Continua la stagione Fuoriclasse al Teatro de’ Servi con lo spettacolo “Posso lasciare il mio spazzolino da te?” dal 18 al 20 febbraio alle ore 21.00. Lo spettacolo scritto e diretto da Massimo Odierna, finalista al Premio Scenario 2017, è una black comedy in cui si intrecciano le vicende di un'attrice di ricerca, bipolare ed inaspettatamente gravida, di un candido perdente, di un nichilista con problemi di gestione della rabbia e di una quarta inquietante e perturbante figura.

Sarà “Hitchcock. A love story” della Compagnia del Teatro dell’Orologio ad aprire lunedì 15 ottobre alle ore 21 la stagione Fuoriclasse al Teatro de’ Servi, una stagione esperimento che vede dieci titoli selezionati dalla direzione artistica del Teatro dell’Orologio e ospitati dal Teatro de’ Servi. La Compagnia, dopo gli ultimi eventi in spazi urbani come la Metro C, Mercati Rionali, piazze e vie della periferia romana, torna in teatro con “Hitchcock. A love story”, un lavoro scritto da Fabio Morgan e diretto da Leonardo Ferrari Carissimi, che catapulta lo spettatore in un film noir.

Nell’ambito dell’accoglienza a sostegno del Teatro dell’Orologio, domenica 5 marzo è stata ospitata dal Teatro India la Compagnia CK Teatro con il suo lavoro “Hitchcock. A love story”, scritto da Fabio Morgan e diretto da Leonardo Ferrari Carissimi. Protagonisti Anna Favella e Massimo Odierna. Una piacevole commedia sentimentale a tinte noir, dedicata alla filmografia di Alfred Hitchcock, che ci accompagna attraverso le trame di “Caccia al ladro”, “Intrigo internazionale”, “Vertigo”, “Il delitto perfetto”, “Psycho”, “La finestra sul cortile” e “Gli Uccelli”.

“Nessun teatro si salva da solo” è una necessità. La necessità, l’ appello del Teatro dell’Orologio per questa stagione 2016/2017, la volontà di continuare a costruire un luogo che sia uno spazio aperto sotto cui ripararsi, dove il teatro, gli artisti che hanno voglia di sporcarsi con il teatro, possano essere. Un luogo costruito dall’incontro con l’altro, una disposizione ad accogliere, ad ascoltare per cercare di essere attenti. L’attenzione trasversale all’intero panorama contemporaneo nazionale, mista al rapporto vigoroso con le giovani realtà teatrali, rendono il lavoro dell’Orologio fluido e disarticolato: l’obiettivo è surfare tra il divenire del contemporaneo, dell’attuale.

Dal 19 luglio e fino al 7 settembre sipario aperto nella splendida cornice dei Giardini della Filarmonica romana per la XXIII edizione de “I solisti del Teatro”. “Nonostante le crescenti difficoltà che l’operare nel mondo dello spettacolo dal vivo comporta, I solisti 2016, grazie al legame con le organizzazioni del territorio, al favore di artisti, alla collaborazione con realtà giovani emergenti, non dichiara spavento ma voglia di farcela, investendo molto sul futuro” dichiara Carmen Pignataro, direttore artistico del festival e aggiunge “Siamo stanchi oggi più che mai per un bando che ci ha penalizzato, dopo gli ultimi anni costellati già da limitazioni e mortificazioni. Resistiamo ancora per permettere a Roma di conservare la ricchezza culturale che merita”. In qualità di Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città 2014-2016, I solisti del teatro XXIII edizione è realizzato con il contributo di Roma Capitale in collaborazione con la SIAE ed è inserito nell’edizione 2016 dell’ESTATEROMANA: “Roma, una Cultura Capitale”.

Sabato, 19 Marzo 2016 10:24

Toy Boy - Teatro Studio Uno (Roma)

Dall' 11 al 13 marzo al Teatro Studio Uno di Roma la compagnia BluTeatro, nell’ambito del progetto B-tside, ha portato in scena lo spettacolo “Toy boy” di Massimo Odierna, una commedia nera dal taglio ironico e grottesco.

Il 22 e 23 aprile 2015 l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” presenta cinque studi su Pier Paolo Pasolini, ideati e diretti dagli allievi del corso di Regia, come spettacolo itinerante per gli spazi fortemente evocativi de La Pelanda, Centro di Produzione Culturale. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma.

In scena al Teatro Belli di Roma, giovedì 5 e venerdì 6 giugno, "Officina Teatrale" a cura di Rodolfo di Giammarco: giovani attori e attrici neodiplomati dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” incarnano i testi di giovani drammaturghi in un coinvolgente scambio reciproco.

Amore e resti umaniDal 4 al 16 marzo. Brad Fraser, drammaturgo canadese dalla vena creativa incoercibile e controversa, in "Unidentified Human Remains and the True Nature of Love" (1989) affonda il proprio sguardo acuminato ed implacabile tra le dinamiche esistenziali e affettive di un gruppo di trentenni alla deriva tra incertezza economica, valori ormai annacquati dai troppi compromessi del quotidiano, il conforto ricercato nel sesso che diviene sempre più un inutile placebo per acquietare un'assordante solitudine. Su tutto si impone l'assoluta mancanza di prospettive solide, traguardi da raggiungere, ideali portati avanti con convinzione, affetti incondizionati che riscaldino l'anima. In scena al Teatro dei Conciatori uno spettacolo viscerale, ruvido, feroce e lacerante, che non concede posizioni interlocutorie allo spettatore, scaraventandolo di fronte alle sue fantasie e debolezze più inconfessabili. L'adattamento italiano "Amore e resti umani" si basa sulla riscrittura curata dallo stesso Fraser nel 2006 per attualizzare il testo epurando taluni riferimenti datati, con la traduzione di Cosimo Lorenzo Pacini; la regia di Giacomo Bisordi e le impeccabili interpretazioni, intrise di pathos ed urgenza espressiva, offerte da una numerosa compagnia di giovani, talentuosissimi interpreti catturano in pieno l'essenza dell'opera, restituendola al pubblico con potenza soverchiante.

Sarà in scena al Teatro dei Conciatori, dal 4 al 16 marzo 2014, "Amore e resti umani" del canadese Brad Fraser, traduzione di Cosimo Lorenzo Pancini con Massimo Odierna, Valentina Bartolo, Dimitri Galli Rohl, Cristina Poccardi, Luca Mascolo, Cristina Mugnaini, Francesco Sferrazza Papa, e la regia di Giacomo Bisordi. Testo teatrale cult dei primi anni novanta, consacrato da Time magazine come uno dei migliori spettacoli del 1992, e portato anche al cinema da Denys Arcand, il regista de Il crollo dell’impero americano.

Pagina 1 di 2
TOP