Domenica, 02 Dicembre 2018 16:28

Un autunno di fuoco - Teatro Ghione (Roma)

La malinconia del tempo che scorre inesorabile, il controverso rapporto genitori-figli e la ritrovata serenità di una consapevolezza maggiore di sé e dei propri limiti sono al centro di “Un autunno di fuoco” del drammaturgo americano Eric Coble, andato in scena al Teatro Ghione con la regia di Marcello Cotugno e protagonisti Milena Vukotic e Maximilian Nisi.

Un triennio importante quello che si aprirà con la stagione 2018-2019 del Teatro Quirino. Ricorrerà, nel 2021, il centocinquantesimo compleanno della storica sala romana, una grande occasione di festeggiamenti e celebrazioni che seguiranno alle imminenti operazioni di restyling della struttura nata nel 1871. Nel presentare in netto anticipo - rispetto alle consuetudini, e rispetto agli altri teatri romani - la programmazione della prossima stagione, il Presidente - e co-direttore artistico unitamente a Guglielmo Ferro - Geppy Gleijeses sottolinea, in apertura della conferenza, l’avvilente carenza di contributi da parte delle Istituzioni. Non perde neppure l’occasione per un riferimento incisivo alla nota vicenda del finanziamento al Teatro Eliseo, ora alle valutazioni della giustizia amministrativa, avendo presentato, alcuni tra i teatri più importanti della città, un ricorso contro il contribuito assegnato alla sala diretta da Luca Barbareschi.

Non perde il piglio appassionato che lo caratterizza ogni volta alla presentazione degli spettacoli scelti per la nuova stagione. Che piaccia o no, che ispiri simpatia o meno, Luca Barbareschi affronta la numerosissima platea del suo teatro con aria benevola, empatica, passionale. Concentrato esclusivamente sul valore dell’arte e nella convinzione dell’importanza delle politiche culturali. Rimarrà deluso chi si aspettava la sua controffensiva alle manifestazioni di dissenso espresse da molti addetti ai lavori sul conto del noto emendamento (ormai legge) che attribuisce al Teatro Eliseo un finanziamento di 8 milioni di euro per il biennio 2017/2018.

“Nessun teatro si salva da solo” è una necessità. La necessità, l’ appello del Teatro dell’Orologio per questa stagione 2016/2017, la volontà di continuare a costruire un luogo che sia uno spazio aperto sotto cui ripararsi, dove il teatro, gli artisti che hanno voglia di sporcarsi con il teatro, possano essere. Un luogo costruito dall’incontro con l’altro, una disposizione ad accogliere, ad ascoltare per cercare di essere attenti. L’attenzione trasversale all’intero panorama contemporaneo nazionale, mista al rapporto vigoroso con le giovani realtà teatrali, rendono il lavoro dell’Orologio fluido e disarticolato: l’obiettivo è surfare tra il divenire del contemporaneo, dell’attuale.

La presentazione della nuova stagione teatrale Argot Studio 2016/2017, dal titolo evocativo, “La felicità è una cosa semplice”, testo originale con il quale si è aperta la conferenza stampa, racconta lo stile di questo spazio, una residenza e laboratorio per chi vi lavora come hanno sottolineato Tiziano Panici e Francesco Frangipane, direttori artistici Argot Studio. Nello spirito del teatro un’ampia offerta formativa e di laboratori e una stagione teatrale articolata tra classici riscritti, “classici contemporanei” di “lunga durata”, e programmazioni per un fine settimana per compagnie giovani o nuove nel panorama romano.

Domenica, 14 Febbraio 2016 18:33

Some Girl(s) - Teatro Piccolo Eliseo (Roma)

Dal 27 gennaio al 14 febbraio è andato in scena al Piccolo Eliseo lo spettacolo (prodotto dalla Fondazione Teatro di Napoli) "Some girl(s)", dell'autore statunitense Neil LaBute. Una vicenda tristemente oscura diretta da Marcello Cotugno, che si avvale di cinque ottimi interpreti - Gabriele Russo, Laura Graziosi, Bianca Nappi, Roberta Spagnuolo e Martina Galletta - e di una scenografia semplice e funzionale curata da Luigi Ferrigno.

