” di Marco Andreoli. Attore di formazione teatrale, ha lavorato con importanti registi teatrali, cinematografici e televisivi. Di recente è venuto alla ribalta televisiva con il ruolo da protagonista nella serie televisiva “Il giovane Montalbano”. In scena con Riondino, Maria Sole Mansutti, giovane e intensa attrice teatrale, ha lavorato anche lei, con alcuni dei maggiori registi teatrali italiani e si è affermata in ruoli cinematografici e televisivi.

Michele Riondino

In un sofisticato sodalizio tra musica e parole, rivive uno degli episodi più tragici e follemente insensati che abbiano insanguinato la cronaca del secolo scorso: l’omicidio di John Lennon, cantautore icona per un’intera generazione, che segnò il definitivo tramonto dell’astro dei Beatles, ad opera di un sociopatico preda di deliri ossessivi, Mark David Chapman. Gli incoercibili farneticamenti dell’omicida, visceralmente tradotti sul palcoscenico dall’ottimo Michele Riondino, si intrecciano ai brani immortali dei Fab Four per l’occasione riarrangiati ed eseguiti magistralmente dagli archi del Quartetto Savinio e da Giampaolo Bandini alla chitarra. Un viaggio lisergico ed affascinante nei meandri di una psiche travolta da ansie febbrili, visioni inquietanti e violente ossessioni, attraverso un dedalo di riferimenti beatlesiani e una drammaturgia di grande pathos e suggestione.

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