A vent'anni dalla scomparsa, Gino Bramieri è riuscito a fare l'ennesimo tutto esaurito al Teatro Manzoni. La serata del 2 maggio, condotta da Marco Columbro, ha visto alternarsi sul palco molti amici coi quali ha condiviso momenti felici della sua vita, nel lavoro come nel privato. E i festeggiamenti non finiscono qui. Sempre a Milano, la Biblioteca Umanistica dell'Incoronata in Corso Garibaldi ospiterà, fino al 29 maggio, una mostra che racconta l'uomo e l'artista in tutte le sue variopinte sfaccettature, tra fotografie, locandine e oggetti personali per la prima volta mostrati al pubblico. L'idea di festeggiare degnamente l'attore milanese è stata promossa con grande impegno dalla nuora Lucia, che ha potuto contare sulla collaborazione dell'Associazione Music and Partners, insieme al patronato della Regione Lombardia e al patrocinio del Comune di Milano.

Commedia romantica tra le più famose ed amate del ventesimo secolo, firmata da Bernard Slade, è stata prodotta per la prima volta nel 1975, è diventata poi un film di successo, e continua a mietere applausi con la coppia di protagonisti costituita da Marco Columbro e Gaia De Laurentiis. Dopo le tappe di Torino, Firenze, Milano e Bologna lo spettacolo approda anche a Roma, al Teatro Sala Umberto, dal 28 aprile al 10 maggio, grazie alla regia di Giovanni De Feudis.

Sabato, 25 Ottobre 2014 19:18

Il Vizietto - Teatro Sistina (Roma)

Dal 23 ottobre al 2 novembre. Divertentissimo e intelligente. Oltretutto di grande attualità per la tematica, il confronto tra la società tradizionalista e il mondo libero dei gay, "Il vizietto" che già fu un gioiellino del cinema con l'indimenticabile Ugo Tognazzi, torna per la "strana" (esilarante) coppia di attori-comici-show man-cantanti Enzo Iacchetti, al secolo "il signor Enzino", e Marco Columbro.

Comicità, leggerezza e voglia di rasserenare: anche per la stagione 2014/2015 il Teatro Sala Umberto conferma la sua ormai consolidata linea stilistica che da anni lo contraddistingue come un punto di riferimento per la commedia brillante e l'umorismo d'autore nello scenario teatrale romano. Tanti i nomi di richiamo nel ricco cartellone presentato giovedì, da Emilio Solfrizzi a Pino Insegno e Roberto Ciufoli, da Bianca Guaccero a Sergio Assisi, Chiara Noschese, Marco Columbro, Gaia De Laurentiis e Giuliana De Sio. Volti popolari per un'offerta che si sviluppa in 16 spettacoli tra commedia sofisticata americana, giallo d'autore e autori italiani contemporanei e che quest'anno introduce anche il genere musicale.

Al gioioso grido di “Il Sistina è tornato, il Sistina c'è”, il direttore artistico Massimo Romeo Piparo, forte del grande successo della scorsa stagione, ha presentato ieri il nuovo cartellone dello storico teatro romano. Enrico Brignano, Enrico Montesano e Pippo Baudo, Enzo Iacchetti e Marco Columbro, Vittoria Belvedere e Luca Ward, Simona Marchini diretta da Gigi Proietti, Arturo Brachetti: ecco chi saranno i protagonisti del 2014/2015 al Teatro Sistina. 7 spettacoli per grandi interpreti e grandi classici, questa è la formula di una stagione che non osa ma mira al successo puntando su titoli intramontabili, graditi ritorni, volti amati e quella tradizionale leggerezza che ha fatto grande il Sistina.

“Il primo amore non si scorda mai” è un motto abusato, ma si attaglia perfettamente a Marco Columbro. Scoprì il teatro a 21 anni, e da allora – nonostante i ripetuti ‘tradimenti’ con la TV - il cuore è rimasto sempre lì tra le tavole del palcoscenico. E pensare che cominciò tutto per gioco: per pura goliardia, aveva accettato la scommessa di mettere in piedi uno spettacolo. Niente di serio, insomma. Se non fosse che però la sua “Cantatrice calva” di Ionesco alla fine vinse il primo premio di un concorso. A quel punto lì, la strada era segnata: da Viareggio a Firenze, fino ad arrivare a Milano, città che gli ha portato fortuna su tutti i fronti. Sognava Strehler, come tutti i giovani teatranti degli anni ‘70. Un sogno che non si realizzò mai, ma in compenso incontrò un signore di nome Dario Fo (recitò nella “Histoire du soldat” e ne “Gli arcangeli non giocano a flipper”). Dopo l’esperienza con Fo, era tutto più chiaro: Columbro era nato per sviluppare la corda comica, non doveva far altro che affinarla. E così negli anni Ottanta, ormai rapito dalle luci della ribalta televisiva, divenne uno dei più simpatici e amati personaggi del piccolo schermo. Il resto è storia nota: il successo di “Tra moglie e marito”, programma che non piaceva ai direttori dei TG, perché gli rubava milioni di spettatori; il sodalizio felicissimo con Lorella Cuccarini; le fiction, grazie a cui il grande pubblico ha scoperto il suo talento d’attore. Ci sarebbe poi un capitolo a parte da dedicare alla vita spirituale di Columbro. Ma forse un capitolo non basterebbe: ci vorrebbe un libro.

La ribalta televisiva ha i suoi indubbi vantaggi, ma ogni tanto ritorna il desiderio di respirare la polvere del palcoscenico. L’applauso di un teatro pieno è una conquista per ogni attore. Ma forse, per chi come Enzo Iacchetti ha avuto una gavetta dura e difficile, è una soddisfazione ancora più grande. A quarant’anni, quando per la prima volta il pubblico di Striscia lo vide dietro la scrivania, aveva alle spalle di tutto: tuttofare in una radio locale; cabaret nel mitico Derby; ‘canzoni bonsai’, con un’umile chitarra a tracolla, al Maurizio Costanzo show. Ora è un signore di sessant’anni che osserva con una certa amarezza - ovviamente filtrata dall’ironia - lo stato di salute della nostra Italia. Non è contento di come ci vanno le cose. Ma farebbe sue le parole di Giorgio Gaber: Io non mi sento italiano. Ma per fortuna, o purtroppo, lo sono.

Venerdì, 07 Dicembre 2012 22:41

Il Vizietto - Teatro Manzoni (Milano)

Il ViziettoDal 4 dicembre al 1 gennaio. Parli del Vizietto e nella memoria di noi italiani riaffiorano gli inimitabili Ugo Tognazzi e Michel Serrault, protagonisti del film omonimo. Ci volevano dunque due signori del palcoscenico come Marco Columbro e Enzo Iacchetti per non far rimpiangere gli illustri predecessori. Ma soprattutto, senza nulla togliere all'enorme richiamo degli interpreti, ci voleva il fiuto artistico (e imprenditoriale) del regista e produttore Massimo Romeo Piparo, che da circa vent'anni sforna musical di successo a raffica (da Jesus Christ Superstar al record di cartellone La febbre del sabato sera; da My fair lady a Hairspray). Come Re Mida, tutto ciò che tocca Piparo diventa oro.

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