Giovedì, 05 Aprile 2018 20:29

Montagne Russe - Teatro Litta (Milano)

I complessi rapporti tra uomini e donne, il potere economico come surrogato di una giovinezza svanita per l’uomo di mezza età, la molteplicità dell’ animo femminile e la mediocrità che aleggia in molti matrimoni non infelici ma noiosi. “Montagne russe” del commediografo francese Eric Assous, andato in scena al Teatro Litta di Milano con la regia di Fabrizio Visconti, sembra concentrarsi sulla mediocrità del quotidiano alto borghese, per poi virare verso mete sentimentali inaspettate, con punte di melodramma appena accennate.

Sabato, 08 Aprile 2017 14:25

Senza filtro - Teatro Verdi (Milano)

Martedì 21 marzo, in occasione della Giornata mondiale della poesia, è andato in scena, al Teatro Verdi di Milano, lo spettacolo “Senza filtro”, prodotto dalla Compagnia Eccentrici Dadarò e già ospitato in passato con successo a Milano presso Teatro Leonardo, Spazio Avirex Tertulliano, Teatro Libero e Teatro Franco Parenti. “Senza filtro” è un invito a conoscere il “dietro le pagine” di una donna che fu un inno alla Vita e all’Amore, quell’Alda Merini condannata e salvata dalla sua poesia, di cui, proprio il 21 marzo, ricorre l’anniversario della nascita.

Lunedì, 07 Dicembre 2015 14:24

Senza Filtro - Teatro Libero (Milano)

Sempre sorprendente il Teatro Libero di Milano, che costringe a salire al terzo piano di un interno milanese, ed ha ora ospitato una vera chicca proposta grazie all’idea di Fabrizio Visconti, che dirige l’opera dietro le luci da lui stesso progettate, e di Rossella Rapisarda, che invece è l’interprete di questo dolcissimo "Senza Filtro, Uno spettacolo per Alda Merini". Marco Pagani in scena alla chitarra regala musica dal vivo e include anche brani registrati, il tutto per esprimere un fortissimo sentimento di amore puro nei confronti di una donna, un’artista vera, una poetessa straordinaria che ci ha lasciati ormai da sei anni, proprio nel giorno di Ognissanti. La protagonista entra su un palco abitato da un grande, apparente disordine: fogli di carta sparpagliati un po’ ovunque, sedie poggiate qua e là, un tavolo con due sedie e una macchina da scrivere sopra. Lei ha un buffo berretto, è vestita di bianco e indossa scarponi neri lucidi.

Una cosa è certa: il commissario Maigret avrebbe provato una simpatia istintiva nei confronti dell’omicida Charles Alavoine. Senza dubbio lo avrebbe consegnato alla giustizia, ma di fronte alla carica umana di questo medico di campagna si sarebbe commosso, accantonando per un attimo il contegno burbero che lo contraddistingueva. Parliamo di Maigret perché è il personaggio più noto creato da Georges Simenon. E Lettera al mio giudice è il romanzo del narratore belga che Giuseppe Scordio ha riportato al Tertulliano per la seconda volta, dopo una prima assoluta nella scorsa stagione che aveva riscosso grande attenzione da parte del pubblico.

Domenica, 07 Aprile 2013 15:45

Il contrabbasso - Teatro Verdi (Milano)

L’autore di questa graffiante storiella borghese racconta con queste parole l’essenza del monologo: “Il contrabbasso l’ho scritto nell’estate del 1980. Vi si delinea - assieme a tante altre cose - la vita di un uomo in una piccola stanza. Scrivendolo, ho attinto a esperienze personali, nei limiti in cui ho trascorso e trascorro la maggior parte della mia vita in stanze sempre più piccole, l’abbandonare le quali mi riesce sempre più difficile. Spero tuttavia di trovare prima o poi una stanza così piccola e che mi avvolga in modo così stretto da poterla portare con me il giorno in cui dovessi traslocare ancora”. Ecco una immagine del racconto surreale di un gentile contrabbassista che si presenta al pubblico, descrivendo se stesso e il proprio ambiente. Nel contempo mette alcuni 33 giri su un vecchio giradischi o stira la biancheria che alla fine indosserà per recarsi all’Opera ad esibirsi. E’ un contrabbassista di fila, terza fila per la precisione e quindi è anche un impiegato di Stato. Artista e burocrate… Al Teatro Verdi di Milano dal 4 al 21 aprile, un testo delizioso di Patrick Suskind, messo in scena da un ottimo Marco Pagani, capace di apparire credibile in tutti i tratti, talvolta ingenui, patetici o grotteschi del personaggio che interpreta fedelmente.

TOP