Quelle due

12 novembre. Il festival ‘Illecite Visioni’, kermesse milanese di teatro dedicata interamente a tematiche GLBT, si conclude con Quelle due ovvero la calunnia di Luciano Melchionna, opera di Lilian Hellman già celebrata al cinema in un film del 1961 con Audrey Hepburn. Cult della letteratura umanamente scandalistica che negli anni Trenta fece tremare le tempie al puritanesimo del New England, si sviluppa attorno al comportamento, intollerabile per quei tempi e per quei costumi, di due maestre che vengono accusate di intimità tra loro da una ragazzina perfida e viziata, con un’intera comunità che si allarma e reagisce. Le speranze spezzate di due giovani donne, la loro dignità e la loro onestà, morale e intellettuale, calpestate e messe alla berlina per una loro presunta omosessualità.

Sabato, 10 Novembre 2012 17:44

Amleto² - Teatro Franco Parenti (Milano)

Amleto2

Dal 6 all’11 novembre. Alla Sala Grande del Teatro Franco Parenti è arrivato il secondo appuntamento del Progetto Amleto, voluto per festeggiare la quarantesima stagione e perché di Shakespeare tanti hanno creato infinite riscritture e interpretazioni. Franco Parenti e Andrée Ruth Shammah diedero vita al Teatro Pier Lombardo quattro decenni or sono proprio con “L’Ambleto” di Giovanni Testori, scritto dal grande autore milanese proprio per far sì che la giovane coppia teatrale ne producesse una messa in scena inaugurale. Deve aver portato bene, visti i risultati. Parenti ha vissuto qui fino alla fine, la Shammah ha creato una Fondazione e un multisala teatrale, con bar, ristorante, happening e mostre d’arte, un vero polo di attrazione culturale per gli abitanti del quartiere e per chiunque voglia dirigersi in zona. E, di recente, un artista chiamato Filippo Timi è diventato la star incontrastata del pubblico, che lo adora, lo reclama e si reca in massa a vedergli fare qualsiasi cosa.

Martedì, 31 Luglio 2012 22:13

Favola - Teatro Franco Parenti (Milano)

Filippo Timi

Dal 26 al 31 luglio. Quando vado al Teatro Franco Parenti c'è caldo ancora di sera, si suda, è fine luglio e tutti i teatri sono già chiusi da settimane. Qui invece c'è gente e anzi, una volta dentro, noto il tutto esaurito e la Sala Grande colma fino alle ultime file, in alto. Forse c'è perfino qualcuno in piedi o seduto sui gradini…“Sono tutti fan” mi dice sorridente Fiorenzo, che si occupa dei programmi. Ha un sorriso che gli va da qui a lì. Dire grande successo per la trilogia estiva di Filippo Timi al Parenti è riduttivo: tocca chiamarlo trionfo. Non solo per gli applausi a scena aperta, ma soprattutto per la passione che fluisce dal palcoscenico alla platea, per l'amore e il gusto dello spettacolo che invade ogni singolo attimo di questa 'Favola'.

Filippo Timi

Dal 18 al 20 luglio. L’elegante Verona divisa dalla guerra tra Montecchi e Capuleti non c’è più. Al suo posto, orsacchiotti, palloncini e cuori: una cartolina di San Valentino, un ballo in maschera, un amore al Luna Park. Qui si svolge “la famosa storia di du giovani innamorati in volgare perugino”. Il dialetto, una mescolanza di umbro, perugino e napoletano, si impossessa dei personaggi, li sradica e li ridisegna, abbandona ogni formalismo per concedersi completamente alla vita e alle sue contraddizioni. Così Filippo Timi racconta la storia d’amore più famosa del mondo.

Domenica, 17 Giugno 2012 14:24

Quelle due - Teatro Belli (Roma)

Carolina Crescentini

Un’ apertura all’insegna di un’intensità tagliente e di un fascino torbidamente inquietante per la XIX edizione del Garofano Verde, rassegna di teatro omosessuale curata da Rodolfo Di Giammarco tradizionalmente in scena al Teatro Belli. Il testo drammaturgico d’esordio della scrittrice americana Lillian Hellman ci conduce, con stile acuminato, inconsueta capacità di introspezione psicologica ed una sferzante critica del bigottismo imperante, tra le spire tentacolari di una storia di verminosa delazione, crudeltà soverchiante e sordido inganno. Proposto in forma di reading, questo incandescende materiale narrativo divampa, emozionante e commovente, grazie all’ adattamento e alla regia impeccabili di Luciano Melchionna e alle interpretazioni viscerali dei sette protagonisti in scena, tra cui spiccano le vibranti prove recitative di Lucia Mascino e Carolina Crescentini.

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