Domenica, 22 Dicembre 2019 20:57

Emily Dickinson - Teatro Niccolini (Firenze)

E’ andato in scena al Teatro Niccolini di Firenze, in prima nazionale, “Emily Dickinson - Vertigine in altezza” di Valeria Moretti, per la regia di Emanuele Gamba, con protagonista Daniela Poggi, interprete della poetessa; un piccolo grande spettacolo, potente nella sua grazia come la vita incendiaria eppure nascosta della scrittrice, “una vita minuta come un insetto” dice di se stessa un personaggio il cui mondo immenso è tutto in una stanza e nel suo giardino di narcisi. Fuori la sua stessa famiglia, che secondo Emily si vergogna di lei e l’America bigotta e puritana della seconda metà dell’Ottocento. Daniela Poggi ha un’immensa grazia e una fermezza che la tiene in scena oltre un’ora senza pause, con una gestualità e una parola che sono flussi continui, pacati, senza affanno, mai fuori misura eppure forti come quella fragile donna malata che nessuno capiva e che non voleva pubblicare le proprie poesie ma solo scrivere. Lo spettacolo è delizioso, velato di malinconia e di mestizia che non diventa rabbia, ma una strana rassegnazione combattiva, una dosatura che la messa in scena rispetta perfettamente. Suggestiva e originale la scenografia, una grande scatola nera tappezzata di fiori, gli stessi che vestono i mobili e la poetessa; poi tutto diventa bianco ottico, minimale, esageratamente nudo. Luci e proiezioni di grande impatto mentre i versi struggenti, la delicatezza del giardino evocato sfrigolano contro i suoni di musiche elettroniche, e incrociano silhouette proiettate oltre le pareti, nere quando la stanza è a fiori, a fiori quando la stanza diventa bianca.

Sabato, 21 Aprile 2018 09:23

Mandragola - Teatro Niccolini (Firenze)

Dall’11 al 22 aprile Fondazione Teatro della Toscana presenta, nell'ambito del progetto i Nuovi, la “Mandragola” di Niccolò Machiavelli, con la compagnia dei neodiplomati della scuola per attori “Orazio Costa” e la regia di Marco Baliani che conferma il suo stile asciutto, di lavoro a 360 gradi sull’artista e soprattutto sul neo-attore, lasciando un grande spazio alla corporeità. Colpiscono in questo spettacolo la raffinatezza e l’armonia tra gli elementi tradizionali della partitura del discorso, rispettosa del testo originario, il fondale della scenografia, l’uso del canto e l’attualizzazione in senso classico: i costumi che sembrano quasi simboli, la reinvenzione del coro che si fa ora voce narrante, ora canto, ora gesto, in una forma di teatro danza. Convincente la prova attoriale.

Martedì 21 aprile sul palcoscenico del Teatro Argentina Giancarlo Cauteruccio torna a confrontarsi con l’Eneide, con gli scenari e gli dei di un mito fondativo per la storia dell’Occidente, portando in scena, a distanza di trent’anni, Eneide di Krypton - un nuovo canto. L’opera riprende vita nella versione trascinante ed evocatrice di un “concerto/teatro”, una vera e propria vibrazione di suono e voce, una tessitura tra musica rock e parola teatrale, in dialogo con il presente per indagare nuovi territori scenici e musicali.

"Melanconie in dedica a Pier Paolo Pasolini" di Clinica Mammut è un progetto composito di atti artistici che cercano di tradurre in gesto poetico sfridi scabri della produzione e della riflessione pasoliniana. Le "Melanconie in dedica a Pier Paolo Pasolini" si vogliono al contempo dentro e oltre Pasolini. Il mutato contesto storico e quindi socio-economico sembra imporci delle distanze dal vate friulano; al tempo stesso la ricerca di eventuali sopravvivenze è motivo di un affondo etico attraverso gli spunti offerti, le scritture mancanti. L’intero progetto è costituito dallo spettacolo "Del sordo rumore delle dita_trascrizione" che debutta nel novembre del 2014, e da un ciclo di performance brevi che prendono il nome di "Melanconie", numerate progressivamente. Attualmente, dall’estate del 2014, sono state create le prime tre Melanconie, concepite come performance urbane.

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