Dal 9 al 18 novembre al Teatro della Pergola di Firenze Luca Zingaretti dirige Luisa Ranieri in “The Deep Blue Sea”, capolavoro di Sir Terence Rattigan, uno dei più popolari drammaturghi inglesi del XX secolo, immergendo lo spettatore nelle atmosfere della borghesia Anni Cinquanta e nella storia di un intreccio di passioni che lasciano soli. Al centro l’amore, sogno e unica possibilità per vivere ma anche per morire. Una regia pulita, asciutta, scene e costumi molto curati. Protagonista l’interpretazione che rinuncia a ogni sopratono per far uscire lo scavo psicologico.

TEATRO. LE FORME DELLA VERITÀ è il principio creativo, sociale, pluralistico su cui si fonda la Stagione 2018/2019 del Teatro di Roma - Teatro Nazionale, espressione delle molteplici identità dell’esistente e degli sconfinamenti del contemporaneo, temi cruciali della comunità civile raccontati sui palcoscenici del Teatro Argentina, Teatro India e Teatro Torlonia.

Martedì, 23 Febbraio 2016 20:59

The Pride - Teatro Bellini (Napoli)

“The Pride”, in scena al Teatro Bellini di Napoli sino al 28 febbraio, ha l’ambizioso progetto di esplorare temi come il destino, l’amore, la fedeltà ed il perdono. E lo fa con un testo di Alexi Kaye Campbell e con quattro artisti straordinari, che a scene alterne guidano gli spettatori prima nella Londra degli anni Cinquanta e successivamente nel 2015. I nomi dei tre protagonisti non cambiano mai, ma questa sembra essere l’unica assonanza tra le due storie. Diretto ed interpretato da Luca Zingaretti.

Venerdì, 04 Dicembre 2015 22:31

The Pride - Teatro Argentina (Roma)

Enigmatico e provocatorio, «The Pride» è il testo scelto da Luca Zingaretti per misurarsi nuovamente con la regia teatrale. Questa volta, l’artista romano si è cimentato con un lavoro che esplora tematiche di varia natura: la ricerca dell’ identità sessuale, l’amore, il tradimento, il perdono. In scena al Teatro Argentina, lo spettacolo sarà replicato fino al 6 dicembre.

Mercoledì, 15 Luglio 2015 13:39

La Sirena - Teatro Franco Parenti (Milano)

Il Teatro Franco Parenti di Milano ha offerto, il 7 e 8 luglio, al suo affezionatissimo pubblico, una lettura recitata vibrante di un testo di Tomasi di Lampedusa, “La Sirena”, dal racconto “Lighea”. Luca Zingaretti serissimo, in smoking, si avvicina al leggio e comincia la sua narrazione che ha i profumi del mare e della Sicilia eterna. E quando la parola si interrompe, la musica per fisarmonica composta dal maestro Germano Mazzocchetti ed eseguita dal vivo da Fabio Ceccarelli, la continua e la completa.

Sono 15 i percorsi che compongono la nuova Stagione di Progetti del Teatro di Roma, riconosciuto dal MiBACT Teatro Nazionale: 95 spettacoli complessivi, di cui 19 produzioni, 7 prime nazionali, 676 alzate di sipario. Un’offerta che può apparire eccessiva, ma è una messe necessaria, strutturata in capitoli che hanno ciascuno il proprio senso e la propria ragione. Un processo già attivato dalla passata stagione che, attraverso un “cantiere” articolato in progetti e percorsi, ha rilanciato il Teatro della Capitale come luogo “plurale” e di tutti. In questa ottica di teatro della città e di città nel teatro, il direttore Antonio Calbi e il presidente Marino Sinibaldi presentano la Stagione di Progetti 2015/2016, vivace, articolata e multidisciplinare, con un percorso di 12 mesi di continua attività offerta tutti i giorni, a tutte le generazioni di pubblico e con più proposte quotidiane.

Dal 26 novembre all'8 dicembre. Grande folla davanti al Teatro Strehler per la prima milanese de "La torre d’avorio", che vede Luca Zingaretti nel doppio ruolo di protagonista e regista. Atteso con curiosità dagli habitué del palcoscenico come pure da spettatori del piccolo e grande schermo, tutti sembrano ansiosi di osservare dal vivo un attore che, col suo ruolo di commissario Montalbano, è tra i più amati del momento. Il grande teatro è ormai pieno quando si spengono le luci e si apre il sipario. Non vola una mosca. Ci sono un paio di scrivanie con una giovane donna seduta a quella di sinistra e un divanetto con un uomo semi-addormentato in divisa. Nell’aria la musica inconfondibile della 5° sinfonia di Beethoven, giunta al termine. La signorina spegne il giradischi e sveglia l’uomo, chiamandolo “Maggiore” e chiedendogli perché si fosse addormentato. “Perché la 5° sinfonia di Beethoven mi fa cagare!” è la risposta volgare e violenta che riceve.

Lunedì, 04 Marzo 2013 19:59

La torre d'avorio - Teatro Eliseo (Roma)

La torre d'avorioDal 26 febbraio al 24 marzo. L'insanabile conflitto tra arte e potere, la reciproca influenza ed interferenza, e la complessa determinazione dei labili confini che separano queste due entità mutuamente attrattive rappresentano questioni di intramontabile attualità, tali da assumere proporzioni e valenze drammatiche nelle più atroci contingenze storiche. La pièce di Ronald Harwood, drammaturgo sudafricano naturalizzato inglese tra i più affilati ed originali della scena contemporanea, affronta con incisività questo dualismo sullo sfondo della barbarie del secondo conflitto mondiale, dell'epurazione razziale compiuta con scientifica follia nell'orrore dei campi di concentramento, degli efferati interrogatori condotti al termine della guerra nei tribunali di denazificazione. L'avvincente testo teatrale, sapientemente orchestrato dalla direzione registica di Luca Zingaretti ed impreziosito dall'asciutta traduzione di Masolino d'Amico, viene portato in scena da un'affiatata compagnia di pregiati interpreti, all'interno della quale si stagliano le magistrali prove recitative dello stesso Zingaretti e di un superbo Massimo De Francovich.

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