Aurora Peres è attrice di grande intelligenza e carisma; nei suoi occhi e nel suo stare in scena si leggono la caparbietà di una passione incoercibile per il teatro e la sensibilità necessaria per catturare gli istinti e le sofferenze dei suoi personaggi, che approccia sempre in modo viscerale ed autentico. Torna ora in scena al Piccolo Eliseo di Roma con “Prima di andar via”, un drammatico ritratto familiare dipinto dalla drammaturgia di Filippo Gili e incorniciato dalla pregiata regia di Francesco Frangipane; accanto a lei un cast fortemente coeso e di grande potenza: Giorgio Colangeli, lo stesso Gili, Michela Martini e Barbara Ronchi. Abbiamo incontrato Aurora per ripercorrere le tappe di un cammino attoriale dal respiro internazionale, percorso con coerenza e determinazione.

Con un cast parzialmente diverso da quello d'esordio, "Prima di andar via" di Filippo Gili, con lo stesso autore, Ermanno De Biagi, Michela Martini, Aurora Peres e Silvia Benvenuto diretti da Francesco Frangipane, approda anche al Teatro dell'Orologio dal 25 al 28 febbraio a concludere la "Trilogia di mezzanotte" (presentata, per l'occasione, in senso inverso).

Dal 19 al 21 febbraio. "Dall’alto di una fredda torre" è probabilmente il testo più maturo di Filippo Gili, portato in scena con la regia di Francesco Frangipane, secondo episodio della "Trilogia di Mezzanotte" attualmente in programma al Teatro dell’Orologio di Roma. Gili torna sull’intreccio tra vita e morte, sul gioco del destino, partecipando al dramma etico e psicologico dei personaggi con una singolare capacità di astrazione da ogni giudizio morale. Un testo crudele, più armonico dei precedenti, dove la dinamica della vita è dramma nel senso etimologico, azione, dell’anima prima che dei comportamenti, tragedia per lo più con accenti da commedia. A tratti magistrale l’interpretazione degli attori, con una spontaneità studiata che non si ha neppure nella vita reale.

Dal 19 gennaio al 14 febbraio. Nell’ambito dei percorsi monografici della stagione Cambiamento Reale del Teatro dell’Orologio va in scena la Trilogia di Mezzanotte, composta dai tre spettacoli scritti da Filippo Gili e diretti da Francesco Frangipane. Come in un viaggio a ritroso attraverso il lavoro di Gili e Frangipane, che hanno così iniziato nel 2011 il loro sodalizio artistico, la trilogia si apre con il nuovo e ultimo capitolo, che debutta in prima nazionale: L’ora accanto.

Un testo struggente, cucito addosso al personaggio protagonista, nonché autore, di alta commozione; regia pulita, asciutta, intensa e incisiva; attori ben calati nelle parti, masticano il testo che sembrano vivere in diretta, un corpo unico con il pubblico, sussurrato, raccolto in alcuni momenti, rabbioso in altri, dove i corpi nel loro intreccio, mutismo, dolore diventano maschere che sostituiscono la voce. Un lavoro di peso, coraggioso, con il pregio dell’umiltà.

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