Domenica, 22 Luglio 2018 20:19

Spettri - Biennale Teatro 2018 (Venezia)

Il ventinovenne piacentino Leonardo Lidi presenta il frutto del progetto vincitore del concorso della Biennale College 2017 per giovani registi. Si tratta della rivisitazione di un grande classico del teatro comeSpettri del poliedrico drammaturgo norvegese Henrik Ibsen (1828-1906). Al Teatro delle Tese dei Soppalchi dell’Arsenale di Venezia dove nell’agosto scorso aveva presentato la sua idea assieme ad altri cinque finalisti scelti dal Direttore Artistico Antonio Latella, il 21 luglio Lidi ha debuttato in prima assoluta con lo spettacolo frutto di un anno di lavoro, svolto potendosi avvalere del tutoraggio di Latella e del significativo finanziamento di 110 mila euro ricevuto come premio.

Teatrodilina e Progetto Goldstein presentano in prima nazionale al Teatro dell'Orologio "Gli uccelli migratori", scritto e diretto da Francesco Lagi, con Anna Bellato, Francesco Colella, Leonardo Maddalena e Mariano Pirrello. “Ci ho provato per anni. All’inizio nulla. Io parlavo e non mi rispondevano come se nemmeno mi sentissero. Poi una volta mi sono trovato da solo con una beccaccia. E mi ha sentito, sono riuscito a parlarci. Io parlavo e lei mi rispondeva. Lei parlava e io le rispondevo. E questa beccaccia mi ha raccontato della sua infanzia. Della prima volta che ha volato, della paura che ha avuto. Sai la paura che hanno la prima volta che volano, gli uccelli? Si buttano nel vuoto. Non sanno che le ali li possono tenere su. Non sanno nulla delle ossa cave, dell’aerodinamicità, del movimento ascensionale delle ali, nulla. Cadono. E poi, all’improvviso, rimangono su. È una cosa molto impressionante”.

Su una spiaggia, un giorno di vacanza per i signori Lagonìa, una coppia di anziani. Parlano, ma la loro è una comunicazione fatta di intimità silenziosa e di risate improvvise, furie e riconciliazioni, pianti e mazzate sulle ginocchia. In questa giornata c’è il tempo per una maledizione e una nuotatina a largo, per il ricordo di una bimba e per quello di una dieta finita già di lunedì, c’è un gabbiano che muore d’infarto e una nuvola a forma di coniglio, c’è una canzone di Gianni Morandi e la fine del mondo, c’è una barca che li può portare via. Il solo racconto che i signori Lagonìa ci offrono è quello del loro amore spietato e dolce, a tratti dispotico o molesto, l’epica di un matrimonio durato quarant’anni e questo giorno qua, che non è un giorno qualsiasi della loro vita.

Teatrodilina è un gruppo di persone con esperienze diverse, che si sono unite con il proposito di condividere una pratica e un’idea di teatro. Dal suono al video, dall’arte contemporanea alla scrittura, dal cinema alla musica. Alla base del lavoro c’è la volontà di inventare spettacoli restituendo frammenti dei loro percorsi e andando alla ricerca di una comune identità, che sembra perduta ma non in modo irreparabile. Fare teatro è il gesto più contemporaneo e potenzialmente dirompente. Selezione InBox nel 2013 con Zigulì e nel 2015 con Le vacanze dei signori Lagonìa. Il Teatro dell'Orologio dedica a Teatrodilina il secondo percorso monografico della stagione 2015/2016.

Dal 4 all'8 giugno al Piccolo Teatro Studio di Milano, Emiliano Bronzino ha portato, in una dimensione scenica “familiare”, lo “Zio Vanja” di Cechov, scritto nel 1896. È il dramma di chi si accorge di aver lasciato scorrere la propria esistenza, per non aver voluto guardare la realtà della vita, ed ora è lacerato da un conflitto interno che lo porta alla paralisi ed alla inazione. Sullo sfondo la fine di un’epoca, quella della Russia zarista, dove aristocrazia e classe intellettuale, in un’indolenza malata, si avviano verso una lenta e sicura decadenza morale ed economica, che tanto peserà sulle generazioni a venire.

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