Una storia siciliana al femminile, antica, arcaica eppure di grande incisività per la modernità psicologica della protagonista. Una scrittura semplice, pensata e vissuta in un siciliano da migranti, attenta più alla sonorità che all’imitazione e per questo di grande immediatezza. E’ una vicenda ai limiti del fantastico, lontana nel tempo e per il contesto sociale ma che non può che emozionare per la sua delicatezza e farci riflettere sulla forza interiore di una donna che non ha niente a che fare con il potere pubblico e il suo ruolo sociale o la statura culturale.

Mercoledì, 24 Dicembre 2014 10:09

"La traversata del deserto" di Marinette Pendola

La forma del romanzo tradisce, in modo per altro rivelato dall’autrice alla fine, in un capitoletto storico, un’autobiografia che è altresì l’affresco di un’epoca. Il libro è infatti una metafora, la traversata del deserto, il passaggio, la sfida e non un semplice viaggio dove il deserto è uno spazio di solitudine, di sospensione della vita, allegoria della condizione esistenziale del migrante, colui che non è né da una parte né dall’altra. Non solo, il profugo, una volta giunta a destinazione, per lungo tempo spesso resta in una condizione di precarietà, di estraneità e di sospensione appunto tra due rive.

 

La traversata del deserto
di Marinette Pendola
Arkadia/narrativa
Euro 13,00

 

Leggi la recensione integrale sul Chiasmo del Mediterraneo.

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