Lunedì, 14 Novembre 2016 20:35

Tempesta - Teatro Argot Studio (Roma)

Dal 2 al 20 novembre. “Tempesta” di William Shakespeare per la regia di Maurizio Panici è una produzione per la stagione large 2016-2017 del Teatro Argot Studio, con un impianto scenico di grande impatto, per quanto essenziale e moderno senza attualizzazioni forzate. Grande cura nel gioco di luci, nei costumi, negli inserti musicali rock. Buona interpretazione con un filo costante di ironia che coglie del Bardo la duplicità del momento aulico e scurrile come un Rembrandt del teatro: la tragedia autentica ha sempre una nota da commedia come la vita. Con Luigi Diberti, Pier Giorgio Bellocchio, Matteo Quinzi, Claudia Gusmano, Valentina Carli, Riccardo Sinibaldi e Antonio Randazzo; musiche di Giovanni Di Giandomenico; scene di Francesco Ghisu; costumi di Anna Coluccia; light design di Giuseppe Filipponio. L’aiuto regia è di Maria Stella Taccone con la collaborazione di Alessandro Carbonara.

La presentazione della nuova stagione teatrale Argot Studio 2016/2017, dal titolo evocativo, “La felicità è una cosa semplice”, testo originale con il quale si è aperta la conferenza stampa, racconta lo stile di questo spazio, una residenza e laboratorio per chi vi lavora come hanno sottolineato Tiziano Panici e Francesco Frangipane, direttori artistici Argot Studio. Nello spirito del teatro un’ampia offerta formativa e di laboratori e una stagione teatrale articolata tra classici riscritti, “classici contemporanei” di “lunga durata”, e programmazioni per un fine settimana per compagnie giovani o nuove nel panorama romano.

Domenica, 03 Aprile 2016 19:07

Zio Vanja - Teatro Argot Studio (Roma)

Dal 29 marzo al 10 aprile. Filippo Gili, nell’ambito del progetto Sistema Cechov a cura di Uffici Teatrali, dopo "Tre sorelle" e "Il Gabbiano", porta al Teatro Argot “Zio Vanja”, storia di donne e uomini, anche qui come in "Tre sorelle", fatti evadere da un’epoca, senza gli strumenti per attraversarne un’altra.

Dal 19 al 21 febbraio. "Dall’alto di una fredda torre" è probabilmente il testo più maturo di Filippo Gili, portato in scena con la regia di Francesco Frangipane, secondo episodio della "Trilogia di Mezzanotte" attualmente in programma al Teatro dell’Orologio di Roma. Gili torna sull’intreccio tra vita e morte, sul gioco del destino, partecipando al dramma etico e psicologico dei personaggi con una singolare capacità di astrazione da ogni giudizio morale. Un testo crudele, più armonico dei precedenti, dove la dinamica della vita è dramma nel senso etimologico, azione, dell’anima prima che dei comportamenti, tragedia per lo più con accenti da commedia. A tratti magistrale l’interpretazione degli attori, con una spontaneità studiata che non si ha neppure nella vita reale.

Il 22 e il 23 gennaio, negli spazi delle Carrozzerie n.o.t., è stato presentato alla stampa e agli operatori teatrali lo spettacolo "Cerimonia d’addio (Atto unico per famiglia senza padre)", nato dalla penna dei giovani Matteo Quinzi e Giovanni Bonacci ed interpretato dagli stessi autori insieme ad Emanuele Gabrieli ed Ambra Quaranta con la collaborazione della Compagnia LABit. L’atto unico porta in scena la storia di tre fratelli a qualche ora dal funerale del padre, costretti a confrontarsi con la perdita, con i propri consanguinei e con se stessi all’alba di una nuova vita da orfani. Accanto a Matteo, Daniele e Luca c’è Laura, fidanzata del primogenito, dolce presenza materna che però, come gli altri, subirà il rimescolamento di carte del destino.

Sabato, 05 Dicembre 2015 14:39

Antigone - Teatro dell’Orologio (Roma)

Dal 24 novembre al 6 dicembre. Creonte ragiona, Antigone sviscera. Come dice Holderlin, l’essenza del tragico è essenza dell’uomo in sé. Del suo essere sia Creonte che Antigone. Anzi, di come l’esperienza “ventrale” di lei sia sepolta, con lei, sotto le angoscianti e fragili vittorie del cerebro razionale. La classicità attica, il candore apollineo erano contigui al nero, alle fognature impulsive della spiritualità. Il progetto è tirare fuori, da quella spiritualità, la terapia ammortizzante della violenza, dell’orientalità, dell’essere travolgentemente travolti da un Dio che è dentro di sé, né sopra né sotto. Così, mentre Creonte si sforza ad insegnare alla Polis a parlare, Antigone insegna a se stessa, prima di tutto, a ritornare prima del linguaggio. Filippo Gili presenta in prima nazionale la sua rilettura registica dell' "Antigone" di Sofocle, con una compagnia d'interpreti d'eccezione: Vanessa Scalera, Barbara Ronchi, Omar Sandrini, Alessandro Federico, Filippo Gili, Matteo Quinzi, Piergiorgio Bellocchio, Rosy Bonfiglio e Roberto Dellara.

Venerdì, 23 Ottobre 2015 17:50

Il Misantropo - Carrozzerie | n.o.t. (Roma)

Dal 15 al 18 e dal 22 al 24 ottobre. Francesco Frangipane propone una sua rivisitazione de “Il Misantropo” di Molière, testo attualissimo, in quanto indaga le intramontabili fragilità della comunità umana. “Un palcoscenico vivente in cui tutti i personaggi esibiscono i propri esperimenti riusciti, trucchi smascherati e acrobazie maldestre proprie dell'arte del vivere sociale. Una meravigliosa occasione per raccontare la società in cui viviamo e per mettere in mostra vizi e virtù dell’uomo attraverso le mille pieghe dell’animo umano.”

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