“Ci sentiamo di dire che vogliamo stare con il pubblico, e non, viceversa, chiedere al pubblico di stare con noi. Invertire la direzione è importante, ci responsabilizza ancora di più, e ci induce a voler essere sempre vicini al nostro pubblico nei gusti, nelle tematiche, nelle idee. Perché noi siamo quelli diversi da tutti”. La stagione 2017/2018 di MTM Manifatture Teatrali Milanesi è “con te”: 3 teatri, 46 titoli, 270 repliche, 10 produzioni MTM, 11 prime nazionali, 3 progetti speciali.

Il Teatro Litta ha ospitato dal 9 al 19 marzo in prima nazionale uno spettacolo diretto da Antonio Syxty e tratto dal poema di un suo vecchio amico, Nanni Balestrini, intitolato “Blackout”. Avevo creduto di scovarvi una parte attuale invece lo spettacolo è essenzialmente un inno al passato, curioso e appassionante ma forse eccessivamente retorico. Ci si chiede se ‘lo spirito del ’68 sia tornato’ e questa dozzina di giovani, di età compresa tra i 20 e i 27 anni, tenta di rispondere. Il regista li ha scelti su internet tra centinaia di candidati per poi sottoporli a dei provini; sconosciuti, sorridenti, entusiasti, hanno dato colore e allegria allo spettacolo, il cui testo però appare poco convincente e troppo ancorato ad una celebrazione enfatica del passato.

E’ una rilettura in chiave contemporanea di “Zio Vanja” di Anton Cechov, quella che il Teatro del Simposio ha presentato con “Beyond Vanja” al Teatro Litta, Sala La Cavallerizza di Milano, nell’ambito della stagione 2016.2017 di Manifatture Teatrali Milanesi, con l’elaborazione drammaturgica di Antonello Antinolfi e Francesco Leschiera, la regia di Francesco Leschiera, ed in scena Sonia Burgarello, Ettore Distasio, Alessandro Macchi, Matteo Ippolito e Giulia Pes. Una rilettura che risulta quanto mai attuale, nella sua drammaticità e nei suoi spunti di riflessione.

“Moltiplicatore” è una triade di monologhi ideata, curata ed interpretata da Alberto Baraghini, uno spettacolo che tratta della percezione del sé, "di come mi vedono gli altri, di come sono, e di come gli altri vorrebbero che fossi". Un esercizio di stile su tre scritture sceniche di Eugenio Alberti Schatz (in condivisione con Alberto Baraghini), Margarita Egorova e Matteo Salimbeni, affidate a tre direzioni registiche, per suoni e immagini, suggerite da Rajeev Badhan, Fulvio Vanacore e Simona Rinaldo.

Domenica, 08 Maggio 2016 16:51

L’Inquilino - Teatro Litta (Milano)

La nuova produzione della compagnia LAB121 ha debuttato in prima nazionale dal 1 al 10 aprile al Teatro Litta di Milano; si tratta di “L’Inquilino”, uno spettacolo diretto da Claudio Autelli, il cui immaginario incontra quello dell'artista francese Roland Topor. L'incontro dei due autori racconta l'uomo, nelle sue paure, nelle sue vergogne e soprattutto nella sua fragilità. Quando l'assurdo diventa normalità non c'è logica che regga.

Domenica, 08 Maggio 2016 16:23

L’Inquilino - Teatro Litta (Milano)

E’ una prima nazionale quella che il Teatro Litta di Milano ha presentato dall’1 al 10 aprile, una co-produzione della compagnia LAB121 con Manifatture Teatrali Milanesi. Lo spettacolo "L’inquilino" è tratto non dal celebre film-capolavoro di Roman Polanski del 1976 "L’inquilino del terzo piano", bensì dal libro originale omonimo scritto dal grande Roland Topor nel 1964, tradotto da Grandini per Bompiani nel 2004 e adattato oltre che diretto magistralmente da Claudio Autelli. Vede in scena Alice Conti, Michele di Giacomo, Giacomo Ferraù e Marcello Mocchi. Molto angoscianti, quindi perfette per questo thriller che instilla ansia nello spettatore, le scene e i costumi di Maria Paola Di Francesco, le luci di Giuliano Bottacin e il suono di Fabio Cinicola. La bellezza dell’opera risiede nell’idea geniale di Topor, che si dice abbia perfino ispirato Hitchcock, di raccontare una storia che nasce semplice ma che a breve si complica fino a rasentare la follia, senza dimenticare larghe dosi di inattesa poesia.

