Il Teatro Sala Vignoli, sotto la guida del direttore artistico Eugenio Dura, è pronto a presentare un cartellone ricco di appuntamenti. La seconda stagione promette di intraprendere un indirizzo netto e preciso rivolgendosi ad una drammaturgia contemporanea e ad autori giovani, proponendo grandi classici rivisitati, opere di prosa e musical, con uno sguardo anche sulla romanità.

Dal 18 luglio al 4 agosto. La magia del passato rivive nelle novelle del “Decameron” di Boccaccio rappresentate al calare del sole in un suggestivo chiostro cinquecentesco con la regia di Andrea Baracco. 12 giovani attori, in un ironico e vitale affresco di tipi umani, raccontano amori, morti, tradimenti e amicizie celebrando il potere della parola come antidoto alla sofferenza.

Dal 19 luglio e fino al 7 settembre sipario aperto nella splendida cornice dei Giardini della Filarmonica romana per la XXIII edizione de “I solisti del Teatro”. “Nonostante le crescenti difficoltà che l’operare nel mondo dello spettacolo dal vivo comporta, I solisti 2016, grazie al legame con le organizzazioni del territorio, al favore di artisti, alla collaborazione con realtà giovani emergenti, non dichiara spavento ma voglia di farcela, investendo molto sul futuro” dichiara Carmen Pignataro, direttore artistico del festival e aggiunge “Siamo stanchi oggi più che mai per un bando che ci ha penalizzato, dopo gli ultimi anni costellati già da limitazioni e mortificazioni. Resistiamo ancora per permettere a Roma di conservare la ricchezza culturale che merita”. In qualità di Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città 2014-2016, I solisti del teatro XXIII edizione è realizzato con il contributo di Roma Capitale in collaborazione con la SIAE ed è inserito nell’edizione 2016 dell’ESTATEROMANA: “Roma, una Cultura Capitale”.

Al Teatro Franco Parenti il cartellone rischia di diventare un tale accumulo di proposte da rendere quasi impossibile scegliere, meno che mai assistere a tutto, spesso neppure a tante cose che sarebbe bello vedere ma, si sa, il dono dell’ubiquità non è umano. Così gli spettacoli che premono l’uno sull’altro rappresentano sì la possibilità di offrire un palcoscenico a tantissimi artisti, giovani e non, che fremono dal desiderio di partecipare e apparire in una piazza importante come Milano, ma mi chiedo...chi riuscirà davvero a seguirli? Comunque, durante i giorni 7 e 8 dicembre, nell’arco di sei ore circa, si sono susseguiti i quattro protagonisti di altrettante piccole opere che si sono meritate una menzione speciale all’interno del Premio Scenario 2013.

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