Giovedì, 09 Novembre 2017 22:01

Il Penitente - Teatro Eliseo (Roma)

Da sempre abituato a portare in scena la contemporaneità, questa volta Luca Barbareschi si mette alla prova con «Il Penitente» di David Mamet, che verrà proposto sul palco del Teatro Eliseo fino al 26 novembre. Altri interpreti di questo lavoro impegnativo e ricco di sfaccettature, sono Lunetta Savino, Duccio Camerini e Massimo Reale.

Dal 12 al 29 ottobre, al Teatro Manzoni di Milano, va in scena “L’anatra all’arancia”, scritto nei primi anni '70 dallo scozzese William Douglas Home, con la regia di Luca Barbareschi, anche protagonista con Chiara Noschese. É una produzione Teatro Eliseo e Fondazione Teatro della Toscana. La pièce, proposta nella versione francese di Marc Gilbert Sauvajon, è la classica commedia da vaudeville, con battute talvolta prevedibili, ma sorrette dal dinamismo della macchina teatrale.

Non perde il piglio appassionato che lo caratterizza ogni volta alla presentazione degli spettacoli scelti per la nuova stagione. Che piaccia o no, che ispiri simpatia o meno, Luca Barbareschi affronta la numerosissima platea del suo teatro con aria benevola, empatica, passionale. Concentrato esclusivamente sul valore dell’arte e nella convinzione dell’importanza delle politiche culturali. Rimarrà deluso chi si aspettava la sua controffensiva alle manifestazioni di dissenso espresse da molti addetti ai lavori sul conto del noto emendamento (ormai legge) che attribuisce al Teatro Eliseo un finanziamento di 8 milioni di euro per il biennio 2017/2018.

CONVOCAZIONE URGENTE:

Domani, mercoledì 15 marzo - ore 12.00

A causa dell’inerzia delle Istituzioni e delle promesse eluse,
il direttore artistico Luca Barbareschi
convoca urgentemente una conferenza stampa
per annunciare la chiusura del Teatro Eliseo.

Vi attendiamo domani mattina
a Via Nazionale 183

 

Fonte: Ufficio stampa Teatro Eliseo

Sabato, 01 Ottobre 2016 16:59

Americani - Teatro Eliseo (Roma)

Dal 27 settembre al 30 ottobre. “Americani” è una feroce rappresentazione del mondo degli affari e dell’avida e competitiva società americana, per la quale David Mamet nel 1984 ha ricevuto il Premio Pulitzer e dalla quale nel 1992 ha tratto la sceneggiatura per il film diretto da James Foley con Al Pacino, Jack Lemmon, Alec Baldwin e Kevin Spacey. Un affresco che Luca Barbareschi traduce in chiave nazionale: la vicenda viene ambientata nel rampantismo crudele degli anni Ottanta con quell’incedere nevrotico che accompagna la vita quotidiana degli uomini d’affari. Nella versione italiana il testo e la regia portano alla luce una compassione per uomini fragili e disperati costretti a travestirsi da lupi, con un incommensurabile bisogno di solidarietà. Interpretato magistralmente, soprattutto da Sergio Rubini.

Dal 22 dicembre al 3 gennaio. Un grande istrione, una forte versatilità che ha la docilità dell’apparire spontanea, come di chi ha masticato tanto palcoscenico. Sul palco è re, un tantino ammiccante, con qualche tentazione amarcord verso la fine, molta poesia all’inizio e la capacità di essere un artista a tutto tondo. Il finale chiude con il senso del teatro per Luca Barbareschi: la capacità di leggere la musica sul pentagramma, di mettere insieme poesia e matematica è il dono più bello che racconta di aver ricevuto da Dio. Sulla scena traduce la musica in storia e raccontando invenzioni svela la realtà, sentendosi più grande e al sicuro. La sua storia è un intreccio di mondi e culture, un padre ingombrante che ha fatto rima con una madre assente, una profonda solitudine e una disperata ricerca di segni d’amore, girovagando. New York e il jazz restano il leit motiv della colonna sonora.

Aria di grande rinnovamento alla conferenza stampa di presentazione della Stagione Teatrale 2015/2016 del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo. In una gremita sala del Palazzo delle Esposizioni un emozionatissimo Luca Barbareschi prende la parola dopo la piacevole introduzione di Franco Di Mare, chiamato a condurre la presentazione. Con la voce spezzata dall’emozione dei ricordi e del prossimo importante traguardo anagrafico (compirà 60 anni l’anno prossimo), introduce - dopo l’intervento dell’Assessore Marinelli e prima di passare alla presentazione degli spettacoli in cartellone - le novità “dirompenti” che renderanno il teatro più glorioso di Roma un polo d’eccellenza. L’obiettivo è creare una “community”, realizzare un punto di aggregazione che possa ampliare la possibilità di offerte culturali. Non solo spettacoli, ma una commistione sinergica tra arte e scienza, tra intrattenimento e servizi di accoglienza, scuola di recitazione e formazione, bar e servizi di ristorazione.

Dal 19 febbraio all’ 8 marzo, Luca Barbareschi porta sul palco del Teatro Manzoni di Milano, un “one man show”, Cercando segnali d’amore nell’universo, spettacolo autobiografico che nasce dalla voglia di festeggiare con il pubblico i suoi 40 anni di carriera. Un viaggio attraverso la sua vita, per ricordare le persone che ne hanno fatto parte e le esperienze, positive e negative, che l'hanno costellata; ma anche un tributo alla musica, ancora di salvezza in varie fasi della sua esistenza, che con il suo linguaggio universale finisce con l'abbracciare tutto e permettere alla vita di continuare a fluire. Chiara Noschese ne cura la regia. Ad accompagnarlo sul palco l'amico Marco Zurzolo, al sax con la sua band: al piano Mario Nappi, alla chitarra e voce Antonio Murro, al contrabbasso Diego Imparato ed alla batteria Gianluca Brugnano.

Il pubblico del Teatro Manzoni di Milano troverà per la nuova stagione un cartellone ancora più ricco, pronto a soddisfare le esigenze più variegate. Una stagione con tante stagioni o meglio con più programmi.

Dal 22 ottobre al 3 novembre, il Teatro Franco Parenti di Milano propone uno spettacolo intriso di umanità, storia, politica, etica, amicizia, responsabilità e gratitudine, declinato secondo le migliori tradizioni del teatro italiano: commedia dell’arte e tragedia. È "Il Discorso del Re", di David Seidler, Premio Oscar 2011 per la sceneggiatura originale del film dallo stesso titolo che narra la storia, realmente accaduta, di come un finto logopedista australiano, abbia saputo condurre Albert, secondogenito del Re Giorgio V, a vincere la sua balbuzie e parlare con accorato sentimento al popolo inglese, una volta salito al trono con il nome di Giorgio VI.

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