Dal 16 luglio al 2 agosto 2019, dal martedì al venerdì alle ore 21.15 andrà in scena nell’ambito delle manifestazioni dell’Estate Romana, il nuovo progetto teatrale della Link Theatre, Centro Ricerca della Università degli studi Link Campus University, con il contributo di Roma Capitale e in collaborazione con SIAE, lo spettacolo INFERNO per la regia di Silvio Peroni ed interpretato da dodici attori.

Continua la stagione Fuoriclasse al Teatro de’ Servi con lo spettacolo “Posso lasciare il mio spazzolino da te?” dal 18 al 20 febbraio alle ore 21.00. Lo spettacolo scritto e diretto da Massimo Odierna, finalista al Premio Scenario 2017, è una black comedy in cui si intrecciano le vicende di un'attrice di ricerca, bipolare ed inaspettatamente gravida, di un candido perdente, di un nichilista con problemi di gestione della rabbia e di una quarta inquietante e perturbante figura.

Dal 19 luglio e fino al 7 settembre sipario aperto nella splendida cornice dei Giardini della Filarmonica romana per la XXIII edizione de “I solisti del Teatro”. “Nonostante le crescenti difficoltà che l’operare nel mondo dello spettacolo dal vivo comporta, I solisti 2016, grazie al legame con le organizzazioni del territorio, al favore di artisti, alla collaborazione con realtà giovani emergenti, non dichiara spavento ma voglia di farcela, investendo molto sul futuro” dichiara Carmen Pignataro, direttore artistico del festival e aggiunge “Siamo stanchi oggi più che mai per un bando che ci ha penalizzato, dopo gli ultimi anni costellati già da limitazioni e mortificazioni. Resistiamo ancora per permettere a Roma di conservare la ricchezza culturale che merita”. In qualità di Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città 2014-2016, I solisti del teatro XXIII edizione è realizzato con il contributo di Roma Capitale in collaborazione con la SIAE ed è inserito nell’edizione 2016 dell’ESTATEROMANA: “Roma, una Cultura Capitale”.

Sabato, 19 Marzo 2016 10:24

Toy Boy - Teatro Studio Uno (Roma)

Dall' 11 al 13 marzo al Teatro Studio Uno di Roma la compagnia BluTeatro, nell’ambito del progetto B-tside, ha portato in scena lo spettacolo “Toy boy” di Massimo Odierna, una commedia nera dal taglio ironico e grottesco.

Tre giorni. Tanti ne servono a Pirandello per scrivere la commedia prima di leggerla personalmente alla compagnia di Dario Niccodemi. «Ma nessuno aveva capito niente», racconta lo stesso Niccodemi per spiegare uno straniamento che presto coinvolge anche il pubblico. Alla prima romana del 1921, la platea si divide tra entusiasmo convinto e chi urla “Manicomio! Manicomio!”. Prima di applaudire senza riserve, il pubblico ha bisogno di familiarizzare con lo spettacolo, il teatro di abituarsi all’idea di rappresentare se stesso. «I Sei personaggi sono una lunga avventura alla quale vado incontro», spiega Gabriele Lavia, interprete del Padre e regista di quest’edizione del 1925 arricchita con elementi del 1921: «È certamente uno degli spettacoli più difficili che abbia mai fatto. Quando ho cominciato a studiarlo ne ho avuto subito la sensazione. Siamo sempre in 21 in scena. Sempre.» L’effetto è di una costante tensione narrativa, un recitare anche solo facendo respirare il personaggio. O l’attore. O entrambi.

La stagione 2014/2015 del Teatro della Pergola ha inizio con la prima nazionale dei "Sei personaggi in cerca d’autore", diretto e interpretato da Gabriele Lavia. Nel 1948, dopo che la guerra aveva danneggiato il palcoscenico, la Pergola fu inaugurata nuovamente proprio con i Sei personaggi. La regia era di Orazio Costa, con Tino Buazzelli nel ruolo del Padre e Rossella Falk in quello della Figliastra. Lo stesso testo inaugura oggi la nuova Stagione della Pergola e il suo nuovo cammino produttivo, prima della tournée nei teatri italiani.

Amore e resti umaniDal 4 al 16 marzo. Brad Fraser, drammaturgo canadese dalla vena creativa incoercibile e controversa, in "Unidentified Human Remains and the True Nature of Love" (1989) affonda il proprio sguardo acuminato ed implacabile tra le dinamiche esistenziali e affettive di un gruppo di trentenni alla deriva tra incertezza economica, valori ormai annacquati dai troppi compromessi del quotidiano, il conforto ricercato nel sesso che diviene sempre più un inutile placebo per acquietare un'assordante solitudine. Su tutto si impone l'assoluta mancanza di prospettive solide, traguardi da raggiungere, ideali portati avanti con convinzione, affetti incondizionati che riscaldino l'anima. In scena al Teatro dei Conciatori uno spettacolo viscerale, ruvido, feroce e lacerante, che non concede posizioni interlocutorie allo spettatore, scaraventandolo di fronte alle sue fantasie e debolezze più inconfessabili. L'adattamento italiano "Amore e resti umani" si basa sulla riscrittura curata dallo stesso Fraser nel 2006 per attualizzare il testo epurando taluni riferimenti datati, con la traduzione di Cosimo Lorenzo Pacini; la regia di Giacomo Bisordi e le impeccabili interpretazioni, intrise di pathos ed urgenza espressiva, offerte da una numerosa compagnia di giovani, talentuosissimi interpreti catturano in pieno l'essenza dell'opera, restituendola al pubblico con potenza soverchiante.

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