Pirrotta - Lo CascioNel presentare la Stagione 2014/2015 del Teatro Storchi si conferma la linea di lavoro e di ricerca ormai da anni consolidata dallo Stabile modenese che riconosce nel teatro un luogo privilegiato di riflessioni, crescita personale, sviluppo di senso critico ma anche un importante momento di confronto con la realtà e la contemporaneità che ci circondano. È seguendo questo percorso che si delinea un cartellone in cui ancora una volta tradizione e contemporaneità si intrecciano, nel segno di uno stabile regionale che rafforza il suo ruolo di innovazione ma che continua a guardare al suo passato.

Tre spettacoli del Teatro delle Albe (creato nel 1983 da Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni), tre momenti di una storia più che mai vitale, che ha fatto "scuola": dalla fondazione di Ravenna Teatro, uno "stabile corsaro" che pratica un'originale “coltura” teatrale della città, al metodo della "non-scuola" che dalla Romagna ha attecchito anche a Scampia con il progetto Punta Corsara.

Petitoblok

Il nostro viaggio periglioso alla scoperta delle molteplici, policrome e innovative proposte drammaturgiche e performative presentate nella settima edizione di Short Theatre, nel suggestivo spazio del Macro Testaccio La Pelanda, prosegue con la giovane compagnia napoletana Punta Corsara ed il suo nuovo ardito lavoro teatrale “Petitoblok”, per poi approdare alla prima nazionale di “A vide de Juanita Castro” del portoghese Miguel Loureiro.

Lunedì, 29 Novembre 2010 22:59

L’Avaro - Teatro Valle (Roma)

L'Avaro

Dal 24 novembre al 5 dicembre. La straordinaria potenza immaginativa ed espressiva che ha da sempre contraddistinto l’opera teatrale di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari esplode in maniera deflagrante nella rilettura de “L’Avaro” di Molière proposta in apertura della monografia dedicata al Teatro delle Albe: scrupolosa aderenza filologica alla sontuosa traduzione di Cesare Garboli e scelte registiche, interpretative e scenografiche dalla travolgente modernità sono le due sfaccettature apparentemente antitetiche di uno spettacolo dall’irresistibile fascino, straniante, appassionato ed intriso di caustica ironia. Un Arpagone grottesco, ambiguo, insinuante e, in definitiva, semplicemente irresistibile.

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