L'allestimento di Marco Sciaccaluga del capolavoro giovanile di Schiller “Intrigo e amore” convince lo studioso di letteratura tedesca per la precisione filologica della versione italiana di Danilo Macrì e per la modernità della lettura del testo come critica sociale e politica contro il potere, ma al contempo appassiona lo spettatore per la forza dei protagonisti e interpreti di questa tragica storia di un amore impossibile.

Lunedì, 10 Novembre 2014 20:09

Fedra - Teatro Franco Parenti (Milano)

Con Galatea Ranzi, che è Fedra sul palco del Parenti dal 5 al 16 novembre, compiamo un viaggio nel tempo. La drammaturgia di Eva Cantarella e la regia di Consuelo Barilari ci portano a ripercorrere a ritroso, partendo da una Fedra anni ’60, le tappe del suo lungo percorso: dalla penna di Euripide alle contaminazioni dovute al passare dei secoli. Un lungo cammino in cui la donna Fedra si affranca dalla classicità che la vuole sottomessa all’uomo, per cercare la libertà di essere. Passa anche dal cinema, con il film "Phedra" che Jules Dassin, già assistente alla regia dello stesso Hitchcock, gira nel 1961. Ed ora, qui, sul palco del Parenti, liberata dalla schiavitù delle passioni, dal peso delle convenzioni, sceglie di morire di nuovo, non per vergogna, ma per gridare al mondo la sua consapevolezza di donna e il suo diritto di amare al di là dei limiti imposti dalla società benpensante.

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