“Immigrati brava gente” torna in scena a Roma al Teatro Marconi (dal 28 febbraio al 10 marzo prossimi), dopo il successo ottenuto al Teatro de’ Servi qualche anno fa e a Milano al Teatro Martinitt. Con l’occasione abbiamo incontrato il regista, autore del testo e interprete Bernardino De Bernardis.

Dall’8 al 27 gennaio. Al suo terzo anno di repliche, il “Cyrano de Bergerac” diretto e interpretato da Matteo Fasanella e in scena nel piccolo Teatro Stanze Segrete di Roma si rivela spettacolo prezioso e riuscito. Un lavoro che, grazie ad interpretazioni sentite e sincere e alla poetica bellezza del testo originale in versi, mantiene intatto il carattere romantico ed eroico dell'immortale opera di Rostand.

Matteo Fasanella porta in scena, a centoventi anni dalla pubblicazione, la celebre opera in versi di Edmond Rostand, “Cyrano de Bergerac”. Un adattamento assolutamente fedele all’originale, eroico, elegante, passionale, nello scenario coinvolgente del piccolo Teatro Stanze Segrete. In scena fino al 19 febbraio.

Lunedì, 19 Dicembre 2016 20:40

A porte chiuse - Teatro Stanze Segrete (Roma)

In scena fino al 22 dicembre, al Teatro Stanze Segrete di Roma, il capolavoro di Jean-Paul Sartre, “A porte chiuse”, nella visione del regista e interprete Ennio Coltorti: un asfissiante girone di dannati, un lacerante ed eterno confronto tra anime destinate ad essere l’una il carnefice dell’altra.

Dal 12 al 31 gennaio. Fino a fine mese il piccolo Teatro Stanze Segrete si veste dell’atmosfera raffinata e decadente degli Anni ‘20 e fa rivivere in scena il romanzo capolavoro di Francis Scott Fitzgerald. L’inedito adattamento teatrale de “Il Grande Gatsby”, firmato da Rachele Studer e Riccardo Eggshell e diretto da Matteo Fasanella, propone in modo originale e riuscito la storia di Jay Gatsby, uomo misterioso e affascinante, fatalmente attratto da un passato che non si può ripetere e illuso da un sogno che gli alimenta la vita per poi distruggerla…

Fino al 23 dicembre la sempre suggestiva sala del Teatro Stanze Segrete ospita uno spaccato avvincente e poetico dell’epoca in cui le vite misteriose di Shakespeare e Marlowe si intrecciarono, sullo sfondo di giochi di potere, intrighi e spionaggio. Due generazioni - il giovane Shakespeare davanti al già affermato poeta Marlowe - restituite oggi dallo stesso parallelismo nell’interpretazione dei Coltorti, Ennio e Jesus Emiliano, padre e figlio (non solo d’arte).

Dal 24 novembre al 13 dicembre è in scena al Teatro de' Servi "Immigrati brava gente", scritto, diretto e interpretato da Bernardino De Bernardis. L’immigrazione e la clandestinità in salsa partenopea dove gli “immigrati” e soprattutto i “clandestini” come categoria siamo noi: lavoro articolato che mette insieme la lezione della commedia napoletana classica con lo stile della fiction e della nuova cinematografia locale dove i temi di attualità sono trattati in versione pop.

La stagione si è appena conclusa (e ottimamente, con 28.500 spettatori e 15.000 abbonati) e il sipario del Teatro de’ Servi si è subito riaperto per gli attesi e ormai consueti “Assaggi di stagione”, il modo più vivo e piacevole per presentare il nuovo cartellone. Due serate di live trailer-show, condotte da Marco Simeoli, in cui tutte le compagnie previste per il 2015/2016 hanno offerto al numeroso pubblico un breve estratto dei loro spettacoli.

Dal 27 marzo al 19 aprile. Dopo aver debuttato con successo al festival di Todi nella scorsa estate, arriva a Roma al teatrino Stanze Segrete di Trastevere, piccolo ma importante spazio storico romano dal cartellone sempre originale e agguerrito, Aleida e il Che di Maricla Boggio per la regia di Ennio Coltorti. Lo spettacolo emoziona e commuove fornendo una doppia lettura del grande comandante Guevara: parallelamente alla narrazione storica e drammatica delle vicende che videro protagonista il rivoluzionario piú amato d’ogni tempo il testo illustra la dimensione umana, intima e sentimentale del personaggio storico facendolo rivivere in una dimensione antiretorica, al di lá del mito, immergendolo nella vita fatta di passioni oltreché di grandi ideali.

E' andato in scena al Teatro Trastevere un inconsueto quanto coraggioso adattamento della prima tragedia shakespeariana,"La tragedia di Tito Andronico", sanguinaria, passionale e dolorosa epopea di un condottiero romano che, vittorioso nelle campagne militari contro i barbari Goti, al ritorno a Roma trova ad accoglierlo ancor più efferato e implacabile destino. Dopo il buon riscontro di pubblico e critica dei progetti precedenti "Horse Head" (segnalato dal New York Times e vincitore del primo Roma Fringe Festival) e "Fight Club", le Cattive Compagnie portano in scena "Titus - commedia pulp" con la regia di Leonardo Buttaroni, prodotto in collaborazione con la Compagnia Mauri-Sturno e realizzato con La Cattiva Strada e l’Accademia di Musica e Teatro Nomos. Un lavoro in cui l'atroce spirale di violenza degli eroi scespiriani viene declinata in chiave pulp, con l'intento di riecheggiare le atmosfere del migliore Quentin Tarantino. Ma il crinale tra tragico, pulp e grottesco è ahimè estremamente sottile ed incappare in qualche rischioso scivolone è un pericolo piuttosto insidioso...

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