Per una forse significativa specularità di numeri, la diciottesima edizione di Trend - Nuove frontiere della scena britannica mette in campo al Teatro Belli di Roma esattamente diciotto spettacoli nel calendario bimensile di fine 2019, e altrettanto il Royal Court Theatre di Londra, la sede più storica della nuova drammaturgia inglese ed europea, sede nel 1956 del clamoroso debutto di Ricorda con rabbia di John Osborne, ha annunciato diciotto nuove produzioni fra settembre 2019 e agosto 2020. Appuntamento dunque al Teatro Belli dal 17 ottobre al 21 dicembre!

Appuntamento irrinunciabile dell’autunno romano, ritorna la rassegna “Trend - nuove frontiere della scena britannica”, giunta alla sua XVII edizione. Il festival, a cura di Rodolfo di Giammarco, esplora i territori lisergici ed emozionanti della drammaturgia contemporanea d’oltremanica, affidando le messe in scena, essenziali ed incisive, ad alcune delle sensibilità registiche più acute del panorama italiano. Diciassette spettacoli ed un ciclo di proiezioni in lingua originale, dal 18 ottobre al 22 dicembre, nella consueta intima cornice del trasteverino Teatro Belli.

Ritorna in scena “TREND - nuove frontiere della scena britannica”, la ricchissima rassegna curata da Rodolfo di Giammarco, giunta ormai alla XVI edizione. L’appuntamento è come di consueto al Teatro Belli, dal 10 ottobre al 17 dicembre.

Con due mesi di programmazione, non è esagerato dire che “Trend – Nuove frontiere della scena britannica”, in calendario al teatro Belli di Roma dal 13 ottobre all’11 dicembre, rassegna-festival che ha il sostegno del Comune di Roma, è l’appuntamento italiano più solido, più specializzato, più diversificato e più esteso in tema di drammaturgia contemporanea inglese prontamente tradotta e convertita in reading, mise en espace e spettacoli con attori e registi di casa nostra.

Lunedì, 23 Marzo 2015 21:35

Lungs - Teatro dell'Orologio (Roma)

Dal 17 al 29 marzo. “Che cosa accade all’istinto in un’epoca dominata dall’incertezza, dalle catastrofi ecologiche, dalla crisi globale? - scrive Massimiliano Farau, regista - “Macmillan, si pone la domanda attraverso le voci di questa giovane coppia, eticamente rigorosa, determinata a fare la scelta giusta. Ma di fronte alla loro coscienza, il primo dubbio che sorge nell’ascoltatore è se questa non copra la paura di diventare adulti, di confrontarsi con un impegno definitivo che richiede di amare un essere che ancora non esiste. E’ questa l’incertezza più radicale nei protagonisti; la loro capacità di amare però, scopriranno e scopriremo, è più grande e tenace di quanto potessero immaginare”.

Arriva a Roma Crollasse il mondo il nuovo testo della giovane drammaturga Alessandra Mortelliti, che dopo il successo di La vertigine del drago diretto e interpretato da Michele Riondino, torna in scena questa volta con David Coco e la regia di Massimiliano Farau. Ancora una volta Alessandra Mortelliti delinea personaggi che faticano a trovare una collocazione nella società, immersi come sono in una poetica e a volte feroce visione della vita. Lo spettacolo ha debuttato a Enna al Teatro Garibaldi (7-8 febbraio) ed è andato in scena anche allo Stabile di Catania/Teatro Musco (10-15 febbraio 2015).

In scena al Teatro Belli di Roma, giovedì 5 e venerdì 6 giugno, "Officina Teatrale" a cura di Rodolfo di Giammarco: giovani attori e attrici neodiplomati dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” incarnano i testi di giovani drammaturghi in un coinvolgente scambio reciproco.

Una mise en espace delle nuove leve della Scuola Silvio D’Amico che promettono bene, dosata con accuratezza tra lettura e interpretazione in una successione di quadri espositivi legati da un filo conduttore come gli stralci di racconti che rimettono insieme. Il testo è scabro, con alcuni accenni poetici ed una grande ironia: il racconto amaro con la delicatezza, il disincanto, una punta di rabbia di una giovinezza mancata, quella di una generazione vissuta nel socialismo. Originale il punto di vista: dalla parte delle ragazze e soprattutto delle ‘cattive ragazze’.

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