Aria di grande rinnovamento alla conferenza stampa di presentazione della Stagione Teatrale 2015/2016 del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo. In una gremita sala del Palazzo delle Esposizioni un emozionatissimo Luca Barbareschi prende la parola dopo la piacevole introduzione di Franco Di Mare, chiamato a condurre la presentazione. Con la voce spezzata dall’emozione dei ricordi e del prossimo importante traguardo anagrafico (compirà 60 anni l’anno prossimo), introduce - dopo l’intervento dell’Assessore Marinelli e prima di passare alla presentazione degli spettacoli in cartellone - le novità “dirompenti” che renderanno il teatro più glorioso di Roma un polo d’eccellenza. L’obiettivo è creare una “community”, realizzare un punto di aggregazione che possa ampliare la possibilità di offerte culturali. Non solo spettacoli, ma una commistione sinergica tra arte e scienza, tra intrattenimento e servizi di accoglienza, scuola di recitazione e formazione, bar e servizi di ristorazione.

Prosegue la fortunata tournèe di “Some Girl(s)”, commedia brillante e sincera di Neil LaBute, portata in scena dal 2013 da Marcello Cotugno. La storia di un quarantenne che poco prima del matrimonio decide di incontrare le sue ex storiche per chiarire il passato e togliersi un peso dalla coscienza, diventa un racconto di sentimenti, nevrosi e dinamiche interpersonali. Un’analisi ironica e graffiante sul rapporto tra sessi, raccontato con scrittura moderna e personaggi ambigui in cui è incredibilmente facile riconoscersi. Il lodevole cast e la regia sobria e funzionale concretizzano la bella riuscita dello spettacolo.

Dal 4 al 13 aprile. Sullo sfondo dell’implacabile povertà di prospettive esistenziali e dell’alienazione socio-culturale di una periferia degradata, si dipanano le drammatiche vicende che precipiteranno un microcosmo familiare e i satelliti che vi gravitano attorno in una spirale senza uscita di sofferenza, violenza ed auto-annientamento, sino ad una disgregazione progressiva ed ineluttabile. Neil LaBute con “La distanza da qui” affonda uno sguardo disincantato e provocatorio nel lacerante vuoto di valori della cultura americana, nelle derive ad aberrazioni indotte dalla crescita in un contesto abitativo disagiato in adolescenti completamente abbandonati a loro stessi, privi di aspirazioni, principi e sostegno. Il collettivo Drao - giovane compagine impegnata nella promozione e distribuzione di opere di discipline artistiche eterogenee, animata da intenso entusiasmo, desiderio di sperimentazione e scambio reciproco tra i suoi componenti - magistralmente diretto da Marcello Cotugno, porta in scena nella suggestiva cornice del Teatro Sala Uno uno spaccato di vita realistico e lancinante, attraverso un'opera di drammaturgia contemporanea di rara virulenza ed originalità.

La distanza da qui di Neil LaBute, con la regia di Marcello Cotugno, debutta in prima nazionale a Roma presso il Teatro Sala Uno dal 4 al 13 aprile 2014. Il progetto, prodotto da DRAO - collettivo artistico fondato nel 2013 a Roma da Nicole Calligaris, Alessandro Lui e Elia Bei, il cui focus risiede nella collaborazione e nell’intensità dello scambio tra le varie anime professionali e artistiche che compongono il gruppo è nato con lo scopo di produrre, promuovere e distribuire opere di discipline artistiche differenti - è stato in parte realizzato grazie a una campagna di crowdfunding lanciata su Kapipal, a cui hanno contribuito oltre cinquanta donatori. Il progetto si avvale della partnership di Link Campus e di People Cooks.

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