Parte domenica 4 settembre a Viterbo la XX edizione del Festival Quartieri dell’Arte. Il direttore artistico Gian Maria Cervo e il co-direttore Alberto Bassetti annunciano il calendario teatrale completo. 10 i paesi coinvolti: Belgio, Germania, Italia, Norvegia, Russia, Spagna, Uk – Regno Unito e Ungheria. Più di 60 spettacoli. 11 prime mondiali. Ci sarò non ci essendo come ci sarò essendoci, è il titolo del ciclo che si chiude con questo ventennale, fondato sulla comparazione degli orientamenti politecnici e polivocali del teatro rinascimentale con le istanze del teatro contemporaneo.

Dal 13 al 16 aprile. Il testo di Emanuele Aldrovandi, vincitore del decimo Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, è un’interessante parabola noir sulla contemporaneità e sul valore degli ideali; un thriller che si muove tra comicità e angoscia, trascinando il protagonista in un pericoloso gioco mortale che confonde vittime e carnefici. In scena Luca Cattani, Cecilia Di Donato, Marco Maccieri e Valeria Perdonò, con la regia di Marco Maccieri.

Il Teatro dell’Orologio presenta un evento di assoluto rilievo nella stagione Cambiamento Reale, il Focus Premio Riccione, dedicato al Premio Riccione per il Teatro, il più autorevole premio per gli autori teatrali italiani, che quest’anno è giunto alla 53esima edizione. L’idea del focus nasce dalla comunione di intenti tra il Teatro dell’Orologio e il Premio Riccione per il Teatro, ossia l’attenzione verso la nuova drammaturgia e l’impegno nella messa in scena di testi originali, frutto della scrittura di giovani autori. Il Focus prevede quindi la messa in scena di tre spettacoli vincitori delle scorse edizioni del Premio Riccione per il Teatro e del Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli, una mostra fotografica che ripercorre gli anni salienti del Premio, e infine, durante l’ultima giornata, un incontro di lettura dei testi vincitori dell’ultima edizione.

Il Teatro Filodrammatici di Milano rende omaggio, a suo modo, al genio teatrale di Shakespeare, in occasione dei quattrocento anni dalla sua morte. Non aspettatevi però di incontrare sul suo palco Amleto, Re Lear o Puk; anche quest'anno infatti, lo storico teatro milanese si vanta di essere “Shakespeare-free”. Troverete però, come in Shakespeare, spettacoli che prendono ispirazione dalla contemporaneità, capaci di far ridere e pensare, che introducono il dubbio, la malinconia, che incrinano la visione del mondo in ordine e sicuro, proprio come quelli del bardo di Avon, che frantumavano la vecchia visione del mondo medievale.

TOP