Dall'8 al 13 marzo, è tornato in scena al Teatro Ringhiera, dopo aver debuttato in Italia nel 2014, lo spettacolo “Alla mia età mi nascondo ancora per fumare” della scrittrice Rayhana. Rayhana è lo pseudonimo di una scrittrice algerina che vive attualmente in Francia: la necessità di non utilizzare il suo vero nome deriva dal fatto che, dopo aver portato in scena questo lavoro a Parigi, è stata aggredita e picchiata a sangue da un gruppo di integralisti. "Alla mia età mi nascondo ancora per fumare" è una tragicommedia ed ha come protagoniste nove donne, nove personaggi, nove donne algerine, che si trovano, malgrado loro, a barricarsi dentro l’hammam, per sfuggire all’ira di parenti e uomini che reclamano il diritto di punire una di loro, ritrovata incinta senza il consenso dei genitori.

L'atto unico "Invidiatemi come io ho invidiato voi", scritto e diretto da Tindaro Granata, apre la stagione del Teatro dell'Orologio, inaugurando il trittico che il vivace multisala off - epicentro romano di drammaturgia contemporanea che quest'anno incatena una variegatissima partitura di proposte teatrali lungo la direttrice tracciata dall'hashtag #CambiamentoReale -, dedica a Proxima Res, vivido collettivo artistico, fucina di idee, centro di produzione e alveo privilegiato di studio e incontro. In questo suo secondo progetto Granata, dopo l'epopea familiare raccontata attraverso le emozionanti istantanee di "Antropolaroid", rivolge il proprio sguardo, con chirurgico scrupolo documentario e dolente sensibilità, ad un atroce fatto di cronaca, scandagliato attraverso gli atti processuali e l'aggressione scellerata riservata dallo sfavillante circo mediatico. Ne scaturisce un affresco verista affilato come un pugnale pronto ad inchiodarci alle nostre responsabilità di individui sociali ed esseri umani, capace di disintegrare la patina di rispettabile indifferenza dietro la quale troppo spesso ci trinceriamo confortevolmente, una solidissima ed emozionante testimonianza di teatro civile che intride le coscienze e induce a una non procrastinabile riflessione.

Lunedì, 05 Ottobre 2015 17:16

Geppetto e Geppetto - Teatro India (Roma)

Nonostante l'apparente indifferenza (o forse ostracismo?) delle istituzioni e la conseguente assoluta assenza di risorse economiche a disposizione, prosegue il cammino del Garofano Verde, giungendo temerariamente e orgogliosamente alla ventiduesima edizione. La rassegna, concepita e curata da Rodolfo di Giammarco, è stata anche quest'anno accolta dall'abbraccio protettivo del Teatro di Roma diretto da Antonio Calbi, che ha offerto per tre serate il Teatro India per raccontare storie in cui autentiche emozioni, improcrastinabili istanze sociali ed i linguaggi della scena teatrale contemporanea si intrecciano nel comune denominatore di un'omosessualità che non richiede accettazione né tantomeno tolleranza, ma l'affettuosa accoglienza che dovrebbe essere naturalmente connaturata ad una società che si fregi dell'appellativo di civile. Protagonisti di questo trittico teatrale Licia Lanera con il reading "La donna nell'uomo" tratto da "Orgia” di Pier Paolo Pasolini, Saverio La Ruina con il work in progress "Masculu e fìammina" e Tindaro Granata con il reading "Geppetto e Geppetto", embrione iniziale della commovente riflessione dell'artista siciliano sul tema dell'omogenitorialità.

La compagnia Proxima Res è stata fondata nel 2009 e ha la sua sede a Milano. E' un laboratorio permanente di idee; un centro di produzione artistica; un luogo di studio, in cui sviluppare talenti e dialogare alla ricerca di forme teatrali che comunichino pensiero; un incontro tra artisti: registi, drammaturghi, coreografi, attori e danzatori che desiderano sviluppare le loro intuizioni, lavorare insieme per ampliare la ricerca e lo studio sullo spettacolo dal vivo; infine una scuola di teatro e di movimento, un “luogo” di allenamento e ascolto per il corpo e una scuola di formazione attoriale. Sostiene progetti di giovani artisti che in questi anni faticano ad avere visibilità e spazio. Proxima Res apre la stagione 2015/2016 del Teatro dell'Orologio con un trittico di spettacoli: "Invidiatemi come io ho invidiato voi", "Fuorigioco" e "Antropolaroid".

Dopo la recente nomina a Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione presenta una Stagione che riconosce la linea di lavoro e ricerca che negli anni ha visto ERT crescere assieme alla sua città. È proprio quella con la città la prima relazione che il Teatro deve tessere, riconoscendovi un luogo privilegiato di riflessioni, crescita personale, sviluppo di senso critico ma anche un importante momento di confronto con la realtà e la contemporaneità che ci circondano.

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