Mercoledì, 22 Agosto 2018 13:55

La Poursuite du bonheur di Michel Houellebecq

La Poursuite du bonheur è una raccolta poetica dal titolo paradossale: l'alienazione e lo sfinimento del quotidiano rendono di fatto impossibile la sola ricerca o anche semplice aspirazione alla felicità.

Il libro è un ossimoro anche formale di tradizione poetica classica e di libertà dal linguaggio crudo. Luogo di nostalgia dove la morte è presenza costante e anche l'amore, l'unica cosa dotata di senso, resta il grande assente.
La raccolta La poursuite du bonheur, letteralmente "Il perseguimento della felicità", è una raccolta di poemi di Michel Houellebecq publicata nel 1991 con le Éditions de la Différence à Paris. La raccolta rimaneggiata è stata ripresa in altri volumi, in particolare con le Éditions J'ai lu e nella collana «Librio». Ha ottenuto il Premio Tristan-Tzara.
Dal punto di vista stilistico, com'è stato notato dalla critica, Houellebecq fa un'operazione interessante, prendendo le distanze dall'espressione poetica tradizionale con l'adozione del verso libero e l'esplosione del sentire contemporaneo, dall'uso del fraseggio, ai termini, al sentire; dall'altro non dimentica la lezione classica, che impone forme fisse, un numero di piedi prestabilito, l'inclinazione verso l'alessandrino. Così con alcune elisioni e tenendo conto della pronuncia di lettere mute, costruisce versi come «J'aime les hôpitaux, asiles de souffrance / Où les vieux oubliés se transforment en organes » (p. 16) che si pronunciano "J'aim les hôpitaux, asil de souffrance / Où les vieux oubliés se transform' en organes »). In modo nuovo e senza ammiccare al ritmo tipico della rima, la tiene in considerazione.

Di scena è il quotidiano, il suo mondo di per sé romanzesco, un po' stralunato, quasi surreale, di grande attualità eppure evanescente come un sogno che rischia di diventare un incubo, dove "il tempo non ha pietà di noi".

Al centro la sofferenza e l'ineluttabilità dello scacco per cui la stessa ricerca della felicità diventa assurda, quasi ridicola nella sua ingenuità come una lotta contro i mulini a vento. Persa in partenza. C'è una grande prossimità con la morte che è raffigurata metaforicamente con la notte che incombe, corpi molli ed esausti che giacciono per lo più. Anche l'amore, che è considerato come l'unica cosa che conta, è raffreddato. Appare sempre come languido, passato, finito, assente, irraggiungibile. Prevale in ogni caso nel senso dell'assenza. Conosciuto soprattutto per i romanzi, in particolare "Le particelle elementari" e "La Carta e il territorio" (premio Goncourt 2010) che lo impongono come uno degli scrittori francesi più letti, sorprende come poeta. L'ultimo romanzo, Sottomissione, ha fatto molto discutere.

La poursuite du bonheur
di Michel Houllebecq
France, 1991
Éditions de la Différence
pp. 103
J'AI LU
Paris, 2015
Stampa, Italia Grafica Veneta
Collana "Librio"

Articolo di Ilaria Guidantoni

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