In una notte astratta e sospesa sul nulla come su un ponte spezzato, due donne corrono apparentemente per allenarsi per partecipare alla maratona di New York, ma superano il fatidico passaggio a livello della vita oltre il quale non c’è più ritorno. “Maratona di New York” di Edoardo Erba, nella regia di Andrea Bruno Savelli con protagoniste Fiona May e Luisa Cattaneo, debutta in prima assoluta al Todi Festival, inaugurando la XXXII edizione della rassegna.

L’apertura di un nuovo teatro rappresenta un evento particolarmente significativo per il ruolo e la vitalità di una grande capitale e il successo ottenuto nella sua prima stagione, ha reso l’Off/Off Theatre di Via Giulia a Roma, un vivacissimo e dinamico punto di riferimento teatrale e culturale e sede di grandi eventi. Ed è Roma la protagonista di questa seconda stagione.

Nel ventesimo anniversario dell’omicidio di Ilaria Alpi a Mogadiscio (1994-2014), Stefano Massini conclude il proprio progetto drammaturgico intorno alla giornalista del Tg3: un percorso teatrale affidato alle voci di tre grandi interpreti che si sono susseguite nel tempo, prima Ottavia Piccolo, poi Lucilla Morlacchi e infine la splendida Isabella Ragonese. Un viaggio tra i suoni, gli odori ed i colori di un’Africa dilaniata dagli infimi meccanismi di loschi accordi politico-economici.

Giovedì, 31 Gennaio 2013 21:41

Balkan Burger - Teatro Litta (Milano)

Dal 29 gennaio al 6 febbraio. Si diffonde ancor prima di entrare in sala il suono flautato emesso da Enrico Fink, musicista, autore e attore teatrale, tra i principali interpreti della tradizione ebraica in Italia, laureato in fisica. Per questo suona a teatro, pare, e per nostra fortuna perché quelle note attirano come fossero quelle del pifferaio magico. Ci si accomoda e si guarda con curiosità al suo flauto dritto elettronico, collegato a un computer posto davanti a lui. Moni Ovadia lo ha definito “giovane tessitore che cerca di ricucire l’infranto…” ma qui, con la fisarmonica poggiata a terra accanto a lui, Fink è solo un sottofondo musicale. Eppure anche lui racconta alla nostra anima, con le melodie klezmer miscelate a ricordi di jazz che riempiono la piccola Sala della Cavallerizza del Teatro Litta, dove tutti i mattoni a vista e l’alto soffitto di legno danno un senso di caldo, alimentato dai pannelli che rivestono le mura tenendo fuori il freddo di fine gennaio.

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