Il Teatro Sala Vignoli, sotto la guida del direttore artistico Eugenio Dura, è pronto a presentare un cartellone ricco di appuntamenti. La seconda stagione promette di intraprendere un indirizzo netto e preciso rivolgendosi ad una drammaturgia contemporanea e ad autori giovani, proponendo grandi classici rivisitati, opere di prosa e musical, con uno sguardo anche sulla romanità.

Parte il 18 settembre il Progetto Lunga Vita, la manifestazione organizzata da Tradizione Teatro che fino al 24 settembre vedrà susseguirsi ogni giorno per oltre quattordici ore consecutive spettacoli teatrali, proiezioni, retrospettive, balletti, esposizioni artistiche, performance, meeting, residenze e workshop. Tanti gli artisti coinvolti in questo progetto voluto dal direttore artistico Davide Sacco e dalla direttrice organizzativa Ilaria Ceci, rientrante nel programma dell'Estate Romana 2017 con il contributo di Roma Capitale e in collaborazione con SIAE. Ad ospitare la manifestazione sarà il Teatro Marconi di Roma, su due palcoscenici (uno interno e uno esterno).

Bradisismo, precarietà, ricordi, paure, sospetti… sono alcuni degli “ingredienti” presenti nella commedia, o meglio ancora nella tragicommedia "Uscita di emergenza", scritta da Manlio Santanelli, che vede in scena - al Teatro della Cometa dal 7 al 25 gennaio - Vittorio Viviani e Gino Auriuso per la regia di Enrico Maria Lamanna. Spettacolo decisamente originale, impegnativo e difficile da raccontare, monologo doppio più che dialogo interpretato magistralmente con un allestimento raffinato. Una nuova tragicommedia in grado di reinventare quel teatro napoletano troppo spesso datato, stantio o volgarizzato. Una metafora a tratti strampalata, con un linguaggio allusivo e dotto tra le righe, sulla vita dove non resta che un’uscita di emergenza che a volte fa paura imboccare.

Bradisismo, precarietà, ricordi, paure, sospetti… sono alcuni degli “ingredienti” presenti nella commedia, o meglio ancora nella tragicommedia USCITA DI EMERGENZA scritta da Manlio Santanelli che vede in scena - al Teatro della Cometa dal 7 al 25 gennaio 2015 - Vittorio Viviani e Gino Auriuso per la regia di Enrico Maria Lamanna.

Domenica, 19 Ottobre 2014 08:05

Regina Madre - Teatro dell'Angelo (Roma)

Dal 2 al 19 ottobre. Rappresentato in tutto il mondo, in molte nazioni quotidianamente da 8 anni, recensito al suo debutto dalla firma Eugene Ionesco. Tra i due personaggi in scena, madre e figlio, si instaura un teso duello, condotto mediante uno scambio ininterrotto di ricatti e ritorsioni, di menzogne e affabulazioni. Un caposaldo del Teatro del ‘900, non privo di grande ironia e di momenti di vera comicità. Un testo eccezionale per una coppia inedita, formata da Milena Vukotic e Antonello Avallone.

Giovedì, 14 Novembre 2013 21:54

Uscita di emergenza – Teatro Bellini (Napoli)

Cirillo e Pacebbene, due uomini disperatamente tristi e soli, sopravvissuti ad un terremoto, parlano di fuga, di evasioni e di amori mai conosciuti e come nella più classica delle opere buffe, finiscono per ritrovarsi armati e pronti allo scontro in una inutile guerra tra poveri. La loro unica prigione è il metro quadro in cui sopravvivono e da cui non riescono ad allontanarsi nemmeno per fare la spesa. Difendono quello spazio, il loro letto e gli oggetti che hanno portato con sé dal passato, ignorando che il luogo e la condizione in cui vivono sono privi di uscite di emergenza.

Dal 2 al 21 aprile. Il nome di Manlio Santanelli - so che questa affermazione disturba sempre i colleghi autori che non vorrebbero assolutamente essere ricordati come padri di una sola opera - è indiscutibilmente legato al suo primo testo “Uscita di emergenza” del 1980. Parto dunque da lì perché forse non tutto è stato ancora detto su questo collaudato e rappresentato drammaturgo italiano; ed anche perché forse i più giovani non ne conoscono le origini teatrali.

Giovedì, 01 Novembre 2012 23:15

Uscita di Emergenza - Piccolo Bellini (Napoli)

Uscita di emergenza

“Uscita di emergenza”, ovvero cervelli in fuga, è questo il primo capolavoro di Manlio Santanelli messo in scena nel lontano 1980, che anticipò l’effetto terremoto sia dentro che fuori l’uomo,  e viene ora riproposto da Pierpaolo Sepe con Rino Di Martino ed Ernesto Mahieux in una piecè teatrale con toni spesso bassi.

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