Manifatture Teatrali Milanesi presenta al Teatro Litta di Milano, sino al 6 marzo, in prima nazionale, “L'amica degli uomini importanti (Vinzenz)”, di Robert Musil. Scritta nel 1923, è l'unica commedia teatrale dello scrittore austriaco esiliato in Svizzera dopo l'annessione dell'Austria; in essa si delinea, tra gli altri, il tema di “L'uomo senza qualità”. L'adattamento e la regia sono di Antonio Syxty che torna a lavorare su un testo di Musil dopo che nel 1996 aveva presentato, in versione integrale, l'altro suo testo teatrale, il dramma “Die Schwärmer” (I fanatici) del 1921.

Alla Cavallerizza delle Manifatture Teatrali Milanesi, ex-Teatro Litta, il pubblico si accomoda a semicerchio su seggiole sistemate ad hoc, con un chitarrista vestito di nero, camicia a fiori colorati, semi-sdraiato su una comodissima poltrona lunga di pelle nera reclinata. Per palco una parte di pavimento dell’ampio spazio, verso il fianco lungo del locale, coperta da teli e plastica, con vari barattoli aperti di colori e pennelli poggiati su un piano basso, quasi fossimo in uno studio d’artista. Anche il muro è coperto da teli grandi come pure da cartelli appesi a una certa altezza. Finalmente tutti si sono accomodati e si comincia, dopo che il protagonista ha chiacchierato con il pubblico più giovane e femminile che si ritrova a distanza ravvicinata. Il titolo è molto provocatorio, ecco "Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler".

Dal 9 dicembre al 1 gennaio, al Teatro Leonardo di Milano è andata in scena in prima nazionale una produzione di Manifatture Teatrali Milanesi: “La Bottega del Caffè”, di Carlo Goldoni. Valeria Cavalli e Claudio Intropido, che dal 2015 fanno parte della Direzione Artistica di Manifatture Teatrali Milanesi, firmano la regia, dando una lettura moderna dell’opera goldoniana e ambientando la commedia in una Las Vegas decadente, tra il circense e l'onirico.

Dante Antonelli in pochi mesi ha saputo conquistare l'attenzione di pubblico e critica con il suo teatro onesto, provocatorio, audace ed ironico. Il giovane regista romano, con il suo progetto "Fäk Fek Fik - Le Tre Giovani", riscrittura del primo capitolo dei "Drammi Fecali" di Werner Schwab da lui concepita assieme alle tre interpreti protagoniste - Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa e Arianna Pozzoli -, si è aggiudicato i premi per la miglior drammaturgia, per la migliore interpretazione alle tre attrici e come miglior spettacolo al Roma Fringe Festival 2015. Mentre procede lo studio sul secondo testo della tetralogia dei "Drammi Fecali", "Sovrappeso, insignificante: informe", che approderà sul palcoscenico all'inizio del prossimo anno, Antonelli tornerà in scena con "Fäk Fek Fik" a Roma a fine novembre, il 26, 27 e 28, presso Carrozzerie | n.o.t. e a Milano a febbraio nell'ambito di Apache, linea di teatro contemporaneo giunta alla sua terza stagione al Teatro Litta, ora Manifatture Teatrali Milanesi. Lo abbiamo incontrato per approfondire la sua visione del teatro ed il suo peculiare modo di concepire la creazione artistica, oltre che naturalmente per scoprire qualche dettaglio dei suoi numerosi progetti in cantiere.

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