Lunedì, 21 Aprile 2014 21:06

Medea - Teatro Eliseo (Roma)

Il mito dell'efferata Medea - intrigante fattucchiera, amante appassionata ed infine atroce assassina dimentica dei legami più ancestrali ed inviolabili - rivive nella declinazione che ne fornisce il poeta latino Seneca (meno teatralmente frequentata rispetto alla tragedia euripidea), a sua volta rivisitata e parzialmente attualizzata dal convincente adattamento drammaturgico curato da Francesca Manieri e dalla sempre personalissima e ricercata direzione registica di Pierpaolo Sepe. In scena al Teatro Eliseo una superba Maria Paiato, capace di incarnare sin nelle viscere il suo personaggio, torbido per le nefandezze passate, annientato nella sofferenza attuale, demoniaco per la disumana barbarie che si profila all'orizzonte.

Giovedì, 25 Aprile 2013 14:54

La Governante - Teatro Quirino (Roma)

Dal 16 al 28 aprile. Il sipario del Quirino si apre con mezz’ora di ritardo, così mi sovviene un “quasi” litigio con Sarah Zappulla Muscarà. Nel corso di un convegno ad Erice in Sicilia tenni una conferenza su teatro e censura e stavo parlando appunto de “La governante” quando fui interrotto dalla studiosa siciliana esperta pirandelliana e di Brancati. Cosa inusuale che si interrompa un conferenziere con grida di sdegno dalla platea: solitamente ci si appunta l’obiezione e si aspetta il turno delle domande e dei chiarimenti. Cosa suscitò l’ira di Sarah Zappulla Muscarà contro di me? Avevo appena affermato che un brano di una battuta del personaggio dello scrittore Alessandro del dramma di Brancati poteva essere interpretato in chiave autobiografica, cioè come se parlasse in questo caso lo stesso Brancati:
ALESSANDRO: La moralità italiana consiste tutta nell’istituire la censura. Non solo non vogliono leggere o andare a teatro, ma vogliono essere sicuri che nelle commedie che non vedono e nei libri che non leggono non ci sia nessuna delle cose che essi fanno tutto il giorno - e dicono. Chiudere la bocca agli scrittori; ecco il sogno degli italiani.
Neppure l’avessi scritto io questo atto di accusa alla società italiana, alla borghesia, Sarah Zappulla Muscarà salta in piedi sulla sedia e mi urla contro: idiozia, il personaggio dello scrittore della commedia di Brancati non è autobiografico, ma è come tutti sanno Moravia, che se la prese pure vedendosi sbeffeggiato in scena. Lasciai passare il furore accademico della studiosa e precisai che io avevo parlato di “brano” autobiografico e non di “personaggio” e che se mi avesse lasciato finire la frase che stavo leggendo dai fogli della mia conferenza, l’uditorio avrebbe avuto la giusta precisazione: un brano autobiografico sulla censura…sia pur attribuito ad un personaggio, quello di Alessandro, che prende di mira Alberto Moravia.

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