Due volumi (usciti rispettivamente nel 2014 e nel 2015), mille storie, quasi ottocento pagine intriganti, esilaranti e talvolta sconcertanti, di sicuro altamente rappresentative di ciò che da sempre accade nel rutilante e pazzo universo della Rock music. Da sempre quest’ultimo produce musica per orecchie giovani ma anche esempi di trasgressione, follia, bizzarria sessuale, dipendenza estrema e autodistruttiva da vari tipi di sostanze. La serie nutrita di manifestazioni comportamentali (e non solo musicali) oltre qualsiasi limite cui le rockstar ci hanno ininterrottamente abituati, specificamente contraddistingue uno stile di vita e un fenomeno che dura ormai da settant’anni e fa parte di quella che oggi viene chiamata cultura Rock.

La Monna Lisa srl, con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De André, bandisce per la quattordicesima edizione, il Premio De André 2015.

Eccessi, follie, aneddoti veri e leggende... Il giornalista Massimo Cotto ne ha raccolti 575 dalla sua trasmissione di successo su Virgin Radio realizzando l'omonimo libro "Rock Bazar". Uno sguardo alla storia di 60 anni di rock attraverso gli episodi meno noti delle più grandi rockstar. In questa video-intervista Massimo ci racconta i più gustosi. "Come quella volta in cui il batterista dei Rolling Stones diede un pugno a Mick Jagger...".

Dal 28 maggio al 16 giugno. Fortunato il pescatore, che si sollazza all'ombra dell'ultimo sole. Noialtri, qui a Milano, si combatte invece con continui rovesci temporaleschi. Più che De Andrè, sembra il Battisti di Una giornata uggiosa. Però il teatro, per fortuna, è un'altra cosa: si evade per due ore dal contingente e ci si immerge nell'atmosfera rarefatta del palcoscenico. Tanto più in uno spettacolo dedicato al bardo di Genova. I luoghi che lo hanno ispirato sono una terra di mezzo tra stupore e ironia, tra disperazione e ebbrezza, tra il mare del capoluogo ligure e le montagne che la chiudono ad arco. Questo è De Andrè: colonna sonora delle nostre vite, menestrello che da oltre un decennio ha sì lasciato il soggiorno terreno, ma avendo cura che tutti i suoi fans (lui avrebbe preferito senz'altro il termine ammiratori) conservassero ciascuno, nell'intimo dei propri cuori, un ricordo bello delle sue poesie in musica. E quando i suoi seguaci si mettono di buzzo buono fanno le cose in grande. Lo dimostra la pièce in cartellone al Menotti in questi giorni, All'ombra dell'ultimo sole.

Chelsea Hotel

Per sole tre, magnifiche serate, al Teatro Menotti, nella sede storica dell’ex Elfo e oggi sotto la direzione di Emilio Russo, il pubblico milanese ha potuto assistere a “Chelsea Hotel”, un curioso e nostalgico spettacolo concepito da Massimo Cotto, un giovane alto alto, allampanato, con gli occhiali e la testa pelata, molto personaggio calato nella parte del narratore, che di fatto racconta da bravo giornalista quella che è una storia appassionante, partendo dai numeri…

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