Che cosa sappiamo di questo grande Paese dell'Asia Centrale che ciclicamente occupa le prime pagine dei nostri giornali? Un Paese che, in seguito all'attentato dell'11 settembre, è stato invaso per mettere fine al regime dei talebani e nel quale sono tutt'oggi presenti truppe italiane, un Paese che dall'Ottocento è terreno di scontro tra le potenze mondiali per la sua posizione strategica. Da questa domanda ha preso le mosse il Tricycle Theatre di Londra, la più grande officina di teatro politico inglese, e ha costruito l'ambizioso progetto “The Great Game”, uno spettacolo 'all day long' nel quale tredici tra i migliori autori inglesi raccontano i rapporti tra l'Afghanistan e l'Occidente dal 1842 ai giorni nostri e di cui Ferdinando Bruni ed Elio de Capitani dirigono l’edizione italiana.

Dal 23 ottobre al 25 novembre. Un viaggio avventuroso lungo i destini dell'Afghanistan. Dieci brevi storie, poetiche e crudeli, che ci fanno guardare con altri occhi i rapporti tra Oriente e Occidente: perché quello che accade nell’Asia Centrale ha radici lontane, ma oggi ci tocca da vicino; perché il teatro e la storia possono ridisegnare i confini di ciò che pare ignoto e straniero. Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno diretto l’edizione italiana di un progetto di drammaturgia collettiva ideato dal Tricycle Theatre di Londra, firmando due spettacoli - “Il grande gioco” e “Enduring freedom” - che mettono in scena i testi più sorprendenti, da vedere in due serate o in un'unica coinvolgente maratona.

Lunedì, 18 Dicembre 2017 20:09

Saved - Teatro Vascello (Roma)

“Saved” del 1965 è una delle prime opere del drammaturgo inglese Edward Bond ma già reca ben riconoscibili i segni distintivi del suo universo teatrale altamente controverso, denso di cieca violenza e di una radicale condanna senza redenzione della società britannica. La pièce suscitò sin dal debutto un intenso clamore ed il dibattito innescato contribuì in maniera determinante all’abolizione della ferrea censura operata dal Lord Chamberlain. A cinquant’anni di distanza, nulla si è offuscato della sua carica dirompente, che la regia di Gianluca Merolli esalta con vigore e personalità, ben sostenuta da un ensemble di interpreti di brillante caratura all’interno del quale spiccano la sensibilità dello stesso Merolli nel plasmare a tutto tondo il personaggio del generoso e solido Len, la prova muscolare del ruvido Marco Rossetti, la livida disperazione iniettata da Manuela Kustermann nel ruolo di una madre giunta al capolinea della disperazione, e soprattutto la viscerale, potentissima Lucia Lavia magistralmente nei panni della protagonista Pam. Il risultato? Un lavoro teatrale di sorprendente maturità che attanaglia lo spettatore, scorticandone la coscienza ed emozionandolo in profondità.

Lunedì, 07 Novembre 2016 21:36

Otello - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Quest’autunno William Shakespeare torna protagonista al Teatro Elfo Puccini di Milano con l’Otello curato da Elio De Capitani e Lisa Ferlazzo Natoli, sul testo tradotto da Ferdinando Bruni. Otello si aggiunge alla fitta collana di teatro shakespeariano “made in Elfo”, che conta ormai molti successi: dal Sogno all’Amleto e al Mercante di Venezia, diretti da De Capitani, dalla Tempesta a Romeo e Giulietta di Ferdinando Bruni, fino al più recente Racconto d’inverno diretto a quattro mani.

Dal 26 gennaio al 14 febbraio. Vincitore della terza edizione della rassegna "Una commedia in cerca di autori", al Teatro de’ Servi va in scena lo spettacolo “Il capo dei miei sogni”, scritto da Sara Palma e Daniele Benedetti. Il dottor Lamberti, stimato pubblicitario, è strozzato dai debiti di gioco e vittima di un allibratore. Un gruppo di irresistibili impiegati contabili se lo ritrova come capo. Lo adoreranno, ma lui non è lì per ciò che pensano... il suo ingrato compito è quello di licenziarli tutti! Protagonisti in scena Ussi Alzati, Michele Costabile, Marcella Formenti, Flavio Francucci e Massimiliano Vado.

In scena al Teatro Franco Parenti di Milano "Siamo tutti in pericolo", lo spettacolo che si concentra sull'anno della morte di Pasolini; uno spettacolo che, attraverso l'abile drammaturgia e regia di Daniele Salvo, ci induce a riflettere sulle profonde verità che portarono il poeta ad essere bersaglio dei poteri forti, della borghesia che tanto detestava. La pièce riprende il titolo dell' ultima intervista apparsa sul Corriere della Sera, nella quale Pasolini lancia il suo definitivo grido di condanna verso l'Italia che ormai misconosce, e verso se stesso.

"Come simbolo della nostra ventisettesima stagione abbiamo pensato ad un cerchio magico ellittico, un vortice, una spirale, uno spazio bianco da riempire, ma anche un occhio! Occhio come sguardo totale e periferico, sguardo al futuro e al passato. Uno sguardo sulla realtà che ci circonda, un occhio che vigila, attento indagatore, specchio dell'anima inteso come animus mundi. Occhio che si accende come un riflettore sul mondo, che svela bellezza e atrocità, fonte di lacrime e stupore e appagamento." Così il direttore artistico Manuela Kustermann ha presentato oggi la ricchissima stagione 2015/2016 del Teatro Vascello.

I personaggi di Giuseppe Patroni Griffi non sono fatti della stessa sostanza dei sogni. Otello non è un eroe, ma un ragazzo che rifugge da una etichetta, quella di “Ragazzo di Trastevere”. E’ la storia del tramonto di un eroe, quella ospitata dal Teatro Mercadante. “Ragazzo di Trastevere” è raccontato con un linguaggio semplice; i bisogni di un individuo sono quelli primari e le difficoltà con cui confrontarsi sono di quel genere che ti obbliga a chinare il capo, ma mai lo sguardo. Eppure Otello, pur duellando con lo sguardo con tutti gli occhi che incontra, non riesce mai a proteggersi dal mondo esterno.

Venerdì, 06 Settembre 2013 21:28

Shakespeare loves Rome - Foro di Cesare (Roma)

Dal 31 agosto al 15 settembre. L' appuntamento tradizionale e piacevolmente atteso da pubblico romano e turisti della rassegna Passaggi Segreti, giunto alla diciassettesima edizione, in quest'ultimo scorcio d'estate capitolina fa ritorno nella ormai abituale cornice del Foro di Cesare, tra le antiche vestigia degli albori dell'epoca imperiale. L'atmosfera ineffabilmente suggestiva dell'ambientazione, l'elegante poliedricità attoriale e sottile ironia dell'affiatata compagnia di interpreti e gli immortali versi scespiriani ritagliati, intrecciati, amalgamati in un'alchimia inedita, sotto la direzione sicura e creativa di Roberto Marafante, regalano allo spettatore una serata all'insegna di sentimento e genuina comicità.

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