Martedì 8 maggio è stata presentata la stagione 2018/2019 del Teatro Sala Umberto, la diciassettesima con la direzione artistica di Alessandro Longobardi. Un cartellone all’insegna della drammaturgia contemporanea e della musica, con una particolare attenzione ai giovani e ad un umorismo sempre acuto e sobrio.

Un Paolo Rossi uno e trino prende spunto da L'improvvisazione di Versailles di Molière per parlare di ciò che gli sta più a cuore: il teatro e la politica in senso lato.

In scena fino al 24 gennaio allo Strehler di Milano, "Molière: la recita di Versailles", personale rivisitazione di Paolo Rossi del testo L’improvvisazione di Versailles di Molière. Un testo che, attraverso l’intervento formale di Giampiero Solari e Stefano Massini permette al folletto anarchico del teatro italiano di portare in scena uno spettacolo perfetto per le sue corde: da sempre ci ha abituati a performance in cui non si distinguono i confini tra i generi, tra la recitazione studiata e l'improvvisazione, tra la fine della realtà e l'inizio della finzione. A rendere il tutto ancora più magico, divertente, nuovo e perfetto ogni sera, una squadra di attori e musicisti eccezionali al suo fianco, in primis la grande Lucia Vasini.

Si è svolta venerdì 5 giugno al Teatro Elfo Puccini la seconda edizione del Premio Comicità dedicato a Gianni Palladino, amico e compagno di tanti attori, interprete dello storico spettacolo ‘Comedians’ che 30 anni fa circa lanciò una quantità di personaggi comici divenuti poi celebri come Claudio Bisio, Paolo Rossi, Renato Sarti e Elio De Capitani, Antonio Catania, Gino e Michele, Gigio Alberti, con la regia di Gabriele Salvatores. Palladino, ottimo cabarettista e attore brillante, è scomparso nel 2008; il vuoto che ha lasciato viene un po’ colmato da questa iniziativa partita lo scorso anno, con cui si vogliono selezionare gruppi comici capaci di far ridere un pubblico smaliziato come quello milanese. Per la serata sono giunte sette compagnie da vari luoghi d’Italia, per l'occasione valutate da una giuria selezionata, composta dai vecchi amici e compagni Gino e Michele, Elio De Capitani, Bebo Storti, Renato Sarti e Claudio Bisio. Ma anche tutti gli spettatori hanno avuto la possibilità di esprimere una preferenza grazie a schede valutative distribuite ovunque nella grande sala del teatro.

Gustosa commedia in salsa piccante, comicità intelligente e a suo modo raffinata, con una parte en travesti che aggiunge ilarità. La curiosità di conoscere la versione francese c’è perché è evidente l’adattamento nella traduzione per i riferimenti e le battute che non scivolano in effetti banali, poco credibili o volgari. Ben interpretata, con buon ritmo e originale.

Sono al Teatro Franco Parenti e la Sala Grande è gremita, nonostante Milano in luglio appaia svuotata. Quando si apre nel buio il sipario, vediamo una grande stanza, anzi un magazzino, forse uno scantinato; ci sono scaffali lungo i muri, una scaletta che porta chissà dove, una specie di lettino medico in mezzo al pavimento spoglio con sopra, distesa, Lucia Vasini, coperta da un telo verde e Antonio Cornacchione, suo partner in questa commedia intitolata "L’ho fatto per il mio paese". Strano titolo ma, col tempo, tutto si chiarisce. Ecco, ora lei apre gli occhi, sembra confusa, chiede dove sia, cosa sia successo e lui le spiega che ha avuto un incidente. E’ caduta dalla bicicletta, stava portando a spasso il cane che si è messo a correre attorno a un semaforo, lei ha fatto un gran volo e ha battuto a terra, lussandosi la spalla, l’anca, il ginocchio e una caviglia. Inoltre, lui l’ha raccolta e rapita.

Domenica, 05 Maggio 2013 20:36

Bennisuite - Tieffe Teatro Menotti (Milano)

Dal 3 al 19 maggio. Al Teatro Menotti il pubblico affolla la platea e lo spettacolo inizia riproducendo sul palcoscenico una sala piena di sedie vuote, con un pianoforte a coda e qualche bottiglia qua e là, una ragazza addormentata in modo scomodo su una sedia. Sembra un locale a fine turno, ci sono pure una donna e un uomo vestiti da sera, lui con lo smoking e lei in lungo, però stanno litigando, si rinfacciano dei tradimenti. E’ una scenata di gelosia fra un’attrice e il capocomico, si comprende piano piano, una coppia evidentemente di lunga data ma dai bisticci frequenti.

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