Al Teatro Due, per quattro giorni Maria Paiato si ricava una "stanza tutta per lei" con le sue letture sceniche di racconti italiani vergati da quattro brillanti autori del Novecento, Alberto Savinio, Dino Buzzati, Tommaso Landolfi ed Ennio Flaiano. Il primo appuntamento è dedicato al racconto Poltrondamore, di Alberto Savinio.

Dal 3 al 7 febbraio al Teatro India Veronica Cruciani firma la regia di "Due donne che ballano" del drammaturgo catalano Josep Maria Benet i Jornet, con protagoniste Maria Paiato e Arianna Scommegna. L'interpretazione magistrale di due attrici di deflagrante potenza espressiva e carisma incontra, grazie ad una direzione registica asciutta e densa di sensibilità, la storia di due solitudini al femminile, di uno scontro acerrimo e crudo che scolorerà imprevedibilmente in amicizia, solidarietà e conforto reciproco, fino alla condivisione di un destino comune. In occasione delle repliche romane abbiamo incontrato la regista Veronica Cruciani per parlare di questo progetto, dei numerosi altri in cui in passato abbiamo apprezzato la sua cifra registica e di quelli che la coinvolgeranno nel prossimo futuro.

A pochi giorni dal debutto al Teatro Sociale di Bergamo, giunge al Teatro Carcano per due settimane di repliche "Due donne che ballano" di Josep Maria Benet i Jornet, la prima nuova produzione del Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano per la stagione 2015/16. Ad interpretarla due autentiche stelle della scena italiana, le pluripremiate Maria Paiato e Arianna Scommegna, mentre la regia è firmata da Veronica Cruciani.

Il Teatro Carcano di Milano si rinnova intrecciando, nel cartellone 2015/2016, esperienze artistiche e linguaggi diversi; si presenta contemporaneo, colto e popolare; sensibilità ed intelligenza creano un ponte tra avanguardie, siano esse vecchie o nuove, ed il teatro di tradizione. Perchè il teatro oggi non è più solo un teatro di prosa, un luogo dove fruire di uno spettacolo e rientrare a casa; ma è uno spazio di incontro tra generazioni e generi artistici, una piazza di scambio dove si mescolano pubblico e performance. Prosa sì, ma, cosa nuova per il Carcano, di drammaturgia contemporanea.

Lunedì, 21 Aprile 2014 21:06

Medea - Teatro Eliseo (Roma)

Il mito dell'efferata Medea - intrigante fattucchiera, amante appassionata ed infine atroce assassina dimentica dei legami più ancestrali ed inviolabili - rivive nella declinazione che ne fornisce il poeta latino Seneca (meno teatralmente frequentata rispetto alla tragedia euripidea), a sua volta rivisitata e parzialmente attualizzata dal convincente adattamento drammaturgico curato da Francesca Manieri e dalla sempre personalissima e ricercata direzione registica di Pierpaolo Sepe. In scena al Teatro Eliseo una superba Maria Paiato, capace di incarnare sin nelle viscere il suo personaggio, torbido per le nefandezze passate, annientato nella sofferenza attuale, demoniaco per la disumana barbarie che si profila all'orizzonte.

Sarà in scena al Teatro Eliseo dall’1 al 17 Aprile 2014, MARIA PAIATO in MEDEA di Seneca, traduzione e adattamento Francesca Manieri, con Max Malatesta e con Orlando Cinque, Giulia Galiani, Diego Sepe. regia Pierpaolo Sepe.

Lunedì, 03 Febbraio 2014 20:14

Celestina - Piccolo Teatro Strehler (Milano)

Dopo Il Panico di Rafael Spregelburd, Premio Ubu 2013 per il migliore spettacolo dell’anno, Luca Ronconi torna a un classico, sempre con infaticabile curiosità e desiderio di “indagare” un testo dalle mille sfaccettature. Celestina, laggiù vicino alle concerie in riva al fiume, nuova produzione del Piccolo, rimarrà in scena al Teatro Strehler per oltre un mese, da giovedì 30 gennaio al primo marzo, con un grande cast. Tratto dal capolavoro del Cinquecento spagnolo di Fernando de Rojas, dai critici definito “romanzo dialogato in ventuno capitoli e un prologo”, grazie al lavoro di “drenaggio” operato dal drammaturgo canadese Michel Garneau, Celestina approda alla scena in una versione che esalta e valorizza il fascino dell’originale. La traduzione in italiano è di Davide Verga.

Venerdì, 18 Ottobre 2013 19:32

Medea - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Dal 17 ottobre al 3 novembre. La Medea è un’Antigone moderna dove lo scontro è tra le leggi del cuore e quelle dello Stato, tra il dolore dell’amore e l’arroganza del potere, tra il femminile che si mette in gioco e lotta fino alla fine e il maschile che si arrende per quieto vivere. E’ la metafora contemporanea dell’esclusione che genera odio, l’umiliazione che provoca rabbia, la violenza che alimenta violenza in una spirale senza fine. Maria Paiato è come sempre grandiosa in questi personaggi lacerati, sofferenti, di una femminilità che si autocensura. Tutto il resto non sono che satelliti, dettagli. Scenografia, luci, musiche, altri interpreti, accompagnano, ruotano intorno al cuore della scena. L’arte pura non ha bisogno di effetti speciali, gesti eclatanti, né di stupire. E’ tutta voce nella sua espressività rabbiosa ma ripiegata su se stessa.

MedeaDiretta da Pierpaolo Sepe, e interpretata da Maria Paiato, Medea è in scena al Piccolo Teatro Grassi, in prima nazionale, dal 17 ottobre al 3 novembre 2013. Dopo il grande successo di Anna Cappelli Maria Paiato si misura con un personaggio estremo e definitivo, ancora guidata dalla potenza rigorosa e visionaria di Pierpaolo Sepe.

Mercoledì, 10 Aprile 2013 18:36

La Modestia - Teatro Argentina (Roma)

Dal 9 al 14 aprile approda al Teatro Argentina la riscrittura in chiave contemporanea di uno dei sette vizi capitali, declinato e ribaltato nella quotidianità delle identità individuali e dei valori collettivi, "La modestia" del drammaturgo argentino Rafael Spregelburd che la regia di Luca Ronconi porta sotto i riflettori del palcoscenico per restituirci il ritratto di una società in disfacimento. Quasi tre ore di narrazione senza sosta, in un vortice di sdoppiamenti che si riannodano per rincorrersi e perdersi di nuovo, eppure il tempo scorre. La mano del regista ha il taglio giusto, con un ritmo che non si riesce nemmeno a capire perché ma funziona. In un mondo che va per immagini, sintesi e semplificazioni, qui nell’immobilità apparente dello stesso interno borghese tutto è metafora con un intricato aprirsi di mondi infiniti alla Borges. Eppure la leggibilità resta perché la sensazione colpisce chiara. Pièce sarcastica sull’allegoria della Modestia che, affermandosi spudoratamente fino a dichiararsi il titolo di un romanzo il cui autore nega di esserne l’artefice – per modestia appunto – si nega per ribaltarsi nel suo opposto: la Superbia, uno dei sette vizi capitali della Eptalogia di Spregelburd, ispirata all’opera del fiammingo Hieronymus Bosch. Magistrale l’interpretazione degli attori, quattro per otto ruoli. Mirabile Maria Paiato che si conferma regina dei ruoli strazianti e stranianti che raccontano il dolore dell’anima e l’incomprensione altrui.

Pagina 2 di 3
TOP