“Lo specchio di Borges”, ultimo lavoro di regia e interpretazione, conferma il percorso di Finazzer Flory, un viaggio dall’uomo verso l’uomo attraverso la parola che sviscera come un chirurgo, ora misurandosi con la finzione che svela la realtà per continuare poi nel progetto delle biografie con Dante, sul grande schermo.

Da maggio a ottobre "Essere Leonardo da Vinci - un’intervista impossibile tra i suoi disegni autentici" è a disposizione della città di Milano che, in occasione di Expo 2015, ha incoronato il geniale artista ed inventore come personaggio più creativo e interessante della storia italiana. Questo è uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory, che vi ha lavorato intensamente per quasi tre anni e che arriva in Italia dopo un rodaggio assai impegnativo. Ha debuttato infatti in prima mondiale in Giappone, a Tokyo, nel febbraio 2013 per quindi girare a Fukuoka e a Nagoya, concludendo il tour nipponico tra Kyoto e Osaka. E’ infine approdato negli Stati Uniti dove ha girato per ben due mesi, passando da Washington e Houston e chiudendo il tour a New York. Ogni volta viene scelto un differente intervistatore: qualcuno che ponga le domande scritte alle quali Finazzer Flory-Leonardo risponde utilizzando le parole originali del sommo maestro, pittore, inventore, anatomo-ricercatore, studioso di possibili sogni che sarebbero stati davvero realizzati solo nel futuro, come il volo dell’uomo e la possibilità di immergersi nei fondali degli oceani.

A cinque anni dalla scomparsa di quella che è considerata la più grande coreografa del Novecento, creatrice del teatro danza, anche se ogni etichetta è una diminutio, un incontro a Palazzo Barberini - ultimo appuntamento della stagione con Il Gioco Serio dell’Arte, iniziativa de’ Il Gioco del Lotto-Lottomatica - condotto dal regista Massimiliano Finazzer Flory le rende omaggio.

Nuova sperimentazione da un classico monumentale per Massimiliano Finazzer Flory, che gioca questa volta non solo con la voce e le parole ma esalta l’interpretazione, la diversificazione dei personaggi, mettendo sempre al centro il testo. La parte più gestuale è affidata alla danza, che è anche maschera, perfettamente sincronica con la voce dei ruoli multipli del protagonista. In alcuni passaggi la resa è commovente.

Mercoledì, 02 Aprile 2014 17:46

Pinocchio - Biblioteca Angelica (Roma)

Un lavoro sul libro più letto, più tradotto e più noto a livello internazionale, numero uno nella letteratura per l’infanzia. Uno spettacolo originale dove la disciplina e la sfida che in ogni performance Massimiliano Finazzer Flory mette, questa volta si arricchiscono di sofferenza, rinunciando a quella vena estetica da cui finora non si era mai discostato; accetta la caricatura, il grottesco, la disarticolazione del burattino, diventa soprattutto padre, accetta la sconfitta e la difficile vittoria interiore, per entrambi; sceglie di commuoversi. Finazzer esce da sé, si supera, passa dall’epica alla lirica con una colorazione di tenerezza. Di profilo le interpretazioni di danza.

“Sotto una buona stella”, l’ultimo film di Carlo Verdone è una metafora come il suo titolo per raccontare la Roma di oggi, città amata dal regista anche nella delusione della sciatteria: è un allarme lanciato sulla famiglia che va in frantumi e un invito ai giovani a uscire dall’indifferenza pur con un sorriso, con l’ironia. Terzo appuntamento dell’VIII edizione de’ Il gioco serio dell’arte, diretto da Massimiliano Finazzer Flory, che dialoga attraverso i secoli e tra le arti per raccontarci come la pittura nei secoli abbia anticipato in parte il cinema e la sua funzione sociale.

L’Expo? Può attendere, ma non per tutti. C’è chi gioca d’anticipo, diventando un simbolo di quella Milano che nei secoli ha guardato avanti, voltandosi indietro solo per far tesoro dell’esperienza. E’ il caso de’ “Il mio nome è Leonardo”, una mise en espace realizzata da Massimiliano Finazzer Flory sul grande genio ripensato e reinterpretato con un fine lavoro di lettura dei suoi testi. Un teatro tutto di parola, un lavoro linguistico analitico, nel quale si percepisce lo sfinimento della ricerca e insieme un format moderno. Lo spettacolo è pensato come un’intervista impossibile a Leonardo; realizzata al Museo della Scienza con il Direttore, potrà essere ripetuta in contesti e situazioni diverse. Al centro il tema del dialogo tra le arti, la figura dell’intellettuale, tremendamente moderno, la rivisitazione del mito romantico in chiave classica, un percorso dal filosofo all’ingegnere e soprattutto una riflessione sull’acqua, fil rouge dell’Expo.

Una prova di memoria e non solo, un esercizio nello stile futurista, una sfida che il regista e interprete quasi unico dello spettacolo affronta nello spirito futurista: una sorta di metafora realizzata dove la donna è un manichino funzionale, ‘una bambola danzante’. Scenografia ridotta al minimo che si apre e si chiude con l’immagine simbolo del treno e l’idea del viaggio. Saggio su Marinetti nelle cui parole Massimiliano Finazzer Flory si immerge, fino quasi a trasformarsi con il suo frack, diventando una sorta di marionetta tragica. Esercizio titanico nel ritmo vorticoso che trascina in un crescendo per un’ora e oltre lo spettatore. Molte le parti note che si riconoscono dei testi del periodo con un finale di spettacolo che sembra originale o fortemente interpretato, rispetto al testo citato. Si nota un'attualizzazione sottolineata anche dall'interpretazione accorata: dalla critica a Roma, che da sempre vive come una mantenuta anche se in senso spirituale - aggiunge ironicamente - alla risposta di una possibile domanda sul perché sia futurista. “Perché il futurismo è l’Italia”. Uno spettacolo che è tutto parola e mimica, tensione emotiva, fluidità che scivola dal palcoscenico sul pubblico. In particolare gli ultimi due ‘quadri’ sono tratti dal “Discorso di Roma” e da “Perché son futurista” di Giovanni Papini.

Massimiliano Finazzer Flory

Dal 26 al 28 aprile. Lo spettacolo che Massimiliano Finazzer Flory ha dedicato a Gustav Mahler nel 2011, in occasione del centenario della morte del compositore. Un breve percorso all’interno della vita di un artista controverso, della sua musica, delle sue riflessioni e delle sue vicende personali.

Mercoledì, 21 Settembre 2011 15:50

I Promessi Sposi - Teatro Eliseo (Roma)

I Promessi Sposi

Lo spettacolo andato in scena al Teatro Eliseo si inserisce nell’ambito dei festeggiamenti dei 150 anni dell’unità d’Italia nel tentativo di offrire al pubblico un’occasione in cui confrontarsi con quelle radici comuni del popolo italiano fondatesi ed alimentatesi nel tempo fino a restituire alla storia una cultura condivisa.

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