Gennaro Cannavacciuolo affronta la difficile impresa di raccontare un mito senza imitarlo, tra narrazione, canzone-teatro, e poesia musicale. Settant’anni di vita intensa alla ricerca della felicità, canzoni che raccontano un mondo e un’epoca tra Italia, America e Russia, con epicentro la Francia: uno spaccato internazionale della società che cambia e della politica, non solo del teatro e di un uomo. Uno spettacolo dal gusto di altri tempi, piacevole. Indovinato.

Gennaro Cannavacciuolo dal 12 al 15 novembre, al Teatro Sala Fontana di Milano, ha presentato lo spettacolo da lui ideato e interpretato, “Yves Montand. Un italien à Paris”. Sullo sfondo, la Parigi del dopoguerra, quella gioiosa dove, Sous le ciel de Paris (Sotto il cielo di Parigi), tutto pareva ancora possibile, perché la vita, come cantava Edith Piaf, era “La Vie en Rose”.

Un premio per ricordare, non solo per attingere alla memoria, quanto per incentivare e promuovere nuovi testi. Sul testo e sul valore della parola ha puntato la prima edizione. Vincitore tra l’altro un allievo di Riccardo Cavallo, Roberto Attias, con un testo di grande impatto e impegno civile. Gli stralci letti dei tre testi finalisti commuovono, intrigano, appaiono ben costruiti. Interessante e decisamente originale, con un’ironia sottile, quello firmato da Tiziano Rovai.

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