Dopo essersi cimentato con “Le intellettuali” e “L’Avaro”, l’estro creativo di Arturo Cirillo torna a confrontarsi con il Molière della maturità e con il coacervo di grottesca ironia e cupa, malinconica amarezza che contraddistingue la sua ultima produzione. In scena al Teatro Eliseo, fino al 19 gennaio, il godibilissimo ed assolutamente moderno “La scuola delle mogli”, una produzione concepita grazie alla sinergia tra Marche Teatro, Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Napoli; un cristallino esempio di come una commedia di tre secoli e mezzo fa (il suo debutto avvenne il 26 dicembre 1662 presso il parigino Teatro del Palais-Royal), se rinfocolata da una traduzione illuminata come quella di Cesare Garboli, incastonata in una costruzione scenografica sorprendente e dinamica come quella di Dario Gessati, impreziosita dai sempre pregiati costumi disegnati da Gianluca Falaschi e incarnata da interpretazioni impetuose come quelle dello stesso Cirillo, di Valentina Picello e del giovane Giacomo Vigentini, allora il risultato non è certo l’ennesima polverosa riproposizione per noiose matinée scolastiche ma un lavoro teatrale da non lasciarsi sfuggire.

Un’apertura da Oscar: è sulle suggestive note della musica di Nicola Piovani, colonna sonora de “La vita è bella”, che ha inizio la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo. Un incantevole prologo, eseguito da Europa InCanto - orchestra di giovani e talentuosi musicisti diretti dal Maestro Germano Neri - che apre con atmosfere soavi lo sguardo sugli spettacoli e sugli eventi in programma per la stagione 2019-2020.

A Palazzo Venezia, lo scorso 24 luglio, è andata in scena, per la prima volta a Roma, una sapiente reinterpretazione della commedia di Molière “La scuola delle mogli”, diretta e interpretata da Arturo Cirillo, nell’ambito della rassegna “Il Giardino Ritrovato”.

Giovedì, 23 Novembre 2017 21:10

Pinocchio - Piccolo Teatro Strehler (Milano)

Al Piccolo Teatro Strehler è tornato in scena il “Pinocchio” di Antonio Latella, prima di partire per una tournée dell’Italia settentrionale con numerose tappe, tra cui Torino (al Teatro Carignano) e Bologna (all’Arena del Sole), una tournée che sarà suggellata dalla partecipazione in aprile al MITEM (Madách International Theatre Meeting) di Budapest. Tutt’altro che romanzo per bambini e consigliato a un pubblico con più di 14 anni di età, va in scena uno spettacolo sulla vita, dramma e menzogna sono inclusi, che rappresenta a pieno il senso del teatro.

Mercoledì, 25 Gennaio 2017 21:25

Pinocchio - Piccolo Teatro Strehler (Milano)

Antonio Latella è per la prima volta regista di uno spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, Pinocchio, in scena in prima assoluta al Teatro Strehler, dal 19 gennaio al 12 febbraio. Il Piccolo chiama il suo talento alla sfida con una figura universale che appartiene a tutti e di cui tutti coltivano una memoria propria, quasi esclusiva. Ma non sarà una fiaba.

Tre giorni. Tanti ne servono a Pirandello per scrivere la commedia prima di leggerla personalmente alla compagnia di Dario Niccodemi. «Ma nessuno aveva capito niente», racconta lo stesso Niccodemi per spiegare uno straniamento che presto coinvolge anche il pubblico. Alla prima romana del 1921, la platea si divide tra entusiasmo convinto e chi urla “Manicomio! Manicomio!”. Prima di applaudire senza riserve, il pubblico ha bisogno di familiarizzare con lo spettacolo, il teatro di abituarsi all’idea di rappresentare se stesso. «I Sei personaggi sono una lunga avventura alla quale vado incontro», spiega Gabriele Lavia, interprete del Padre e regista di quest’edizione del 1925 arricchita con elementi del 1921: «È certamente uno degli spettacoli più difficili che abbia mai fatto. Quando ho cominciato a studiarlo ne ho avuto subito la sensazione. Siamo sempre in 21 in scena. Sempre.» L’effetto è di una costante tensione narrativa, un recitare anche solo facendo respirare il personaggio. O l’attore. O entrambi.

Dopo la recente nomina a Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione presenta una Stagione che riconosce la linea di lavoro e ricerca che negli anni ha visto ERT crescere assieme alla sua città. È proprio quella con la città la prima relazione che il Teatro deve tessere, riconoscendovi un luogo privilegiato di riflessioni, crescita personale, sviluppo di senso critico ma anche un importante momento di confronto con la realtà e la contemporaneità che ci circondano.

La stagione 2014/2015 del Teatro della Pergola ha inizio con la prima nazionale dei "Sei personaggi in cerca d’autore", diretto e interpretato da Gabriele Lavia. Nel 1948, dopo che la guerra aveva danneggiato il palcoscenico, la Pergola fu inaugurata nuovamente proprio con i Sei personaggi. La regia era di Orazio Costa, con Tino Buazzelli nel ruolo del Padre e Rossella Falk in quello della Figliastra. Lo stesso testo inaugura oggi la nuova Stagione della Pergola e il suo nuovo cammino produttivo, prima della tournée nei teatri italiani.

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