Dal 17 al 30 ottobre al Teatro Torlonia torna in scena l’irriverente e surreale FELICITÀ…TÀ…TÀ diretto da Massimo Di Michele. A scivolare tra scene en travesti, balletti retrò, fraintendimenti dissacranti, smoking, piume e paillettes tre attori, Dario Battaglia, Luisa Borini e Edoardo Coen, in un concentrato di straniante comicità in cui l’imprevedibile e il visionario si accavallano in un elettrizzante vortice di surrealismo.

Per una forse significativa specularità di numeri, la diciottesima edizione di Trend - Nuove frontiere della scena britannica mette in campo al Teatro Belli di Roma esattamente diciotto spettacoli nel calendario bimensile di fine 2019, e altrettanto il Royal Court Theatre di Londra, la sede più storica della nuova drammaturgia inglese ed europea, sede nel 1956 del clamoroso debutto di Ricorda con rabbia di John Osborne, ha annunciato diciotto nuove produzioni fra settembre 2019 e agosto 2020. Appuntamento dunque al Teatro Belli dal 17 ottobre al 21 dicembre!

Un teatro aperto a tutti, un’agorà civile e culturale che sia fulcro di democrazia partecipata, di pensieri, utopie, emozioni. È questo il senso racchiuso nella composizione della stagione che Antonio Calbi, al suo quarto anno di direzione del Teatro di Roma, presenta in una sala gremitissima del Teatro India.

L'anno volge al termine e, come ormai da tradizione, la Redazione Teatro di SaltinAria vuole celebrare assieme ai suoi lettori gli spettacoli più emozionanti, gli attori più talentuosi, gli istanti più memorabili vissuti sui palcoscenici negli ultimi dodici mesi. Scopriamo assieme quali saranno secondo noi i più vividi ricordi teatrali di questo 2014...

Sul palco dell’Elfo di Milano, dal 30 ottobre al 9 novembre, vive un Faust nato nel 1976 dalla penna di Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti per due grandi del palcoscenico: Carmelo Bene e Franco Branciaroli. Lirismo, inserti di Marlowe, Goethe e altre opere letterarie, si fondono con una fisicità dirompente, scherzi, musica, cambi di personaggi, frack e... burlesque. La coerenza del registro narrativo non ha mai tempo di prendere posto, intenta a volteggiare divertita e divertente, in una metamorfosi continua di stili. La messa in scena voluta da Massimo Di Michele però, non è imitazione del lavoro del duo Bene-Branciaroli, ma si incentra sulla fisicità, sul corpo, sullo strazio di abitarlo sentendo i limiti delle sue pulsioni carnali e bestiali e la tensione a volare tra le volte stellate. Sempre, ovviamente, visto da una prospettiva “burlesque”.

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