Israele e il suo terreno di gioco minato è l’altrove di questa scrittrice alla sua seconda prova letteraria, che la trova più matura, in un libro articolato e complesso dove c’è la stoffa del romanziere per una storia ben congeniata, non a tesi e nella quale l’autore si mantiene alla giusta distanza senza innamorarsi di nessuno dei personaggi. Nessun lieto fine o finale tragico ma un’evoluzione costante e sorprendete com’è la vita, fatta di svolte e di tante sfumature. Al centro Gerusalemme città amata e i suoi conflitti che sono metafora, simbolica e particolarmente acuta di ogni vita ed essere umano: arabo ed ebreo; americani con l’anima newyorkese o ebrea; ebrei religiosi o laici: tutti sono lacerati spesso nell’impasse di non poter conciliare i propri poli opposti. Un libro sull’amicizia e sul dialogo difficile, talora impossibile tra libertà e responsabilità, anche della propria libertà, stretto tra voglia di affermarsi e appartenenza alla famiglia, all’ambiente sociale, al paese, a qualcosa che comunque si sceglie.

In copertina per gentile concessione a titolo gratuito dell’autore “Donna in riva al mare” di Roberto Levati

Un romanzo che descrive con una struttura complessa in un crescendo emotivo e con una scrittura “leggera” e scorrevole un amore – degli amori – difficile apparentemente per ostacoli esterni. Una nuova scrittura di Giulietta e Romeo tra arabi ed ebrei israeliani e ancora tra ebrei d’Israele e figli della diaspora. Se nella prima parte si avverte la priorità di ricondurre la storia ad un conflitto atavico tra due mondi che tinge tutto di rosso sangue e di nero, nella seconda parte del libro la Ranghetti sembra con più scioltezza scoprire che la sua passione resta ma ha il coraggio di rivelarsi anche come amore per la scrittura e la narrativa. Il racconto e l’analisi della complessità psicologica di una relazione e delle relazioni affettive in genere sono ben strutturati e rivelano le doti di una scrittrice, non ancorata all’elemento didascalico. Si capisce che la sua conoscenza è profonda e anche il suo amore per Israele e la cultura ebraica sebbene sappia prendere la giusta distanza, non proceda a tesi e lasci emergere le proprie conoscenze con naturalezza.

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